Ambiente, territorio ed eccellenza. Tre elementi che fusi insieme rappresentano in pieno quel “genius loci” che è marchio distintivo dell’anima profonda del Conegliano Valdobbiadene. Tre elementi che rispecchiano e si identificano perfettamente con i tre grandi pilastri della sostenibilità: quello ambientale, quello sociale e quello economico.

Vista così, la realizzazione del primo Rapporto di Sostenibilità da parte del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG – che verrà presentato ufficialmente il prossimo lunedì 29 gennaio 2024 alle ore 15 presso Villa dei Cedri a Valdobbiadene – non è che la logica conseguenza di un percorso che ha radici lontane. Ma che ovviamente va anche proiettato in un futuro che sarà contraddistinto sempre più da scelte meno impattanti, dal forte e continuo legame con la comunità di appartenenza e dal mantenimento di quel riconoscimento distintivo di alta qualità che il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore ha oggi nel panorama vinicolo internazionale.

Se il Bilancio di Sostenibilità – il documento che raccoglie, analizza e approfondisce gli impatti economici, ambientali e sociali, positivi e negativi, collegati all’attività vitivinicola della Denominazione – da una parte accoglie le indicazioni tracciate dall’Europa nell’ambito della salvaguardia dei distretti agroalimentari, dall’altra prosegue nella linea di continuità di scelte importanti come il divieto assoluto all’uso di erbicidi contenenti glifosate già a partire del 2019 (la più estesa zona omogenea in Europa a metterlo in atto), la crescita nella produzione di vini biologici o il recente progetto della Green Academy. Ed il riconoscimento UNESCO del 2019 non ha fatto altro che premiare e suggellare definitivamente l’idea di un territorio ben curato, mantenuto e conservato, pensando soprattutto alle future generazioni.

Ma la protezione e salvaguardia dell’ambiente non sono che un tassello di un processo che deve vedere coinvolta anche la comunità che quel territorio lo vive. Parallelamente al Rapporto di Sostenibilità, infatti, il Consorzio di Tutela ha anche avviato una serie di incontri con i sindaci dei 15 Comuni della Denominazione per presentare e definire assieme a loro un programma, di medio-lungo termine, di progetti di carattere socio-ambientale volti a costruire un Patto del Territorio.

Tutti elementi che, come perle di una collana, legati insieme danno un’idea ben precisa di una comunità che vuole operare insieme per costruire un futuro sempre più sostenibile. Non è un caso quindi che il primo Forum dedicato al turismo sostenibile si sia tenuto proprio a Cison di Valmarino lo scorso novembre, e che proprio in quell’occasione la Denominazione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore sia stata indicata come un “modello da seguire”.

“Dopo aver affrontato con successo anni ricchi di sfide – commenta Elvira Bortolomiol, Presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG –, dalla pandemia all’instabilità economico-politica, ai cambiamenti climatici, oggi possiamo dire di essere approdati a una nuova normalità che, tra le tante cose, impone una sensibilità e dei comportamenti affini ai valori dominanti nella società. Da questa consapevolezza è nata l’esigenza di redigere il primo rapporto di sostenibilità del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG. ù

L’obiettivo è stato fotografare i numerosi passi avanti compiuti dalla denominazione, dalla sua nascita a oggi, sul fronte della tutela del territorio e quindi fornirci i punti cardinali per individuare con la maggiore precisione possibile il percorso che ci aspetta come produttori e come parte di una comunità dinamica e attiva”.

Per Luca Zaia, presidente della Regione del Veneto, “compito di una Comunità è quello di garantire un futuro e un progresso per tutti i suoi componenti e le nuove generazioni. Questo obiettivo deve essere perseguito con determinazione prestando attenzione a tutte le variabili in gioco e alle implicazioni che le scelte e i comportamenti di ognuno determinano a ogni livello. Con questo approccio siamo chiamati a perseguire gli obiettivi che l’ONU, con Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, si è data al fine di prevenire il degrado, tutelare, risanare l’ambiente e promuovere lo sviluppo del contesto sociale dei territori. Lodevoli e importanti risultano quindi gli impegni, riassunti nel Rapporto di Sostenibilità che la Denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG ha fissato e che grazie ad azioni mirate condotte negli ultimi anni consentono di dare il proprio contributo al raggiungimento, entro il 2030, di quei “target” improntati ad uno Sviluppo Sostenibile sempre più effettivo e consapevole”.

“Il primo Rapporto di Sostenibilità della Denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG – conferma Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola – rappresenta una tappa importante in un percorso avviato da tempo. Un percorso cui la Fondazione Symbola collabora con convinzione, che propone importanti scelte in campo ambientale e la capacità del Consorzio di puntare sulla sostenibilità per attualizzare e dare anche forza economica e sociale alla propria azione. Un tema che interessa sempre più imprese, corpi intermedi, mondi associativi e della rappresentanza, i media, come pure la scuola, da quella primaria fino all’Università e che ci avvicina trent’anni dopo alla visione del 1994 di Alex Langer, uno dei padri dell’ambientalismo: la conversione ecologica potrà affermarsi soltanto quando apparirà socialmente desiderabile”.

“La Denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG – conclude Eugenio Pomarici del CIRVE, Centro Interdipartimentale per la Ricerca in Viticoltura ed Enologia – ha da tempo avviato un percorso virtuoso che mira a migliorare i modelli di produzione dell’uva e del vino in un’ottica di minimizzazione degli impatti ambientali e sociali, garantendo al tempo stesso livelli significativi di sostenibilità economica delle imprese. Questo impegno viene ora raccontato attraverso la redazione del Rapporto di sostenibilità, frutto di un dialogo con tutte le parti interessate (stakeholder engagement) avviata dalla Denominazione a fine estate 2023, che ha consentito di strutturare il documento sulla base delle necessità di informazione e degli interessi delle persone che producono, vendono, consumano il Conegliano Valdobbiadene, o che vivono nel territorio dove questo viene prodotto”.

consorzio conegliano valdobbiadene bilancio sostenibilita 2024 1