L’ondata coronavirus sta arrivando anche negli USA. Ormai è questione di settimane, o giorni, e anche lì facilmente assisteremo al “lock down” totale. Nel frattempo in 16 Stati Americani, inclusa la California, Oregon e Michigan, ai cittadini è richiesto di rimanere a casa. Gli operatori commerciali USA stanno assistendo ad un rapido cambiamento dello scenario man mano che il contagio da coronavirus si espande anche nel territorio americano. Man man che la situazione si fa sempre più complicata assistiamo a dichiarazioni e prese di posizione per tutelare il business, ma prima di tutto la salute degli operatori coinvolti e dei loro staff e clienti.
Southern Glazer‘s, il più grande distributore di vini e spiriti negli USA con un fatturato di 19 miliardi di dollari lo scorso anno, ha attivato il “Crisis Management Center” e istituito una task force per far fronte alla crisi inevitabile ormai.
Il CEO della società
Wayne Chaplin ha dichiarato recentemente a Shenken News Daily che “questa unità di crisi coordinerà piani di continuità per i business correlati al coronavirus, monitorerà la situazione e salvaguarderà la salute e il benessere dei propri dipendenti e clienti”.

Tra gli step pianificati Southern Glazer’s ha già messo in atto la sospensione dei viaggi aerei per i dipendenti, lo spostamento di tutti i meeting su piattaforme virtuali, lo screening di tutti i visitatori, aumento della frequenza di pulizia e sanificazione di tutti i locali, il rafforzamento di una struttura di comunicazione tale da garantire un sistema di lavoro da remoto e il miglioramento dei protocolli igienici per tutti i dipendenti che entrano in diretto contatto con consumatori e fornitori.
“La situazione evolve quotidianamente” ha dichiarato Chaplin. “Ci sforzeremo di rimanere in contatto diretto il più possibile con i nostri dipendenti, collaboratori, fornitori e clienti. Ma sopra tutto viene la salute di ognuno ed è la nostra priorità numero uno“. 

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