Ippocrate disse “Il vino è cosa straordinariamente appropriata all’uomo se si amministra con giudizio e giusta misura. Sembra che 2500 anni non siano bastati. E noi oggi siamo qui per ribadirlo”. 
Queste le parole emblematiche di Luca Rigotti (Coordinatore settore vitivinicolo dell’Alleanza Cooperative Italiane) che riassumono in modo esemplare il Talk organizzato da Alleanza Cooperative Agroalimentari a Vinitaly 2022 dal titolo “A tavola? Un bicchier di vino”.

L’incontro ha registrato una convergenza di pensiero e di intenti da parte di tutti i partecipanti: il Ministro Patuanelli, il sottosegretario alla salute Andrea Costa, il prof. Giorgio Calabrese, il Presidente dell’Oiv Luigi Moio ed il Coordinatore settore vitivinicolo dell’Alleanza Cooperative Italiane, Luca Rigotti.

Una occasione di confronto che ha mostrato la compattezza del Governo in difesa del vino italiano contro la demonizzazione del patrimonio enogastronomico italiano e del vino in particolare.

Sul tema  dell’introduzione di etichette allarmistiche come il Nutriscore, il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e forestali Stefano Patuanelli ha messo in luce la coesione raggiunta: “Contro i tentativi dell’Europa di introdurre etichette allarmistiche sul vino tutte le forze politiche e le associazioni di categoria hanno remato unite in una stessa direzione. Come per il Nutriscore, si tratta di una battaglia importante che ha come obiettivo la tutela di tutti i consumatori e non solo dei produttori». 

Consumato in quantità moderate, nel contesto di uno stile di vita sano ed equilibrato, il vino diviene fonte di benessere, gioia e convivialità. È questo il messaggio del Presidente Oiv (Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino) Luigi Moio: “È necessario separare nettamente la sua immagine dalle altre bevande alcoliche. Nel valutare i suoi effetti bisogna necessariamente tener conto dell’intero stile di vita delle persone, riflettendo sul fatto che nell’ambito di una vita sana ed equilibrata il suo consumo responsabile, legato ai pasti ed alla convivialità della tavola, è fonte di gioia. Non è un caso che negli ultimi decenni, l’immagine del vino sia cresciuta in un modo straordinario in tantissimi paesi dimostrando la sua vocazione universale”.

Uno dei nodi cruciali affrontati ha coinvolto la dicotomia tra consumo responsabile, moderato ed abuso. La Dieta Mediterranea, di cui il vino è parte integrante, è riconosciuta a livello mondiale e l’Italia è uno dei Paesi in cui l’aspettativa di vita è più alta. Il Prof. Giorgio Calabrese, Presidente del comitato nazionale della sicurezza alimentare del Ministero della Salute non ha dubbi: “C’è una profonda differenza fra abuso e consumo moderato e responsabile. Il vino in particolare fa parte della Dieta Mediterranea ma bisogna ricordare che la salute non si tutela demonizzando un settore o un singolo prodotto che è legato alla cultura e allo stile di vita dell’Italia che è leader mondiale di longevità”.

Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ha evidenziato quanto sia “significativo in una riflessione sul vino che il ministero della Salute lanci messaggi positivi sul consumo di un prodotto che ha anche una valenza strategica nella tutela del territorio”.

Riprendendo i concetti espressi dal Prof. Calabrese, Luca Rigotti (Coordinatore settore vitivinicolo dell’Alleanza Cooperative Italiane) ha concluso l’incontro allargando la riflessione sulla distinzione tra consumo moderato e dannoso: “Noi condividiamo pienamente gli obiettivi della Commissione Europea in materia di salute. L’OMS punta l’indice contro gli abusi. Tutti i consumi eccessivi sono dannosi. Il vino fa parte del nostro patrimonio culturale, oltre ad essere un alfiere del made in Italy nel mondo e primeggiare nell’export dei nostri prodotti di qualità. Ippocrate padre della medicina scientifica, affermò che ‘il vino è cosa straordinariamente appropriata all’uomo se, nella salute come nella malattia, si amministra con giudizio e giusta misura, secondo la costituzione di ciascuno’. Sembra che 2500 anni non siano bastati. E noi oggi siamo qui per ribadirlo”.