Matteo Ranghetti – co-founder di DIVINEA e tra gli ideatori di Wine Suite, un software che si occupa di automatizzare la gestione delle visite in cantina – durante il Wine Tech Symposium ha detto che “l’Italia è il più grande produttore di vino al mondo, eppure siamo ancora dei principianti nella vendita Direct-To-Consumer, che è una modalità che permette di vendere vino senza intermediari, di conoscere i propri clienti, al fine di trasformarli da clienti occasionali in clienti abituali – e di implementare una strategia di marketing basata sui dati – un settore che il nostro paese ha bisogno di conoscere in modo più approfondito”.

Questo – spiega Matteo – è il momento perfetto per digitalizzarsi per tre motivi:

  1. Perché c’è un livello molto basso di digitalizzazione: in Italia siamo 10-15 anni indietro rispetto agli Stati Uniti e questo comporta non solo svantaggi ma anche l’impossibilità di poter innovare come dovremmo per trarre i benefici che la tecnologia ha da offrire.
  2. Perché nelle aziende c’è un cambio generazionale: la gestione passa in mano al “figlio del produttore” che è, di fatto, un Millennial ed è nato nell’ottica di utilizzo degli strumenti digitali all’interno dell’azienda.
  3. Perché il Covid-19 ha riscritto le regole e scombussolato i piani: uno degli effetti positivi che la pandemia ha creato è una forte accelerazione alla spinta digitale nelle aziende vitivinicole.

Proprio durante il Covid-19, infatti, tutti i canali di distribuzione nazionale tradizionali si sono azzerati e le aziende hanno dovuto rimediare creando un e-commerce che potesse permettere loro di continuare l’attività anche in pieno lockdown. Ebbene – continua Ranghetti –, ora il 12% delle cantine italiane ha un e-commerce: sembra un dato smilzo, ma in realtà è un enorme passo avanti rispetto alla situazione pre-pandemica.
Secondo Matteo rimaniamo comunque ben lontani dal raggiungere i livelli della Napa Valley o della Francia: due realtà che, se proporzionate ai nostri livelli di produzione, vendono molto di più al consumatore finale rispetto a noi perché sanno comunicare meglio e sanno gestire in modo più efficiente la clientela.

Non c’è altra soluzione se non innovare e Wine Suite è un software, un gestionale di CRM e Marketing che si basa sui dati per aiutare la cantina ad estrarre sempre più valore dai clienti privati. Come ci riesce?
Matteo Ranghetti spiega che Wine Suite ha delle specifiche funzioni che riescono a coprire, digitalizzare e rinnovare a 360° tutti i punti di contatto tra produttore e consumatore.
Il software permette di gestire le prenotazioni enoturistiche sia sul sito della cantina, che su siti di terze parti attraverso un calendario integrato e digitalizzato.

Wine Suite inoltre consente di gestire sia le vendite di vino online che avvengono attraverso l’e-commerce della cantina o marketplace esterni, sia le attività commerciali in cantina attraverso un punto di vendita integrato nella piattaforma. In questo modo i dati e le preferenze d’acquisto di un consumatore non vengono mai perse.

Al giorno d’oggi – afferma Matteo – quasi nessuno raccoglie i dati dei turisti che prenotano un’esperienza e, successivamente, acquistano vino: non si riesce ad associare il vino venduto in cantina ad un nome, un cognome ed una mail e, pertanto, non si riesce a trasformare i clienti di passaggio in clienti abituali.

L’evoluzione tecnologica è ormai tangibile e il giusto investimento potrebbe rappresentare un grande salto di qualità per l’azienda che lo mette in atto.
Wine Suite non propone trucchi di magia, ma un software – ben progettato sulla base di dati e di trend concreti – che possa portare l’azienda al passo con i tempi. Devi solamente decidere se anche la tua azienda vuole correre verso il futuro.