Sette mercati sotto esame: Belgio, Cina, Hong Kong, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti. Wine Trade Monitor 2019, lo studio condotto a livello internazionale da Sopexa in collaborazione con Wine in Paris ha intervistato e raccolto percezioni e previsioni su trend globali e prospettive commerciali di 984 operatori del settore tra importatori, distributori, grossisti e retailers.

Per gli intervistati Francia, Italia e Spagna si confermano i paesi più importanti nelle gamme di vini in tutti i sette mercati presi in esame. La Francia perde 17 punti percentuali rispetto al 2018.

Vini biologici e biodinamici secondo il 42% del campione domineranno i prossimi 2 anni soprattutto in Usa e Regno Unito, davanti ai vini regionali (28%). Solo la Cina non sembra essere intaccata da questa tendenza.
Il 35% degli intervistati in Germania e il 24% nel Regno Unito (i 2 mercati principali per le importazioni di vino in volume) vedono un potenziale nella categoria dei vini a basso tenore alcolico.
Sul fronte opposto i vini rosati, dopo diversi anni di crescita e popolarità, non sembrano più suscitare lo stesso interesse: solo il 13% degli intervistati si aspetta un’ulteriore crescita per la categoria negli States.

L’ottimismo sembra dominare le risposte degli intervistati – in particolare statunitensi, tedeschi e giapponesi – i quali prevedono una crescita del mercato nei prossimi due anni. I professionisti belgi, cinesi ed hongkonghesi ritengono che il mercato resterà sostanzialmente stabile. I più pessimisti sono gli operatori UK, il 44% del campione prevede un calo del mercato.
La Francia secondo i professionisti intervistati di Cina, Belgio Hong Kong e Stati Uniti perde potenziale di crescita, ma in generale si confermano Italia e Francia i paesi primatisti in termini di potenziale di crescita.
Ad oriente, i cinesi intravedono ottime prospettive per i vini australiani, cileni e italiani, mentre i giapponesi si godono i vini locali che sembrano destinati a vedere la maggiore crescita delle vendite, davanti ai vini francesi (36%) e ai vini italiani (24%).
Sulla Brexit gli operatori del Regno Unito sembrano avere le idee chiare, andrà a beneficio soprattutto dei paesi produttori di vino extracomunitari: vini cileni (53%), australiani (45%) ed argentini (40%).
I vini italiani negli Usa stanno vivendo un periodo positivo grazie anche ai dazi imposti sui vini francesi dal 18 ottobre 2019. Ma la situazione potrebbe mutare visto che le liste dei dazi vengono aggiornate ogni 6 mesi dall’Amministrazione Trump.

I vini italiani stanno senz’altro beneficiando della “trade war” scatenata dai dazi Usa ma per il 59% del campione intervistato l’origine e l’immagine francese sono ancora le migliori garanzie di performance. Solo il Belgio e specialmente la fascia di popolazione più giovane non è attratta e non subisce il fascino dell’immagine francese.
Le giovani generazioni si dimostrano molto interessate al “Made in Italy” e all’immagine dell’Australia (entrambe al 16%), seguita da Spagna (13%), Cile e USA (entrambe al 10%).
Le produzioni vinicole italiane e australiane sono ritenute dal campione le più rilevanti per quanto riguarda i criteri di “innovazione” e “attraenti per i giovani”.

I 4 vitigni classici (Cabernet Sauvignon, Pinot Nero, Chardonnay e Merlot) dominano stabilmente la classifica generale. Il Cabernet Sauvignon, leader in tutti i mercati presi in esame, è destinato ad avere una performance particolarmente buona in Cina mentre le previsioni per il mercato comunitario appaiono meno rosee.

I leaders tra i vini rossi sono sempre francesi, Bordeaux, Linguadoca, Côtes du Rhône e Borgogna. Per i vini bianchi la top 4 è dominata dai vini di Marlborough (Nuova Zelanda) e della Loira. I vini rosé della Provenza secondo gli intervistati (67%) hanno ottime prospettive, seguiti dai rosé della Linguadoca e dai vini rosati italiani. L’Italia domina la categoria degli spumanti con il Prosecco che si conferma leader in tutti i mercati presi in esame, Il Cava spagnolo guadagna posizioni in Giappone e Stati Uniti, per tedeschi e britannici i Cremant francesi saranno la categoria che registrerà la maggiore crescita.