Il progetto Ammura di Tommasi Family Estates sull’Etna unisce tradizione, passione e innovazione. Situata a Linguaglossa, la tenuta si distingue per la coltivazione di Nerello Mascalese e Carricante, vitigni simbolo dell’Etna. Piergiorgio Tommasi racconta il legame tra Sicilia e Veneto, l’unicità del territorio vulcanico e gli obiettivi commerciali per i nuovi vini Etna Rosso e Bianco.
Terra, fuoco e vino. Energie primordiali. L’Etna, una presenza femminile dominante e forza materna. Tutte queste suggestioni sono racchiuse in un nome: Ammura, la nuova tenuta della famiglia Tommasi sull’Etna, dove l’azienda veronese è approdata nel 2022.
Con l’acquisizione di Ammura, la famiglia Tommasi raggiunge i 799 ettari vitati sotto la propria gestione, consolidando la sua presenza in alcuni dei territori più prestigiosi d’Italia: dalla Valpolicella Classica a Montalcino, dal Vulture alla Lugana, e ora sull’Etna.
Un viaggio in alcuni dei più suggestivi territori italiani attraverso il linguaggio senza tempo del vino, che abbiamo chiesto a Piergiorgio Tommasi, direttore commerciale Italia di Tommasi Family Estates, di raccontarci.
Cosa significa il nome “Ammura”, la vostra ultima “avventura” in terra siciliana?
Ammura è un nome di origine araba che significa “bella, amata, affascinante”. La cultura araba rappresenta un ponte simbolico tra la Sicilia e il Veneto, regioni unite da una storia di contaminazioni e influenze.
In che zona si trova la tenuta?
L’azienda si trova in contrada Alboretto – Chiuse del Signore, nel comune di Linguaglossa, e si estende per 15 ettari, di cui una parte di proprietà ed una parte in affitto dalla Tenuta Chiuse del Signore di Bambara – De Luca, eredi della storica famiglia Castrogiovanni, una famiglia di albergatori di Taormina. Situata a 570 metri sul livello del mare, nel cuore del Parco Naturale dell’Etna, la tenuta sorge in un territorio suggestivo.
Perché avete scelto l’Etna?
Perché è un territorio di grande fascino, un luogo dove natura e tempo si intrecciano in un equilibrio potente e irripetibile. In noi ha suscitato un mix di motivazione ed emozioni, come sono stati altri progetti che la nostra famiglia ha messo in piedi negli ultimi decenni.
Da anni è ormai chiaro che l’Etna è territorio in crescita, inoltre si presenta come marchio conosciuto nel mondo che propone vini dallo stile attuale e contemporaneo, piacevoli alla beva, freschi ed immediati.
Cosa rende unici i vini dell’Etna?
Quello che ci ha da sempre affascinato dell’Etna è la sua coerenza e continuità stilistica. In ogni vino che proviene da questo territorio è molto chiaro l’imprinting, indipendentemente dall’inevitabile timbro dell’enologo o del brand. Diversamente da tanti altri territori dove ci sono varie sfumature, come la Valpolicella, qui la riconoscibilità e la coerenza sono note distintiva.
Questa non è la vostra prima esperienza in terre vulcaniche…
Abbiamo esperienza con un altro vulcano, che è il Vulture. Possiamo trovare delle similitudini, anche se in linea generale questi due territori sono molto diversi. Il territorio del Vulture ha le caratteristiche di un territorio dove il vulcano è spento da secoli, per cui i vini ne rivelano l’anima dopo lunghi affinamenti; l’Etna è speciale dato che è un territorio di un vulcano attivo, quindi vivo e con molteplici sfaccettature.
Sull’Etna, specialmente sul versante nord-est, dove ci troviamo con Ammura, si fa sentire l’esposizione al mare; il microclima, poi, ha un impatto fondamentale sullo stile. Dal lato pratico, invece, ciò che ancor di più fa la differenza nel bicchiere è l’epoca della colata sulla quale è posizionato il vigneto. La cosa incredibile è che sull’Etna a poche centinaia di metri da una zona all’altra si può trovare una colata lavica di un’epoca diversa, per cui composizione del suolo unica e caratteristiche finali del vino differenti.

Su quali vitigni avete scelto di investire?
I vigneti della tenuta si estendono in un paesaggio spettacolare, tra la vista sconfinata del mare e la maestosità dell’Etna, che domina il panorama con il suo profilo scolpito dal tempo. In questo contesto, tra suoli vulcanici di straordinaria ricchezza e un microclima unico, si coltivano le uve Nerello Mascalese e Carricante, protagoniste di Etna Rosso DOC ed Etna Bianco DOC, le referenze che abbiamo lanciato ufficialmente, entrambe annata 2022.
Quali sono gli obiettivi commerciali per questi primi due vini?
Partiamo innanzitutto da una consapevolezza: il brand Sicilia è forte, ma il brand Etna ancora di più. La nostra priorità sarà l’Italia, perché per essere ambasciatori nel mondo bisogna prima essere conosciuti sul territorio nazionale. Per quanto riguarda l’estero ci siamo dati una griglia di cinque-sei mercati (USA, Canada, Francia, UK, Germania, Svizzera), a cui aggiungeremo almeno un altro mercato asiatico tra Singapore e la Thailandia. Partiamo da mercati dove abbiamo partner con cui costruire progetti di lungo periodo. Il nostro target è trasversale: l’Horeca è determinante per il nostro business e per il contatto con i consumatori, ma siamo orientati anche a selezionati punti retail, oltre che ai nostri punti ospitalità.

Questi due primi vini possono incontrare i gusti delle nuove generazioni?
Le rispondo con un’altra domanda: come riconoscere un vino buono? Quando un bicchiere tira l’altro; questo in ogni parte del mondo. Ciò significa che l’immediatezza al naso e in bocca sono caratteristiche essenziali per piacere alle nuove generazioni, ma anche a quelle più mature. Questi vini sono immediati, intriganti, freschi e minerali; hanno un sentore di agrume e un’acidità che invitano al secondo bicchiere, pur mantenendo complessità e profondità. Quando si parla di vino oggigiorno i protagonisti delle discussioni sono i giovani e quanto più o meno ci sia un consumo consapevole e moderato; io penso che sia giusto porre l’attenzione ai giovani e alla loro formazione: loro sono il futuro. Io credo anche, però, che i vini debbano piacere a prescindere dell’età e che più il pubblico è educato migliore sarà l’approccio.
Ci racconta le scelte estetiche per questi due vini?
Siamo partiti dall’idea che il Vulcano Etna è visto per tradizione in Sicilia come una figura femminile. Il font usato nell’etichetta rispecchia la solidità, ma anche la voluttuosità e l’eleganza. Sono presenti, inoltre, degli elementi del territorio perché qui la natura ha una forza pazzesca con colori decisi e netti, come il rosso, che rappresenta il fuoco, e il blu, il mare.
Elementi come il fico d’india e il tarassaco, impressi sulle etichette, texture materiche, silhouette essenziali e colori profondi richiamano la lava, la terra scura e i contrasti cromatici di un paesaggio scolpito dal fuoco e dal vento. Vogliamo trasferire un’identità chiara e precisa, semplice e coerente, con uno storytelling originale.
Punti chiave:
- Ammura è la nuova tenuta di Tommasi sull’Etna, simbolo di un connubio tra tradizione e innovazione.
- La tenuta si trova a Linguaglossa, con un microclima unico per la coltivazione di Nerello Mascalese e Carricante.
- L’Etna è un territorio di grande fascino, noto per i suoi vini freschi e minerali.
- I due nuovi vini Etna Rosso e Etna Bianco sono pensati per un pubblico trasversale, inclusi i giovani.
- Il progetto si concentra su un marketing internazionale con mercati strategici come USA, Francia, e Germania.












































