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Schiacciati dalla pandemia e dai sensibili rialzi di prezzo. A ogni nuovo anno la prima informazione che il notiziario divulga è l’aumento dei prezzi, che siano tariffe autostradali, carburante, corrente elettrica. Il pane ha raggiunto cifre da quadrilatero della moda milanese, i panettoni di cui abbiamo goduto fino a pochi giorni fa sono arrivati a costare anche 45 euro al chilo. È tutto prodotto con materie prime di qualità, non lo mettiamo in dubbio, poi c’è il lavoro manuale, artigianale, piccole produzioni che indubbiamente fanno lievitare i costi. Anche il vino non fa sconti. Chi recentemente ha avuto l’onore di una cena al ristorante, o di imbattersi negli scaffali dell’enoteca, avrà notato i sensibili rialzi di prezzo. Cartone, gabbietta, etichetta, trasporto ma soprattutto l’energia elettrica hanno avuto decisi rialzi, un trend che non sembra affatto in calo. Si sono così adeguati anche i listini delle cantine, in alcuni casi piccoli ritocchi, in altri divari importanti. Anche il vino quest’anno non sarà poi così leggero, almeno in termini di prezzo.

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Una produzione limitata per un vino che a mio giudizio è semplicemente buono, di grande bevibilità, classico e concreto. Poche parole per raccontarvi di un’eccellenza che porta in auge l’area geografica di Vittoria così come i sapori di una cultura greca che ha trovato spazio in uno dei suoi insediamenti più importanti, Sabuci appunto, il nome della contrada dove l’Azienda Agricola Cortese è situata sin dal 1930. Siamo in un’areale molto vocato per la denominazione di origine Cerasuolo di Vittoria Classico – Nero d’Avola e Frappato -. Nel caso dell’Azienda Cortese hanno scelto di fare un Sabuci, buono, buonissimo che nell’annata 2017 prende il volo verso la longevità. Se il Nero d’Avola – circa il 70% – fermenta in barrique aperte, il Frappato – 30% – aggiunge con una vinificazione in anfora di terracotta da 7hl una complessità favorita dallo scambio di ossigeno in fermentazione e da un contatto con le bucce di 12 mesi. Tempo, dunque, per evolvere, dopo essere stati assemblati e dopo avere sostato sei mesi in barrique. L’esigua produzione è totalmente allineata a un percorso di sostenibilità, una certificazione bio e vegan che non è solo un marchio in etichetta ma un credo con tutte le sue potenzialità o difficolta di una regione che vanta il più alto numero di ettari bio. Un approccio lungimirante quello dei fratelli trentini Stefano e Marina Girelli, che convince in un assaggio che volutamente scelgo di non raccontare nei luoghi comuni della classica degustazione. Versatelo in calici sufficientemente ampi per coglierne i profumi, scopritene la profondità ad una temperatura di servizio che sia vostra alleata, pronta a valorizzare il tannino raffinato, preciso ed elegante. Chiudete gli occhi e cogliete tutte le sfumature che riconducono vorticosamente alla terra di appartenenza, un giardino di integrità e di valore, per me il vero grande successo di Sabuci Cerasuolo di Vittoria.

Ci mangio: Involtini di pesce spada

Bottiglie prodotte: circa 8.000

www.agricolacortese.com