Marina Orlandi Contucci, titolare di Colle Manora, riflette sulle potenzialità inespresse del Monferrato nell’ambito enoturistico. Tra opportunità mancate e criticità infrastrutturali, sottolinea l’importanza di una strategia territoriale condivisa e di un’accoglienza autentica per valorizzare il territorio, promuovendo eventi di qualità come “Colline in Movimento” e sostenendo un turismo sostenibile e consapevole.

Marina Orlandi Contucci, titolare di Colle Manora, condivide la sua visione sulle potenzialità del Monferrato, un territorio ricco di risorse ma ancora poco valorizzato. Nella sua riflessione, esplora le opportunità mancate nell’enoturismo, le difficoltà infrastrutturali e la necessità di una strategia territoriale condivisa per promuovere in modo efficace questo patrimonio. Tra eventi di rilievo e progetti futuri, Marina mette in evidenza l’importanza di un’accoglienza autentica e di una collaborazione sinergica per far emergere l’identità unica del Monferrato nel panorama enoturistico.

I Paesaggi vitivinicoli delle Langhe-Roero e del Monferrato sono stati iscritti nel Patrimonio UNESCO nel 2014. Questo riconoscimento ha influenzato l’enoturismo nella vostra zona o non è stato valorizzato adeguatamente?

Il nostro Comune, Fubine Monferrato ha voluto festeggiare il decimo anniversario dell’iscrizione nel Patrimonio UNESCO con un evento bellissimo che abbiamo realizzato in azienda a luglio di quest’anno. Patrizia Campassi, Direttrice artistica dell’evento e di “Monferrato DanzArte”, ha voluto portare a Fubine Monferrato, un Gran Galà internazionale di danza, dal titolo “Colline In Movimento” che ha avuto come sfondo i nostri vigneti e come protagonisti i primi ballerini di prestigiose compagnie di balletto di fama mondiale.

È stata un evento sorprendente, abbiamo dato una mano anche per l’organizzazione. A Colle Manora sono venuti Yasmine Naghdi, prima ballerina del Royal Ballet e Mathias Dingman, primo ballerino del Birmingham Royal Ballet. Poi hanno danzato i primi ballerini del “Ballet Bejart” di Losanna e due primi ballerini (lui russo e lei ucraina) del Teatro Nazionale di Opera e balletto di Lviv della grande tradizione ballettistica Ucraina e Russa. Sono stati premiati due giovani ballerini della prestigiosa Scuola di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli e due giovani ballerini del Balletto di Budapest.

Inoltre è stato assegnato il Premio Monferrato DanzArte alla Carriera, alla celebre coppia di Étoiles, Luciana Savignano e Marco Pierin e poi si sono esibiti i due primi ballerini del Theater Krefeld / Mönchengladbach in Germania.

In sostanza è stato uno spettacolo di altissimo livello. Mi auguro, che se verrà ripetuta questa manifestazione, si potrà promuovere per tempo, estendendo la comunicazione a tutto il territorio non solo piemontese ma anche alle Regioni prossime alla nostra. In modo da dare la giusta rilevanza ad un evento di tale prestigio. Era una opportunità incredibile, uno spettacolo unico nel suo genere in mezzo ai vigneti, con un palco, una gradinata per vedere i migliori ballerini del mondo. Colle Manora è stata parte attiva di questo evento e ne sono molto contenta. Sono grata al Comune di Fubine che ha messo in piedi questa iniziativa, ora sarà importante dare un seguito.

Inoltre a settembre 2024 hanno organizzato una mostra diffusa sul territorio dei Paesaggi vitivinicoli del Monferrato dal nome “Panorama Monferrato”, percorsi espositivo di arte tra vigneti, castelli e pievi a cura di Carlo Falciani nei Comuni di Camagna Monferrato, Vignale Monferrato, Montemagno Monferrato e Castagnole Monferrato. Una manifestazione bellissima ma anche questa dovrebbe essere condivisa con più comuni che fanno parte dello stesso territori vitivinicolo e culturale. Proprio per dare visibilità al Monferrato e rafforzare il concetto di cui stiamo parlando

Eventi così, dovrebbero rappresentare occasioni di crescita generale e di opportunità. Dovrebbero essere riproposti negli anni successivi ma preparando con largo anticipo tutta la parte di comunicazione e promozione: cosa che manca totalmente al nostro territorio. Dipende da un sistema di comunicazione territoriale che manca, è un patrimonio non speso.

Quali sono le principali trasformazioni che ha visto nel panorama dell’enoturismo in questi ultimi anni?

Negli ultimi due anni ho visto un leggero miglioramento ma non si tratta di una crescita costruita metodologicamente, strutturata. È dovuta principalmente al passaparola e un po’ alle attività sui social. Purtroppo, noi come attori unici possiamo fare poco se non abbiamo alle spalle una rete ed un sistema di sinergia territoriale.

Può raccontarci qualcosa di più sulle esperienze enoturistiche che organizzate e su cosa rende speciale la visita a Colle Manora?

L’esperienza enoturistica per quanto mi riguarda non significa proporre le “giostre volanti”, quello che proponiamo è entrare in contatto diretto con una azienda dove la proprietà si è impegnata a preservare l’ecosistema, il paesaggio, la manutenzione, l’accoglienza di qualità ad un certo livello. Ma noi non offriamo esperienze costruite ad hoc per il cliente, offriamo la nostra realtà di tutti i giorni, quello che viviamo realmente che rispecchia le nostre scelte e la nostra passione.

Se come settore facessimo uno sforzo per far emergere, attraverso l’enoturismo, i veri elementi che stanno alla base del nostro lavoro, ciò aiuterebbe a far comprendere perché la bottiglia sullo scaffale non può costare come l’acqua minerale. E’ impegnativo tenere i prati in ordine, gestire i sovesci, mantenere le vigne pulite o garantire un basso impatto dei fitofarmaci. L’enoturismo deve servire anche a far capire quanto lavoro, impegno, dedizione e investimenti ci sono dietro ad una bottiglia.

Le persone che sono venute a soggiornare da noi hanno dato riscontri molto positivi e ce li hanno comunicati di persona, sono stati entusiasti di quello che gli è stato offerto e dell’intorno. Visitare o soggiornare a Colle Manora significa godere del silenzio, della campagna, della gentilezza delle persone, della degustazione che proponiamo. Infatti, vorremmo sviluppare anche le altre due unità abitative disponibili che però vanno sistemate, in modo da avere quattro unità anziché due.

Abbiamo in cantiere di presentare delle proposte escursionistiche e cicloturistiche originali ai nostri visitatori, mi sono già rivolta ad alcune guide esperte. Inoltre, abbiamo realizzato la mappatura e vogliamo concretizzare un piano di rimboschimento di alcune zone della tenuta con piante a cattura di CO2 in modo che Colle Manora sia in pari con i crediti di carbonio. Per il risparmio energetico, abbiamo investito sul fotovoltaico, ora siamo autonomi al 100%.

Secondo lei, quali sono le aree di miglioramento su cui sarebbe necessario concentrarsi a livello territoriale per valorizzare ulteriormente e aumentare la riconoscibilità del Monferrato?

Monferrato sconta un passato che ha creato un humus, una forma mentis, un modus operandi, tutti questi elementi connotano questo territorio, ma non si può prescindere dalla Storia. Questa poca “disponibilità al nuovo”, se vogliamo chiamarla così, costringe i ristoranti, anche quelli di fascia alta, a lavorare solo dal giovedì sera o dal venerdì alla domenica.Quindi se ho un ospite straniero che alloggia a Colle Manora e vuole andare a mangiare al ristorante dal lunedì al giovedì deve per forza spostarsi ad Alessandria, Asti o a Casale. Questo accade anche nei mesi di movimento turistico. Perché molti vengono volentieri nei mesi primaverili o autunnali.

Il secondo tema è che il Monferrato non ha sviluppato le infrastrutture di trasporto. Il Monferrato è al centro di un crocevia importantissimo, siamo ad un’ora da Milano, un’ora da Torino, un’ora da Genova, un’ora dalle Alpi, possiamo offrire un territorio meraviglioso, possiamo captare il turista che va al mare e portarlo nel Monferrato per qualche giorno. Tutte queste opportunità non le posso sfruttare perché non c’è il tessuto connettivo sottostante – ossia le infrastrutture, la ristorazione, gli alberghi – che sostengano questo movimento. Solo le Amministrazioni pubbliche possono risolvere il problema e sopperire a tutte queste mancanze. Bisogna fare dei piani di medio-lungo termine perché non sono cambiamenti che si concretizzano in un giorno.

In sostanza il visitatore o l’enoturista straniero che decide di visitare il Monferrato, non mangia da lunedì a giovedì e, se vuole utilizzare i mezzi pubblici per visitare una grande città limitrofa come Milano, ha difficoltà a muoversi con i mezzi pubblici. Quindi la posizione privilegiata, che avrebbe il Monferrato, perde il suo appeal e questo è un peccato.

Ritiene ci sia una adeguata collaborazione tra le diverse realtà produttive del Monferrato per promuovere le peculiarità, l’identità e l’unicità del vostro territorio?

Per lavorare al miglioramento del circuito turistico, bisognerebbe strutturare degli uffici preposti; ma questo ha un costo che spesso i piccoli Comuni non possono sostenere. Quindi mancano preparazione, cultura e personale. Forse si potrebbe ovviare a ciò creando un ufficio unico per un gruppo di Comuni – vicini tra loro come sono i nostri – e lavorare su dei progetti che coinvolgano tutto il territorio con coerenza e una economia di scala che alla lunga creerebbe uno “stile”, un “modello” che ci renderebbe riconoscibili.

Viste queste criticità, quali proposte e sinergie territoriali ritiene possano essere sviluppate per migliorare l’attrattività e l’offerta complessiva del Monferrato?

Bisogna condividere uno standard di qualità che definisca come va realizzata concretamente l’accoglienza e quale deve essere la proposta. Poi, tornando al vino, non possiamo far uscire dalle cantine una Barbera d’Asti a meno di 16 euro. Questo prezzo è considerato un prezzo molto basso in Francia, per esempio. Dobbiamo darci degli standard, degli obiettivi e un’identità condivisa che al momento non ci sono.

Al di là dell’enoturismo, quali sono le evoluzioni ed i principali cambiamenti che lei vorrebbe fossero realizzati nei prossimi anni nel vostro territorio?

Una possibilità potrebbe essere creare un circuito culturale da proporre due volte l’anno collegato agli eventi presenti nelle principali città limitrofe (Milano, Genova, Torino), proponendo pacchetti che vadano promossi tramite portali turistici locali e regionali. Ma ad oggi tutto questo manca e sinceramente non saprei neanche a chi rivolgermi.

C’è anche un altro tema da mettere in evidenza, noi stiamo affrontando diversi argomenti centrali ma non stiamo parliamo di vino. Cosa significa questo? Quale funzione ha il vino? Secondo me decorativa perché la degustazione si può trovare ovunque, la proposta è satura, i vini sono generalmente buoni e di qualità. Il vino invece di essere il focus, diventa un orpello. Dico questo non per forza in senso negativo, anzi penso che sia necessario proporre esperienze che vadano oltre il vino ma che lo contestualizzino.

Faccio questo paragone: sono stata in Sud Africa (Stellenbosch), in California (Napa Valley), in Borgogna, nelle zone vitivinicole più blasonate d’Italia. In Sud Africa o in California, ad esempio, si passa da una cantina più bella dell’altra, con una quantità impressionante di personale dedicato all’accoglienza enoturistica. C’è il ristorante, c’è il belvedere, sono cantine moderne già ideate e realizzate in un’ottica di accoglienza enoturistica. L’enoturista entra in un luogo bello, lussuoso ed il vino diventa il punto d’arrivo finale. È più rilevante l’esperienza del “contesto”, del luogo in cui sei immerso, l’atmosfera… Invece noi qui abbiamo più vincoli e regole in termini edili. Certo, salvo fare una cantina ex novo… a Colle Manora non posso allargarmi, non posso modificare gli spazi. Quindi rispetto ai Paesi prima menzionati c’è anche il rovescio della medaglia, perché noi abbiamo tanta Storia da comunicare, cosa che, per le zone vinicole appena nate, per ora può essere sostituita dall’architettura.


Punti chiave:

  1. Potenzialità inespresse del Monferrato: Il territorio ha grandi risorse, ma non è ancora sufficientemente valorizzato a livello enoturistico.
  2. Mancanza di infrastrutture adeguate: Il Monferrato soffre di carenze infrastrutturali, con ristorazione e trasporti limitati, che ne riducono l’attrattiva per i turisti.
  3. Eventi di alto livello non adeguatamente promossi: Eventi come “Colline in Movimento” e “Panorama Monferrato” dimostrano la qualità del territorio, ma la comunicazione e la promozione risultano carenti.
  4. Necessità di una strategia territoriale condivisa: L’importanza di una sinergia tra comuni e attori del territorio per creare un’identità forte e promuovere l’enoturismo in modo coeso.
  5. Esperienze autentiche e sostenibili: Colle Manora offre un’accoglienza che rispecchia la realtà quotidiana della tenuta, con proposte enoturistiche genuine, sostenibili e legate al territorio.

FAQ – Frequently Asked Questions

  1. Quali sono le principali sfide infrastrutturali che ostacolano lo sviluppo dell’enoturismo nel Monferrato?
    Le principali sfide riguardano la mancanza di un sistema di trasporti adeguato e la limitata disponibilità di ristoranti e strutture ricettive nei giorni feriali. Queste carenze impediscono di sfruttare appieno il potenziale turistico del Monferrato, nonostante la sua posizione geografica strategica.
  2. Come Colle Manora contribuisce allo sviluppo dell’enoturismo nel Monferrato?
    Colle Manora si distingue per un’accoglienza autentica, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva nella vita quotidiana della tenuta. Oltre alle degustazioni, propone soggiorni in un contesto di tranquillità e natura, con un focus sulla sostenibilità ambientale e sull’offerta di escursioni e percorsi cicloturistici.
  3. Quali sono le opportunità mancate per la valorizzazione dell’enoturismo nel Monferrato?
    Il Monferrato ha perso l’opportunità di promuovere adeguatamente eventi di rilievo come “Colline in Movimento” e “Panorama Monferrato”, che avrebbero potuto attirare maggiori flussi turistici. La mancanza di una strategia di comunicazione territoriale coordinata ha limitato la visibilità di questi eventi a livello nazionale e internazionale.
  4. Quali strategie potrebbero migliorare l’attrattività turistica del Monferrato?
    Per migliorare l’attrattività turistica del Monferrato, è fondamentale sviluppare una strategia territoriale condivisa tra i comuni, con una promozione adeguata degli eventi e un miglioramento delle infrastrutture di trasporto e ristorazione. Creare pacchetti turistici che includano arte, cultura ed enoturismo potrebbe aumentare il richiamo internazionale.
  5. In che modo l’enoturismo può contribuire a educare i consumatori sul valore del vino?
    L’enoturismo può aiutare i consumatori a comprendere il lavoro, l’impegno e gli investimenti necessari per produrre una bottiglia di vino di qualità. Visite guidate e soggiorni in aziende come Colle Manora, che si dedicano alla sostenibilità e alla cura del paesaggio, permettono ai visitatori di apprezzare l’autenticità e il valore del prodotto vinicolo, andando oltre il semplice consumo.