Il 2024 chiude con trend opposti per le importazioni di vino: negli USA gli spumanti volano (+30%), mentre la Francia domina nei vini fermi. Nel Regno Unito, l’Italia guida gli spumanti, ma con prezzi in calo. La competizione cresce, il mercato si polarizza e la premiumization si rivela un’arma a doppio taglio per i produttori.

Il 2024 si chiude con un bilancio in chiaroscuro per l’import mondiale di vino, rivelando una crescente polarizzazione dei consumi. Da un lato, l’orientamento verso prodotti di fascia più alta sembra più ridotto rispetto alle aspettative con un aumento del prezzo medio globale dello 0,6%, dall’altro la pressione competitiva sui prezzi sta mettendo a dura prova alcuni segmenti, in particolare gli spumanti (-6,7% di prezzo medio) e i vini fermi confezionati (-0,8%).

In questo scenario, mercati chiave come Stati Uniti e Regno Unito mostrano dinamiche contrastanti: lo spumante italiano (leggasi Prosecco) continua a dominare negli USA (+30% nell’ultimo trimestre), ma la Francia ha in mano saldamente la leadership nei vini fermi. Nel Regno Unito, l’Italia mantiene il primato in volume negli spumanti, ma con prezzi in calo. Il segmento dei vini sfusi segna un cambio di rotta, con meno volumi e più valore, segno di una selezione più accurata da parte degli acquirenti. In un contesto di crescente instabilità, la strategia di premiumization diventa un’arma a doppio taglio, tra opportunità e rischi.

Import vino globale 2024 (gennaio-dicembre 2024)

Le elaborazioni dell’Osservatorio UIV-Vinitaly, redatti da Carlo Flamini sulla base dei dati forniti dalle dogane segnalano un andamento dell’import di vino globale nel 2024 che mostra segnali contrastanti tra le diverse categorie. Complessivamente, i volumi importati calano dell’1,3%, mentre il valore registra un leggero -0,7%. Tuttavia, il prezzo medio cresce dello 0,6%, segnalando un orientamento verso prodotti di fascia più alta.

Il comparto degli spumanti è tra i più colpiti: si nota un lieve aumento della domanda in volume (+2,2%), segno di una resistenza del segmento, ma i valori scendono del 4,6% e il prezzo addirittura del 6,7%.

I vini fermi confezionati mostrano un quadro stabile, con volumi a +0,9% e valore quasi invariato (+0,1%). Tuttavia, il prezzo medio scende dello 0,8%, segnalando una competizione sul prezzo che incide sulla redditività.

I vini sfusi subiscono un calo nei volumi importati (-4,6%), ma il valore cresce del 3,5% e il prezzo medio segna un +8,4%. Questo indica una selezione più mirata verso prodotti di qualità superiore.

Import vino globale: ultimo trimestre (ottobre-dicembre 2024)

Per quanto riguarda l’import mondiale relativo all’ultimo trimestre del 2024, se da un lato si assiste a un deciso incremento nel valore complessivo degli scambi (3,7%), dall’altro emergono segnali di un mercato sempre più polarizzato tra crescita dei prezzi (3,9%) e riduzione dei volumi (-0,2%).

I vini spumanti confermano la loro attrattività a livello internazionale con un incremento robusto dei volumi importati (+8,4%). Tuttavia, il valore cresce solo del +2,6%, evidenziando una riduzione del prezzo medio del -5,3%. Questo potrebbe indicare una maggiore competizione o una richiesta rivolta verso fasce di prezzo più accessibili, segnale da monitorare per gli esportatori italiani che puntano sulla premiumization di questo segmento.

Per i vini fermi confezionati, il quadro appare più bilanciato: il volume cresce del +3,6% e il valore del +4,0%, mentre il prezzo medio rimane pressoché invariato (+0,4%). Questo suggerisce una domanda stabile, senza pressioni particolari né sui prezzi né sulla disponibilità.

A cambiare drasticamente le dinamiche è invece il segmento dei vini sfusi, che registra un crollo delle quantità importate (-7,1%) ma un forte aumento del valore (+4,3%) e, soprattutto, del prezzo medio (+12,2%). Questo fenomeno potrebbe essere legato a una maggiore selezione dei prodotti, con un focus su referenze di maggiore qualità o a una ridotta disponibilità dell’offerta. Il dato è significativo, poiché storicamente i vini sfusi rappresentano una componente strategica per molte aziende vinicole, fungendo da base per blend destinati a mercati di largo consumo.

Import USA spumanti e vini fermi 2024

Gli Stati Uniti continuano a essere un mercato chiave per il vino, con dinamiche che evidenziano un forte effetto stagionale negli acquisti, soprattutto per gli spumanti. Il dominio dell’Italia nel segmento delle bollicine è lampante: un +30% nell’ultimo trimestre del 2024 dimostra come i consumatori americani si affidino sempre più al Made in Italy per i brindisi delle festività. A trainare questa crescita è senza dubbio il Prosecco, che si conferma come la bollicina preferita negli USA. In confronto, la Francia registra numeri meno impressionanti (+13,4% nell’ultimo trimestre, +4,2% annuo), segno di una competizione serrata nel segmento premium dominato dallo Champagne. La Spagna, con il Cava, si inserisce come terzo player con un solido +21,1% tra ottobre e dicembre.

Nei vini fermi confezionati, invece, la Francia ribadisce la leadership con un incremento del 22,5% negli ultimi tre mesi e un +7,5% annuo. L’Italia cresce più lentamente (+6,5% nel trimestre e +3,5% annuo), anche la Spagna mantiene una tendenza positiva (+11,1% nel trimestre, +3,8% annuo). Complessivamente, il mercato USA dei vini fermi registra un aumento annuo del 5,3%, segnalando una domanda costante, ma senza gli exploit stagionali visti negli spumanti.

Import UK spumanti e vini fermi 2024

L’analisi dei dati sulle importazioni di vino nel Regno Unito nel 2024 evidenzia dinamiche contrastanti tra il segmento degli spumanti e quello dei vini fermi.

Il comparto degli spumanti si conferma strategico per il mercato britannico, con un volume totale importato di 166.725 milioni di litri (+2,3%). L’Italia domina il segmento in volume (non in valore) con 95,4 milioni di litri, in crescita del 3,2%, confermandosi il principale fornitore. Considerando anche le riesportazioni di Prosecco, il totale in volume sale a 120,8 milioni di litri (+5,2%). Tuttavia, il valore delle importazioni italiane (359,9 milioni di sterline) è rimasto quasi stabile (-0,5%), segno di una contrazione dei prezzi medi al litro (-3,7%).

La Francia, invece, leader in valore, registra un calo sia nei volumi (-3,8%) sia nei valori (-7,8%), confermando una riduzione della domanda nel Regno Unito. Male anche Spagna (-15% in volumi e -7,2% in valore) e Belgio (-8,3% e -14,7%). In controtendenza la Germania, con una crescita record del 923,1% in volumi e 628,9% in valore, seppur partendo da una base molto bassa e con un prezzo al litro in discesa di 28,8 punti percentuali.

Per quanto riguarda i vini fermi, il Regno Unito ha importato 602,4 milioni di litri, con una leggera flessione dello 0,7% in volume. La Francia si conferma leader con 123,6 milioni di litri (+7,4%), ma il valore complessivo cala (-4,9%), con una riduzione del prezzo medio a 6,44 £/litro (-11,4%). L’Italia, seconda fornitrice, perde 3,1% in volumi e 4,1% in valore, con un prezzo medio stabile (2,90 £/litro).

Preoccupante il forte calo della Nuova Zelanda (-40,2%), che vede una drastica riduzione dei valori importati (-40,9%), mentre il Cile cresce sia nei volumi (+18,9%) che nei valori (+11,1%), evidenziando una maggiore competitività rispetto ad altri fornitori.


Punti chiave:

  1. Prosecco inarrestabile negli USA: Il mercato americano continua a premiare il Prosecco italiano, con un boom del +30% nell’ultimo trimestre del 2024, confermando la forte domanda per le bollicine Made in Italy.
  2. Difficoltà nel Regno Unito: L’Italia mantiene la leadership in volume negli spumanti, ma con un calo dei prezzi medi (-3,7%), mentre la competizione sui vini fermi si fa più dura, con riduzioni nei volumi importati (-3,1%) e nei valori (-4,1%).
  3. Polarizzazione del mercato globale: Il 2024 vede un calo dell’1,3% nei volumi importati a livello mondiale, ma un aumento del prezzo medio dello 0,6%, segnale di una maggiore selezione dei prodotti e di una crescente pressione sui prezzi.
  4. Vini sfusi in evoluzione: Le importazioni di vino sfuso calano in volume (-4,6%) ma aumentano in valore (+3,5%) e nel prezzo medio (+8,4%), evidenziando una tendenza verso referenze di qualità superiore.
  5. Premiumization tra opportunità e rischi: La strategia di puntare su prodotti di fascia alta mostra risultati contrastanti: mentre alcuni segmenti traggono vantaggio dalla crescita del valore, altri subiscono una compressione dei margini a causa dell’aumento della concorrenza e della sensibilità al prezzo.