L’industria vinicola americana sta vivendo un periodo di trasformazione senza precedenti. Il numero di cantine è in calo, le vendite si contraggono e i grandi gruppi valutano disinvestimenti nel settore. Tra chiusure, fusioni e cambiamenti nei consumi, il 2025 potrebbe segnare un punto di svolta per il mercato del vino negli Stati Uniti.

Dopo decenni di crescita, il settore vinicolo statunitense sta registrando un calo del numero di aziende, un evento che non si verificava da una generazione. Secondo i dati di Wine Business Analytics, nel 2024 la West Coast – che ospita oltre la metà delle cantine americane – ha registrato una riduzione del 4,3% nel numero di imprese vinicole. Il calo complessivo su scala nazionale è stato dell’1,5%, con un totale di 11.450 cantine attive a fine anno.

Il fenomeno delle chiusure è stato particolarmente evidente nella Bay Area, dove realtà di rilievo come Edmunds St. John, Carlisle, Brendel, Tarpon e Sbragia hanno interrotto la loro attività. Nel primo trimestre del 2025, anche Newton Vineyards a Napa ha chiuso i battenti. Alcune aziende, come Brian Arden e Arista, hanno optato per la vendita delle proprie strutture, cercando tuttavia di mantenere in vita i loro marchi con nuovi assetti societari.

A fianco delle chiusure, il settore sta vivendo un’intensa stagione di fusioni e acquisizioni. Il valore complessivo delle operazioni di M&A nel comparto vinicolo ha raggiunto i 2,6 miliardi di dollari nel 2024, in calo rispetto ai 3 miliardi dell’anno precedente. Un ruolo chiave in questa tendenza è stato giocato da Vintage Wine Estates, conglomerato che ha dichiarato bancarotta, contribuendo a un abbassamento del valore complessivo delle transazioni.

Le dinamiche del mercato stanno portando i grandi gruppi a rivedere le loro strategie nel settore. Constellation Brands, la quinta azienda vinicola degli Stati Uniti, sta valutando la vendita dell’intero portafoglio dei brand di vino, tra cui Robert Mondavi e Woodbridge. Secondo Dale Stratton, amministratore delegato di Azur Associates, questa scelta sarebbe in linea con l’andamento delle vendite del gruppo: «La birra rappresenta oggi quasi l’82% del fatturato di Constellation, mentre il vino è sceso al 15,6%. Le vendite di birra sono aumentate del 3% nel terzo trimestre dello scorso anno, mentre quelle di vino sono calate del 14%».

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La contrazione del settore vinicolo è il riflesso di tendenze più ampie che stanno investendo l’intero comparto delle bevande alcoliche negli Stati Uniti. Il declino del consumo di vino è ormai un dato consolidato: nel 2024, le spedizioni di vino negli Stati Uniti sono diminuite del 4,2% rispetto al 2023 e dell’11,3% rispetto a cinque anni fa, secondo un’analisi del Los Angeles Times.

Parallelamente, anche la produzione vinicola ne sta risentendo. Gli agricoltori californiani, che inizialmente avevano previsto di raccogliere 3,2 milioni di tonnellate di uva nel 2024, hanno dovuto fare i conti con una domanda inferiore alle aspettative: solo 2,8 milioni di tonnellate sono state effettivamente acquistate e trasformate, segnando il livello più basso degli ultimi 20 anni, secondo il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti.

Secondo gli esperti, il calo delle vendite di vino ha diverse cause. Da un lato, i cambiamenti nelle preferenze dei consumatori, che sempre più spesso scelgono alternative come birra artigianale, cocktail RTD e bevande a bassa gradazione alcolica. Dall’altro, l’impatto dell’inflazione ha aumentato i costi di produzione e distribuzione, mettendo in difficoltà soprattutto le piccole cantine indipendenti.

L’attuale panorama del settore vinicolo americano mostra un equilibrio precario tra ottimismo e preoccupazione. «Abbiamo raggiunto un livello di stabilizzazione in territorio negativo» – afferma Stratton – «Finché le condizioni di mercato rimarranno queste, continueremo a vedere attività nel settore delle fusioni e acquisizioni, e probabilmente altre aziende chiuderanno».

Nonostante la crisi, alcuni operatori vedono opportunità in questo scenario. L’uscita dal mercato di alcuni competitor potrebbe favorire la crescita di chi è in grado di adattarsi alle nuove tendenze di consumo. Inoltre, il consolidamento del settore potrebbe portare a un riequilibrio dell’offerta rispetto alla domanda, evitando il rischio di sovrapproduzione che ha caratterizzato gli anni passati.

L’industria vinicola americana si trova di fronte a una sfida cruciale: innovare per rispondere alle mutate esigenze del mercato o rischiare di perdere ulteriori quote di mercato a vantaggio di altri segmenti del settore beverage. Il 2025 sarà un anno decisivo per capire quale direzione prenderà il settore.


Punti chiave:

  1. Calano le aziende vinicole negli USA – Nel 2024, il numero di cantine negli Stati Uniti è diminuito dell’1,5%, con un calo del 4,3% sulla sola West Coast, segnando la prima contrazione in una generazione.
  2. Chiusure e vendite in aumento – Diverse cantine storiche, tra cui Newton Vineyards e Edmunds St. John, hanno chiuso, mentre altre, come Brian Arden e Arista, hanno venduto le proprie strutture per riorganizzarsi.
  3. Fusioni e acquisizioni in crescita – Il valore totale delle operazioni di M&A è sceso a 2,6 miliardi di dollari nel 2024, con grandi gruppi che riconsiderano la loro presenza nel settore. Constellation Brands sta valutando la vendita dell’intero portafoglio vinicolo.
  4. Calo dei consumi e produzione in difficoltà – Le spedizioni di vino negli USA sono diminuite del 4,2% nel 2024 e dell’11,3% rispetto a cinque anni fa. La produzione di uva è scesa ai livelli più bassi degli ultimi 20 anni.
  5. Sfide future tra crisi e opportunità – Il settore si sta stabilizzando in territorio negativo. Mentre alcune aziende chiudono, altre potrebbero trovare nuove opportunità, adattandosi ai cambiamenti nei consumi e riequilibrando l’offerta di mercato.