Il Report Enoturismo e Vendite Direct-to-Consumer 2025 di Divinea e Wine Suite evidenzia la crescita delle vendite dirette in cantina. Aumentano spesa media e attenzione alla qualità, con un forte legame tra esperienza enoturistica e acquisto. Le cantine italiane investono su esperienze premium e formazione del personale per rispondere alle nuove dinamiche di mercato.
Nel Report Enoturismo e Vendite Direct-to-Consumer 2025, realizzato da Divinea e Wine Suite, emerge una tendenza chiara e crescente: le vendite dirette in cantina sono ormai un fenomeno sempre più significativo nel panorama vitivinicolo italiano. Con dati concreti e analisi dettagliate, il report fornisce uno spunto importante per capire le dinamiche del settore, tracciando un quadro di crescita e cambiamento. In questo articolo, esploriamo alcuni dei principali dati emersi dall’ultima edizione del report, per evidenziare come le cantine italiane stiano affrontando le sfide e le opportunità del mercato delle vendite dirette.
Spesa media dell’enoturista
Nel 2024, la spesa media per ogni visita è aumentata del 28%, raggiungendo una media di 178,8€ per ogni cliente contro i 117,50€ del 2022. Questo incremento non è solo un dato statistico, ma un segnale concreto di come i visitatori siano disposti a spendere di più per esperienze di qualità. Le cantine italiane, infatti, stanno rispondendo con investimenti mirati per migliorare l’esperienza del cliente e affinare le tecniche di vendita. La formazione del personale è diventata un elemento cruciale, trasformando ogni visita in un’opportunità di vendita, e facendo dell’acquisto in cantina una naturale estensione dell’esperienza enoturistica.
Quantità vs qualità: un dato importante
Un dato interessante emerso dal report riguarda la quantità di bottiglie acquistate per visita: la media si attesta su 8,5 bottiglie, un valore che è rimasto simile rispetto al 2022 con le sue 8,2 bottiglie. Due persone su tre che decidono di acquistare vino al termine della visita non acquistano oltre le 6 bottiglie. Questo aspetto è particolarmente interessante se messo a confronto con l’aumento della spesa media. Infatti, mentre la quantità di bottiglie acquistate non cresce in modo esponenziale, la spesa per bottiglia è aumentata, segnalando un cambiamento nell’approccio degli acquirenti. La qualità sta diventando il motore principale delle vendite, piuttosto che la mera quantità di bottiglie acquistate.
Un legame sempre più forte tra esperienza e acquisto
Il 78,3% delle visite in cantina si conclude con l’acquisto di almeno una bottiglia di vino. Questo dato conferma quanto sia importante l’enoturismo non solo come strumento di promozione e scoperta del territorio, ma anche come driver di vendite dirette. Le cantine, infatti, stanno sempre più focalizzandosi sulla qualità delle esperienze offerte, riconoscendo che una visita ben fatta può trasformarsi in una vendita, creando un legame diretto e duraturo con il consumatore.
I dati del Report Enoturismo e Vendite Direct-to-Consumer 2025 confermano che le vendite dirette in cantina sono ormai un settore in continua crescita, e non più solo un’opportunità occasionale. Le cantine italiane che si adattano alle nuove dinamiche di mercato, puntando su esperienze premium e sulla qualità del servizio, continueranno a prosperare, rispondendo a un mercato sempre più esigente e orientato verso la valorizzazione dell’esperienza enoturistica.
Scarica il report completo:
Punti chiave
- Spesa media per visita aumentata del 28% nel 2024 rispetto al 2022.
- I clienti acquistano in media 8,5 bottiglie a visita, stabile rispetto al 2022.
- Qualità d’acquisto cresce: maggiore spesa per bottiglia, non quantità.
- Il 78,3% delle visite termina con l’acquisto di almeno una bottiglia.
- Le cantine puntano su esperienze premium e formazione del personale.













































