Nel 2024 il Regno Unito conferma il suo ruolo di secondo importatore mondiale di vino, segnando un aumento dei volumi complessivi (+2,4%) ma con un calo del valore totale (-3,7%) e del prezzo medio (-6%). La domanda si sposta verso vini più economici e pratici, con il vino sfuso e il bag-in-box in crescita, mentre il vino imbottigliato perde terreno.
Il Regno Unito si conferma nel 2024 come uno dei mercati più rilevanti e complessi per il commercio globale del vino. I dati pubblicati dalla Organización Interprofesional del Vino de España (OIVE), basati sulle statistiche doganali britanniche, mettono in evidenza un quadro in cui aumentano i volumi complessivi delle importazioni (+2,4% rispetto al 2023), mentre il valore totale scende del 3,7%, attestandosi a 3.909,8 milioni di sterline (circa 4,7 miliardi di euro). Questo doppio movimento indica un calo del prezzo medio per litro di vino importato, sceso a 3,10 sterline (-6%).
Questi dati raccontano una storia di trasformazioni profonde nelle abitudini di consumo britanniche e nelle strategie commerciali internazionali. Da un lato, i consumatori sembrano privilegiare una maggiore quantità di vino a prezzi più contenuti, orientandosi verso prodotti che offrano un buon rapporto qualità-prezzo. Dall’altro, il mercato è segnato da una competizione più serrata e da una più ampia offerta di vini provenienti da paesi tradizionali e nuovi protagonisti.
Il settore del vino sfuso è quello che ha mostrato la miglior performance nel 2024, con un incremento del 7,2% in volume e dell’11,8% in valore. Al contrario, il vino imbottigliato, tradizionalmente dominante, ha toccato i minimi storici in volume (-0,7%) e ha registrato una riduzione del valore del 6,6%. Segnali importanti arrivano anche dal segmento del vino spumante, che è cresciuto in volume del 2,3% ma ha subito una contrazione del valore del 4,2%. Il vino in bag-in-box (BiB) presenta una dinamica opposta: aumento del valore (+1,7%) ma calo del volume (-6,9%).
Per quanto riguarda i Paesi fornitori, il Regno Unito continua a dipendere fortemente da pochi grandi attori. La Francia guida per valore con 1.417,6 milioni di sterline, nonostante una flessione del 7,6%, mentre l’Italia mantiene la leadership in volume con 304,5 milioni di litri, con una crescita del 3%. La Spagna si colloca al terzo posto in valore con 340,7 milioni di sterline (-4,3%) e al quarto in volume con 135,5 milioni di litri (-4,4%).
Tra i Paesi extraeuropei, spiccano le performance di Cile (+10,4% valore e +16,6% volume), Stati Uniti (+0,1% valore e +7,5% volume) e Sudafrica (+0,6% valore e +0,7% volume). La Nuova Zelanda, invece, ha mostrato un calo significativo nel valore (-10,4%) ma un aumento del volume (+7%), dovuto a una riduzione del prezzo medio del 16%.
Analizzando più in dettaglio le categorie di vino, il mercato spumante è dominato da Italia, Francia e Spagna, che insieme rappresentano il 98,5% delle importazioni britanniche di questo segmento. L’Italia è l’unica a segnare un incremento positivo sia in valore (+1,3%) sia in volume (+5,8%). La Francia guida invece in termini di valore con una quota del 48,5%, anche se con una riduzione dell’8,8% rispetto al 2023.
Il vino imbottigliato, che rappresenta il 59% del valore e il 48% del volume delle importazioni totali, sta perdendo terreno, mentre il vino sfuso e il BiB complessivamente indicano un’attenzione crescente verso formati più convenienti e pratici.
In questo contesto, il Regno Unito si conferma secondo importatore mondiale di vino in valore dopo gli Stati Uniti e terzo in volume dopo la Germania. Il mercato britannico è dunque un osservatorio privilegiato delle tendenze globali, dove qualità, prezzo e praticità si intrecciano nelle scelte dei consumatori e nelle strategie delle aziende produttrici e distributrici.
Per gli operatori del settore, interpretare correttamente questi dati significa adeguare l’offerta a un consumatore sempre più esigente e attento, bilanciando l’appeal delle denominazioni e dei territori con la competitività economica, e valorizzando innovazione e sostenibilità come leve imprescindibili per il successo nel mercato UK.
Punti chiave:
- Il Regno Unito aumenta le importazioni di vino in volume (+2,4%) ma il valore totale scende del 3,7%, evidenziando un calo del prezzo medio a 3,10 sterline per litro (-6%).
- Il vino sfuso registra la miglior performance, con crescita sia in volume (+7,2%) sia in valore (+11,8%), mentre il vino imbottigliato cala in volume (-0,7%) e valore (-6,6%).
- Francia rimane il primo fornitore per valore, nonostante la flessione del 7,6%, mentre l’Italia mantiene la leadership in volume con 304,5 milioni di litri (+3%).
- Segmenti dinamici: lo spumante cresce in volume (+2,3%) ma perde valore (-4,2%), mentre il bag-in-box vede aumento di valore (+1,7%) ma calo di volume (-6,9%).
- Il mercato UK evidenzia una crescente attenzione a formati convenienti e prezzi competitivi, riflettendo mutamenti nei comportamenti dei consumatori e nelle strategie commerciali globali.












































