L’agro di Birgi, nel cuore della Riserva dello Stagnone, è un territorio vitivinicolo unico in Sicilia, dove biodiversità, microclimi favorevoli e tradizione millenaria si uniscono per creare vini complessi e identitari. Cantine Birgi, custode di questo patrimonio, promuove una viticoltura sostenibile che celebra il legame profondo tra natura, storia e cultura agricola.
C’è un angolo della Sicilia dove la natura, la storia e la viticoltura si fondono in un equilibrio millenario. È l’agro di Birgi, nell’area della Riserva Naturale dello Stagnone, territorio che si distingue per le sue caratteristiche pedoclimatiche, la biodiversità straordinaria e un patrimonio agricolo che affonda le radici nelle antiche civiltà fenicie, normanne e arabe. Qui, Cantine Birgi porta avanti una viticoltura autentica, fortemente legata al paesaggio e alla storia locale.
“Il nostro è un ecosistema naturale particolare – spiega Giuseppe Saladino, Presidente di Cantine Birgi – dove basta non rompere gli equilibri per ottenere risultati eccellenti. È il territorio stesso a dare eccellenze, come succede con i pesci dello Stagnone o i pomodori coltivati in questa zona. Così è anche per il vino: per questo seguiamo l’insegnamento degli avi e assecondiamo la natura”.
Questa parte della Sicilia, con i suoi suoli ricchi di cationi (calcio, magnesio, potassio, sodio) e le forti escursioni termiche, offre condizioni ideali per la produzione di vini complessi, espressivi e profondamente identitari. “La fascia costiera della Riserva dello Stagnone rappresenta una sintesi perfetta tra influenza marina, microclimi diversificati e una ricchezza biologica rara – sottolinea Giuseppe Figlioli, enologo e direttore di Cantine Birgi –. Tutto questo si riflette direttamente nel bicchiere”.
Ma il valore di questo territorio va oltre l’aspetto agricolo. È anche un patrimonio culturale vivo, che si racconta nel paesaggio e nei gesti dei viticoltori. “La nostra storia vitivinicola è antichissima – continua Saladino –. È un sapere accumulato nel tempo, che si trasmette da generazioni e che oggi si traduce in una qualità autentica, che parla il linguaggio della nostra terra”.
Proprio per valorizzare e comunicare questa unicità, Cantine Birgi ha organizzato per il 23 e 24 maggio 2025 un evento esclusivo aperto a operatori e giornalisti internazionali. Due giornate immersive, tra seminari, visite in vigna e degustazioni, nel cuore della Riserva dello Stagnone: un’occasione unica per scoprire da vicino un territorio che ha fatto della viticoltura un’identità.
“La Sicilia è un continente viticolo abituato a competere – dichiara ancora Saladino – e l’agro di Birgi è uno dei suoi simboli più forti. Non parliamo solo di paesaggi, ma di un ambiente produttivo che riesce a coniugare tradizione e adattamento climatico, rispetto per l’ambiente e concretezza nei risultati”.
L’enoturismo diventa così un ulteriore strumento di valorizzazione territoriale. “I turisti che arrivano qui restano affascinati – spiega Saladino –. Abbiamo compreso che non basta raccontare il territorio: bisogna farlo vivere. E l’enoturismo offre proprio questa possibilità, con un contatto diretto che trasmette emozione e autenticità”.
Cantine Birgi si fa così promotrice di una viticoltura siciliana che ha nel territorio il suo punto di forza. Un territorio da preservare, raccontare e condividere, perché il vino – qui più che altrove – è il frutto di una storia che ha ancora molto da dire.
Punti chiave:
- Ecosistema millenario: L’agro di Birgi si caratterizza per suoli ricchi e forti escursioni termiche, ideali per la viticoltura di qualità.
- Biodiversità e microclimi: L’influenza marina e la ricchezza biologica della Riserva dello Stagnone conferiscono complessità e identità ai vini.
- Tradizione e cultura: La viticoltura è profondamente radicata nelle antiche civiltà e si tramanda di generazione in generazione.
- Approccio naturale: Cantine Birgi rispetta l’equilibrio ambientale, assecondando la natura e seguendo i saperi ancestrali.
- Valorizzazione territoriale ed enoturismo: L’azienda utilizza l’enoturismo per far vivere e raccontare il territorio in modo autentico e coinvolgente.

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