Il Barometro iDealwine 2025 conferma il ruolo crescente dell’Italia nel mercato globale dei fine wines. Piemonte e Toscana guidano le vendite tra i vini non francesi, con etichette mature e sostenibili in forte ascesa. Emergono anche nuove regioni e cresce la richiesta di vini bianchi, Champagne e produzioni naturali.
Il mercato dei fine wines ha registrato un anno di risultati straordinari per iDealwine, leader mondiale nelle aste online di vini pregiati, con un incremento significativo delle vendite e una continua diversificazione dell’interesse verso le produzioni internazionali. Il Barometro iDealwine 2025, il report annuale che traccia le tendenze principali delle vendite all’incanto, ha fornito una panoramica precisa delle dinamiche in corso nel settore. Tra i dati più rilevanti, emerge una crescita robusta del volume delle bottiglie vendute e un consolidamento dell’Italia come principale attore nel mercato dei vini non francesi, con un focus particolare sul Piemonte e sulla Toscana, due delle regioni vinicole più apprezzate a livello globale.
Nel 2024, iDealwine ha visto crescere il numero delle bottiglie vendute, raggiungendo le 261.465 unità, pari a un aumento del 17,7% rispetto all’anno precedente. Questo dato segna una performance superiore, che si riflette anche nel valore complessivo delle vendite, pari a circa 39,1 milioni di euro, con un incremento del 15% rispetto al 2023. Le aste di Fine Spirits Auction, in partnership con La Maison du Whisky, hanno contribuito al totale con 2,1 milioni di euro, dedicati ai distillati pregiati.
La grande protagonista è stata la Borgogna, che continua a dominare con il 45% del valore complessivo delle vendite. Nonostante la sua conclamata leadership, la concorrenza crescente di altre regioni – tra cui la Champagne e soprattutto le regioni italiane – ha registrato uno slancio.
Piemonte e Toscana: protagonisti indiscussi
L’Italia si è consolidata come il principale fornitore di fine wines non francesi, rappresentando il 51% del totale delle bottiglie non francesi vendute. Il Bel Paese si posiziona al 4° posto tra le principali macroregioni vinicole, dopo Bordeaux, Borgogna e Valle del Rodano.
I vini rossi italiani, in particolare quelli a base di Sangiovese e Nebbiolo, continuano a dominare, rappresentando il 97% del volume e il 98% del valore delle vendite italiane. La crescente richiesta di vini maturi, in particolare quelli con più di 20 anni, riflette l’interesse degli appassionati per bottiglie di grande valore e longevità.
Il Piemonte ha visto una crescita notevole nel numero delle bottiglie vendute, raggiungendo 4.297 bottiglie (pari al 55% del volume delle vendite italiane). La regione ha anche segnato una posizione dominante nella classifica delle tenute più apprezzate, con il Barolo e il Barbaresco come protagonisti indiscussi.
Il Nebbiolo, vitigno simbolo della regione, ha confermato il suo appeal tra i collezionisti, con etichette di produttori storici come Giacomo Borgogno, Pio Cesare e Giuseppe Mascarello che hanno visto aumentare il loro valore e la loro popolarità. Anche i produttori più modernisti come Angelo Gaja hanno continuato a godere di un notevole interesse, con prezzi medi delle bottiglie che si sono mantenuti elevati, nonostante una lieve flessione del valore rispetto all’anno precedente.
La Toscana, con il suo dominio nel panorama dei Super Tuscans, continua a mantenere un fascino ineguagliato. Ornellaia e Sassicaia sono stati i protagonisti indiscussi del mercato, con la cuvée Masseto che ha raggiunto i 1.313 euro per una bottiglia del 2001, piazzandosi al primo posto nella classifica delle bottiglie più costose dell’anno. La Toscana ha visto anche un crescente interesse per i suoi vini dolci come il Vin Santo, mentre la presenza di Sassicaia ha rafforzato la regione come punto di riferimento per i grandi vini rossi italiani.
“Il successo dei fine wines piemontesi e toscani non si riduce a una questione di semplice marketing o promozione” – spiega Laura Salis, Marketing & Communications Manager for Italy di iDealwine – “Dietro ci sono la qualità e la rarità dei vini, certo, ma soprattutto la notorietà consolidata delle denominazioni e dei produttori stessi. Questi ultimi non hanno puntato a strategie pubblicitarie aggressive, bensì hanno costruito la loro fama attraverso un racconto autentico, spesso discreto, della loro storia e del loro impegno in vigna. È stata la determinazione e la coerenza di piccoli e grandi produttori – anche nei periodi più complessi per l’immagine del vino italiano – a far risplendere l’Italia del vino nel mondo, valorizzando prodotti di eccellenza e narrazioni sincere, più che semplici campagne di marketing”.
Le tendenze del mercato e l’emergere di nuove regioni
Un dato interessante che emerge dal Barometro iDealwine 2025 è il crescente interesse per regioni meno tradizionali come il Languedoc e lo Jura, che hanno visto un incremento delle loro vendite. Il Languedoc ha registrato un aumento del 0,7% in valore, mentre lo Jura è passato al 2,4% del totale delle vendite, un segnale di diversificazione dei gusti e delle preferenze dei collezionisti.
“L’attenzione verso le aree meno tradizionali nasce dalla voglia di esplorare e scoprire nuove realtà” – prosegue Salis.
“Per gli appassionati si tratta di un desiderio direttamente proporzionale al loro livello di conoscenza del vino: più un amante del vino è esperto, più andrà alla ricerca di vini difficili da trovare, di nicchia e che si contraddistinguono per la loro indiscussa qualità. Questa tendenza è destinata a crescere, soprattutto per quanto riguarda uno dei vitigni più apprezzati al mondo: il pinot noir. Questa varietà ha raggiunto i suoi massimi livelli in Borgogna, soprattutto in termini di prezzo, ed è proprio per questa ragione che gli appassionati negli ultimi anni vanno alla ricerca di alternative che si possono trovare in altre zone come la Côte Chalonnaise, lo Jura, l’Alsazia o Sancerre”.
Nel contesto italiano, oltre al Piemonte e alla Toscana, anche altre regioni stanno guadagnando attenzione. La Sicilia, con i suoi terroir unici, ha visto crescere l’interesse per i suoi vini naturali, prodotti da aziende come Frank Cornelissen. Inoltre, l’Abruzzo ha confermato la sua presenza con etichette rare e di qualità come quelle di Francesco Valentini.
Nel 2024, i vini bianchi hanno rappresentato il 20,8% del volume totale delle bottiglie vendute, un incremento significativo rispetto agli anni precedenti, quando i rossi dominavano in maniera quasi esclusiva. Questa crescita è particolarmente evidente per gli spumanti Champagne che continuano a essere tra i più ricercati nelle aste di iDealwine. La domanda per questi vini, apprezzati per la loro eleganza e longevità, è in continua espansione, alimentata da un pubblico globale che sta riscoprendo il fascino delle bollicine in abbinamento a momenti di alta gastronomia e occasioni speciali.
Anche la Borgogna, nota principalmente per i suoi rossi a base di Pinot Noir, ha visto una crescita dei suoi vini bianchi. Le regioni della Côte de Beaune come Meursault, Puligny-Montrachet e Chassagne-Montrachet sono diventate sempre più popolari tra i collezionisti, con le bottiglie di annate più vecchie che raggiungono prezzi elevati. Questo fenomeno è dovuto al riconoscimento della qualità e della complessità che i vini bianchi di queste regioni sono in grado di esprimere, con un potenziale d’invecchiamento che spesso rivaleggia con i rossi più pregiati.
Un altro elemento da evidenziare è l’attenzione verso i vini biologici e biodinamici, che hanno rappresentato il 28,4% dei volumi venduti e il 35,6% del valore. Anche i vini naturali hanno visto un incremento, passando dal 6,5% al 7,6% in valore. Questo riflette una crescente consapevolezza e attenzione dei consumatori verso vini prodotti in maniera sostenibile e rispettosa dell’ambiente.
Secondo Salis gli appassionati e i collezionisti nel futuro si dirigeranno sempre di più verso i vini biologici e biodinamici: “L’attenzione per i vini prodotti con delle pratiche sostenibili è in continuo aumento, il consumatore fa sempre più attenzione a quello che beve e non sono solo le nostre statistiche a confermarlo”.
Fortunatamente, secondo la Marketing & Communications Manager for Italy di iDealwine, i produttori italiani sono pronti a questa sfida: “Nel 2023 le tenute italiane certificate biologiche o biodinamiche rappresentavano l’11% delle bottiglie vendute e il 15% del valore con un prezzo medio di 129 euro contro I 100 euro della media totale. Guardando, nel 2024, alla TOP 20 dei vini o dei produttori più ricercati si può già notare che una buona parte dei grandi nomi presenti seguono un tipo di agricoltura biologica o utilizzano pratiche sostenibili”.

Il Barometro iDealwine 2025 è una risorsa cruciale per comprendere gli andamenti del mercato globale dei fine wines. Con il suo approccio approfondito, il report fornisce una visione chiara e dettagliata delle tendenze in evoluzione, offrendo un’analisi dei vini più ricercati, dei valori di mercato e delle regioni che stanno guadagnando terreno, come quelle emergenti oltre i confini tradizionali del vino.
Nel 2025, i fine wines italiani, e in particolare i vini della Toscana e del Piemonte, stanno guadagnando terreno e sono anche emerse nuove aree di interesse, alimentando una crescente curiosità tra i collezionisti. L’importanza del lavoro di iDealwine nell’analizzare e presentare questi cambiamenti è fondamentale, poiché consente ai professionisti del settore di orientarsi tra i diversi flussi di mercato e di prendere decisioni informate in un contesto sempre più competitivo e diversificato.
Grazie alla sua capacità di analizzare i dati e i trend con precisione, iDealwine contribuisce significativamente a rafforzare la trasparenza e la comprensione del mercato globale dei fine wines, supportando così il continuo sviluppo e la valorizzazione di questo settore.
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Punti chiave
- Italia leader assoluta tra i fine wines non francesi, con Piemonte e Toscana protagoniste.
- Vendite in crescita: +17,7% in volume e +15% in valore per iDealwine nel 2024.
- Nebbiolo e Sangiovese dominano tra i rossi italiani più ricercati.
- Vini biologici e biodinamici in forte espansione, 35,6% del valore totale.
- Nuove regioni emergenti come Sicilia, Abruzzo, Jura e Languedoc attirano l’interesse dei collezionisti.













































