In un’Italia stretta tra turbolenze globali e un’economia cauta, il Rapporto Coop 2025 – Winter Edition delinea un Paese che sceglie la via del “rifugio domestico”. La cucina e il vino di qualità si trasformano in baluardi di benessere psicofisico. Scopriamo come cambiano le abitudini di consumo, tra ricerca di autenticità, frugalità consapevole e la riscoperta del calice come lusso accessibile.
Il mondo di oggi somiglia sempre più a un “frullatore” impazzito, un vortice di eventi che spingono l’individuo a cercare riparo. È questa l’istantanea che emerge dall’ultimo Rapporto Coop 2025 – Winter Edition che avanza previsioni anche per il 2026. Per gli italiani, l’anno appena iniziato non si apre all’insegna dell’entusiasmo, ma di una lucida preoccupazione (sentimento espresso dal 37% del campione) e di un diffuso senso di insicurezza. In questo scenario, il vino e la tavola non sono più semplici consumi, ma si trasformano in un rifugio affettivo e sensoriale.
Un mondo “tempestoso” e la voglia di staccare la spina
Secondo il panel di 500 esperti e manager interpellati dall’Ufficio Studi Coop, la visione del futuro è segnata da nubi dense: il 42% definisce lo scenario globale “turbolento” e il 36% “instabile”. Tra i rischi più sentiti figurano la continuità dei conflitti militari (45%), la disinformazione tramite deepfake (39%) e gli eventi climatici estremi (36%).
Di fronte a questa “tempesta” esterna, la reazione degli italiani è quasi istintiva: “staccare la spina” dalla complessità del mondo per rifugiarsi nella dimensione domestica. La casa torna a essere il fulcro della vita sociale e la cucina il luogo d’elezione per ritrovare equilibrio. Non è un caso che 7 italiani su 10 prevedano di mantenere stabile la spesa per il consumo domestico, mentre il 20% ipotizza addirittura un aumento.
Il vino tra casa e “ristorazione esperienziale”
In questo contesto di “home cooking” e ritorno ai fornelli, il vino gioca un ruolo da protagonista. Se la crisi economica e l’inflazione (prevista dagli esperti allo 0,2% di crescita PIL contro lo 0,8% stimato da Istat) mordono il potere d’acquisto, il calice di vino diventa un lusso accessibile, un momento di gratificazione che sostituisce spesso l’uscita al ristorante.
Le tendenze per il 2026 indicano una netta preferenza per:
- Salutismo e autenticità: cresce la voglia di cibi e bevande “clean”, senza conservanti e a ridotto contenuto di zuccheri. Anche nel vino, la ricerca si sposta verso prodotti che comunicano trasparenza e legame con il territorio.
- Qualità e convenienza: il trionfo della Marca del Distributore (MDD) dimostra che il consumatore non vuole rinunciare alla qualità, ma cerca un prezzo corretto.
- Convivialità consapevole: anche quando si esce, si cerca la “ristorazione esperienziale”. Si esce meno, ma quando lo si fa, si cercano serate a tema e proposte memorabili, dove il vino non è un semplice accompagnamento ma parte integrante del racconto.
Le sfide di un Paese che “vorrebbe ma non può”
Nonostante la resilienza, il Rapporto Coop fotografa un’Italia delle “piccole cose”, segnata da una lista dei desideri che si scontra con la realtà di una frugalità forzata. Gli esperti indicano come priorità per il Paese il potenziamento della sanità territoriale (63%) e il contrasto alla povertà (40%).
In questo quadro agrodolce, il vino continua a rappresentare un elemento di continuità culturale. Mentre i consumi di carne rossa e salumi flettono drasticamente, la tavola 2026 degli italiani si riempie di verdura, frutta e pesce, in un mix che cerca di coniugare longevità e piacere.
Il 2026 sarà l’anno in cui impareremo a degustare la lentezza. In un mondo che corre troppo e spesso in direzioni incerte, versarsi un calice di vino tra le mura di casa non è un atto di rassegnazione, ma un gesto di resistenza emotiva: un modo per ritrovare, almeno nel privato, quella tranquillità e armonia che fuori sembrano svanite.
Punti chiave:
- Il clima sociale per il 2026 è dominato dalla preoccupazione per il 37% degli italiani, alimentata da instabilità geopolitica e crisi climatica.
- Le stime economiche prevedono una crescita del PIL ferma allo 0,2%, spingendo le famiglie verso strategie di spesa estremamente oculate.
- Il vino assume il ruolo di comfort food relazionale, diventando un elemento centrale della convivialità tra le mura di casa (home cooking).
- Si consolida la domanda di prodotti salutisti e trasparenti, con una preferenza netta per alimenti e bevande naturali, senza additivi o zuccheri in eccesso.
- La Marca del Distributore (MDD) si afferma come soluzione d’elezione per mantenere alta la qualità dei consumi nonostante la pressione inflattiva.












































