L’Osservatorio Enoturismo 2025 di Wine Suite, presentato a Vinitaly Tourism il 15 aprile 2026, fotografa un settore in piena crescita: visitatori in aumento del 15,3%, spesa media per esperienza a 136 euro e prenotazioni digitali al 68,7%. I dati, raccolti da oltre 1.200 cantine in nove Paesi, segnalano una forte internazionalizzazione e una progressiva destagionalizzazione dei flussi.

Il convegno di Wine Suite tenutosi mercoledì 15 aprile 2026 a Vinitaly Tourism ha offerto una radiografia precisa dello stato di salute dell’enoturismo italiano, trasformando le percezioni empiriche in certezze manageriali. Filippo Galanti, co-fondatore di Wine Suite, ha illustrato i dati dell’Osservatorio Enoturismo 2025, uno studio che poggia su una base statistica imponente derivante da oltre 1.200 realtà produttive e nove Paesi. I risultati mostrano un comparto che ha saputo non solo attrarre più persone, ma anche aumentare il valore generato da ogni singola visita.

Flussi e redditività: la crescita del valore in cantina

L’anno 2025 ha segnato un progresso significativo per l’accoglienza in Italia. Il numero medio di visitatori per azienda è aumentato del 15,3% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, il dato più rilevante riguarda la capacità delle cantine di monetizzare questo flusso: le vendite dirette nel punto vendita sono cresciute del 18,8%, a dimostrazione di una maggiore efficacia nei processi di conversione durante l’esperienza.

Anche la propensione alla spesa per le singole attività è in aumento. Lo scontrino medio per l’acquisto di esperienze ha raggiunto i 136 euro, segnando un incremento del 5,4% rispetto al 2024 e consolidando un trend di crescita costante iniziato nel post-pandemia. Se si osserva il valore medio della sola prenotazione per persona, la cifra si attesta a 39,4 euro, con un balzo del 7% nell’ultimo anno.

Il nuovo profilo dell’enoturista: internazionalizzazione e destagionalizzazione

L’indagine evidenzia una mutazione profonda nell’origine dei visitatori. Mentre nel 2021 la componente italiana dominava il mercato con il 71,8%, nel 2025 la quota di turisti stranieri è salita al 43,3%. Di riflesso, l’inglese è diventato una lingua fondamentale per l’accoglienza, essendo utilizzato nel 46,8% delle visite totali, contro il 30,7% di soli quattro anni fa.

Tra i mercati esteri, gli Stati Uniti si confermano il primo paese di provenienza con il 13,1% degli arrivi internazionali, seguiti da Germania (3,8%) e Regno Unito (3,4%).

Un altro segnale positivo arriva dalla distribuzione dei flussi durante l’anno e la settimana. Sebbene settembre rimanga il mese di picco (14,8%), si nota una distribuzione più equilibrata rispetto al passato, con una riduzione della concentrazione estrema nei mesi estivi che caratterizzava il 2021. Anche il fine settimana sta perdendo la sua egemonia assoluta: le visite del sabato sono scese dal 31,4% del 2021 al 25,8% del 2025, a favore di una crescita dei giorni feriali come il giovedì e il venerdì. Le visite nella domenica rimangono basse (15,8%), ma ciò può essere letto come una chiusura da parte delle aziende e non necessariamente come una decisione del visitatore.

Comportamento di acquisto e ruolo della tecnologia

La digitalizzazione non è più un’opzione, ma il motore della redditività. L’Osservatorio rivela che il 68,7% delle prenotazioni avviene oggi tramite canali automatici. Questo dato è strettamente legato alle abitudini dei consumatori: oltre il 36% delle prenotazioni totali viene effettuato in orario serale o notturno, tra le 18:00 e le 08:00 del mattino, quando gli uffici delle cantine sono solitamente chiusi. Senza uno strumento di booking online attivo 24/7, le aziende rischierebbero di perdere più di un terzo della domanda potenziale.

La sfida della gestione strutturata

I dati presentati a Vinitaly Tourism 2026 confermano che l’enoturismo italiano è entrato in una fase di maturità che richiede competenze gestionali avanzate. Non è più sufficiente “accogliere”, è necessario “gestire” il dato per comprendere chi sia il visitatore e quale valore possa generare nel tempo attraverso il CRM e il marketing mirato.

Le cantine che hanno adottato processi strutturati e tecnologie di automazione stanno registrando crescite a doppia cifra, bypassando i limiti fisici della stagionalità e degli orari di ufficio.


Punti chiave

  1. Visitatori e vendite dirette in crescita: +15,3% di presenze e +18,8% nelle vendite in cantina rispetto al 2024.
  2. La spesa media per esperienza sale a 136€, con un incremento del 5,4% e un trend positivo costante dal post-pandemia.
  3. Il 43,3% dei turisti è straniero: gli USA guidano con il 13,1%, l’inglese è ora la lingua del 46,8% delle visite.
  4. Il 68,7% delle prenotazioni avviene online, oltre un terzo fuori dall’orario di ufficio: il booking digitale 24/7 è essenziale.
  5. La stagionalità si attenua: settembre resta il picco (14,8%), ma crescono le visite nei giorni feriali come giovedì e venerdì.