L’Australia rafforza il legame tra vino e turismo con una nuova tornata dei Wine Tourism and Cellar Door Grants. Il Governo mette a disposizione 10 milioni di dollari australiani per sostenere i produttori che trasformano i punti vendita aziendali in punti d’incontri tra vendita diretta, esperienza e valorizzazione dei territori vitivinicoli, con contributi fino a 100.000 dollari.
L’Australia torna a investire sul rapporto tra vino, territori e turismo. Dal 24 agosto sono aperte le candidature all’ottava edizione del Wine Tourism and Cellar Door Grants, il programma del Governo australiano destinato a sostenere produttori di vino e sidro che contribuiscono ad attirare visitatori nelle regioni vitivinicole del Paese. Per la tornata relativa all’anno finanziario 2025-26 sono disponibili complessivamente 10 milioni di dollari australiani, mentre il contributo individuale può arrivare fino a 100.000 dollari.
Le domande devono essere presentate entro le 17.00 del 23 ottobre 2026 (ACDT) attraverso il portale indicato da Wine Australia. Il calendario prevede la decisione sulle candidature il 6 novembre, la comunicazione agli interessati e l’erogazione dei contributi il 13 novembre, mentre la pubblicazione dei beneficiari è prevista per il 20 novembre.
Un sostegno legato alle vendite in cantina
La caratteristica più interessante del programma è il meccanismo attraverso cui viene determinato il contributo. Per la Round 8, i produttori che rispettano i requisiti possono ricevere un importo pari al 29% del prezzo teorico di vendita all’ingrosso delle vendite domestiche ammissibili effettuate presso il punto vendita aziendale, fino a un massimo di 100.000 dollari, al netto della GST (imposta sui beni e sui servizi, simile alla nostra IVA, ndr). Il programma dispone complessivamente di 10 milioni di dollari per ogni anno finanziario. Qualora il valore complessivo delle domande ammissibili superasse questo tetto, i singoli contributi verrebbero ridotti proporzionalmente applicando la stessa percentuale a tutte le richieste approvate.
Non si tratta quindi di un semplice incentivo alla ristrutturazione delle cantine. Il programma utilizza il punto vendita aziendale come punto di incontro tra produzione, vendita diretta e turismo, riconoscendo un sostegno economico alle imprese che riescono a trasformare la visita in cantina in un’attività commerciale ammissibile.
Per accedere alla Round 8, il produttore deve, tra gli altri requisiti, essere un produttore di vino o sidro, essere registrato ai fini GST e possedere un ABN attivo (numero di identificazione aziendale australiano, l’equivalente della nostra partita IVA, ndr).
Deve inoltre aver realizzato almeno 1,207 milioni di dollari australiani di vendite di vino nel 2025-26, oltre ad aver generato vendite domestiche ammissibili presso il punto vendita superiori a quelle utilizzate per raggiungere tale soglia. Sono richiesti anche il pagamento del Wine Equalisation Tax sulle vendite interessate, la disponibilità di un punto vendita fisico in Australia e una licenza per la vendita di alcolici valida nell’anno finanziario di riferimento.
Un enoturismo che produce ricadute che vanno oltre la cantina
La misura assume un significato più ampio se inserita nella strategia australiana per il settore. Nel settembre 2025 il Governo aveva annunciato 30 milioni di dollari di nuovi finanziamenti, estendendo il Wine Tourism and Cellar Door Grants per altri tre anni, con tre tornate annuali da 10 milioni di dollari.
La scelta nasce anche dal peso che l’enoturismo ha assunto nell’economia delle aree rurali. Secondo il report Economic Contribution of the Australian Wine Sector 2025, citato dal Governo, l’intero comparto australiano dell’uva, del vino e del wine tourism genera 51,3 miliardi di dollari australiani e sostiene oltre 200.000 posti di lavoro. Nel solo 2024 le visite alle aziende vinicole australiane sono state 7,5 milioni.
Wine Australia sottolinea inoltre come il vino australiano sia prodotto in 65 regioni vitivinicole, dove la presenza dei visitatori produce ricadute che vanno oltre il valore generato direttamente dalla cantina, coinvolgendo servizi, commercio locale, ospitalità e altre attività legate al turismo.
Dal punto vendita all’esperienza
Il tema non riguarda soltanto il sostegno economico alle imprese. Wine Australia ha sviluppato anche strumenti per aumentare la visibilità delle esperienze enoturistiche, intervenendo sull’Australian Tourism Data Warehouse, piattaforma nazionale utilizzata per promuovere le attività turistiche. Per le aziende vitivinicole sono state introdotte funzionalità specifiche relative a varietà, stili, pratiche produttive, attività del punto vendita aziendale e regioni del vino.
È una direzione che racconta bene l’evoluzione del wine tourism australiano: la cantina non è più soltanto il luogo in cui acquistare una bottiglia, ma diventa una porta d’ingresso al territorio.
La nuova tornata dei contributi arriva inoltre in un momento nel quale il Governo sta affiancando al sostegno al turismo altre misure per il comparto. Dal 1° luglio 2026 il tetto del Wine Equalisation Tax rebate (rimborso fiscale australiano pensato per aiutare i piccoli produttori di vino, ndr) è stato portato permanentemente da 350.000 a 400.000 dollari, aumentando fino a 50.000 dollari il possibile beneficio annuale per i produttori eleggibili.
Il quadro restituisce così una strategia che mette insieme vendita diretta, turismo, esperienza e valorizzazione territoriale. Un modello nel quale il punto vendita aziendale diventa non soltanto un canale commerciale, ma uno degli strumenti attraverso cui il vino costruisce una relazione più stretta con il luogo da cui proviene.
Punti chiave:
- 10 milioni di dollari australiani: è la dotazione complessiva della nuova tornata dei Wine Tourism and Cellar Door Grants.
- Fino a 100.000 dollari: è il contributo massimo previsto per ciascun produttore ammesso al programma.
- Il contributo è collegato alle vendite domestiche ammissibili effettuate presso il punto vendita aziendale e viene calcolato secondo le modalità previste dal programma.
- Il Governo australiano ha previsto 30 milioni di dollari in tre anni, con una tornata annuale da 10 milioni.
- Il programma punta a rafforzare il ruolo del wine tourism come leva per le economie delle regioni vitivinicole, oltre la sola vendita di vino.



































































