Continua il nostro viaggio di approfondimento nelle iniziative che le denominazioni mettono in atto per la promozione dell’enoturismo, con un focus speciale su quello sostenibile. Stiamo intervistando i vertici dei consorzi italiani per isolare buone pratiche e come sempre metterle a disposizione di chi ci segue

David Chatillon

Abbiamo voluto ascoltare, durante il percorso, anche la voce di una delle denominazioni straniere più riconosciute al mondo, intervistando David Chatillon, co-presidente del Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne.

Nell’ambito dell’Appellation Champagne, quali sono i compiti e le responsabilità dell’istituzione che lei rappresenta, nella promozione dell’enoturismo della regione?

Il Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne (Comité Champagne), che co-presiedo, ha tre missioni essenziali: un ruolo economico, per garantire lo sviluppo e la prosperità del settore Champagne, un ruolo tecnico a favore della qualità e dello sviluppo sostenibile e un ruolo di protezione e valorizzazione della denominazione. L’enoturismo rientra nell’ambito delle azioni di comunicazione sullo Champagne.

Come si manifestano questi compiti? Quali strumenti in particolare vengono utilizzati per promuovere l’enoturismo nel vostro territorio?

Innanzitutto, in Champagne, l’enoturismo è promosso dalle Agenzie Dipartimentali del Turismo e dagli uffici del turismo delle principali città dell’area di denominazione, poiché il turismo è il loro core business. Le azioni dell’interprofessione completano quelle di queste organizzazioni.

Il Comitato ha, da parte sua, creato una piattaforma di enoturismo sul suo sito (Visiter la Champagne | Champagne.fr) per elencare le cantine e le proprietà aperte ai visitatori, proporre itinerari sulle Strade dello Champagne e dettagliare le varie attività offerte ai visitatori. Organizza anche visite per promotori, giornalisti e influencer, affinché condividano la loro scoperta della Champagne viticola. Inoltre, gli Uffici dello Champagne, di cui il Comitato dispone nei principali mercati di esportazione dello Champagne, permettono di promuovere la destinazione Champagne nel mondo.

L’iscrizione di Coteaux, Maison e Cantine di Champagne al Patrimonio Mondiale dell’UNESCO il 4 luglio 2015, la cui candidatura è stata in gran parte sostenuta dal Comitato Champagne, è un importante vantaggio per l’enoturismo in Champagne.

La sostenibilità è una delle priorità della Commissione Europea. Quali iniziative sono state messe in atto per promuovere un enoturismo sostenibile?

Come già detto, la qualità e lo sviluppo sostenibile sono tra le missioni fondamentali del Comitato Champagne. Già dagli anni ’80 il settore Champagne ha avviato le sue prime azioni a favore dell’ambiente. Ha elaborato un piano globale di sviluppo sostenibile su tre assi: Piano Acqua, per la gestione e la protezione delle acque; Piano Biodiversità, per proteggere e favorire la biodiversità faunistica e floristica nel vigneto; Piano Carbonio, per ridurre le emissioni di gas serra del settore.

Nel 2003, la Champagne è stata la prima regione viticola al mondo a realizzare il suo bilancio del carbonio, un insieme di metodologie per misurare l’impronta carbonica prodotta dalle attività svolte nella regione. Gli spostamenti, inclusi quelli dei turisti, sono presi in considerazione in questo bilancio. La Champagne punta a un enoturismo sostenibile e di qualità (slow tourism) piuttosto che a spostamenti di massa.

Ad oggi, le prime azioni hanno portato i loro frutti poiché l’ultimo aggiornamento del bilancio del carbonio del settore Champagne, nel 2018, mostra che l’impronta di carbonio per bottiglia di Champagne è già stata ridotta del 20%. La Champagne mira a raggiungere il Net Zero Carbon entro il 2050.

Qual è l’importanza della sostenibilità nella costruzione dell’identità territoriale e dell’offerta enoturistica del vostro territorio?

Produrre nel massimo rispetto dell’ambiente è un dovere per una denominazione di origine controllata di grande notorietà come lo Champagne. Questa sfida è considerata prioritaria dalla filiera dello Champagne. Tutti gli aspetti della filiera sono presi in considerazione nelle azioni a favore dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile condotte dal Comitato Champagne. L’enoturismo è uno di questi aspetti, ma la costruzione dell’offerta enoturistica non è specificamente parte della missione interprofessionale.

Quali sono le altre istituzioni impegnate nella promozione turistica del vostro territorio e quali sinergie esistono tra queste istituzioni?

Il Comitato Champagne è uno degli anelli della catena, poiché rappresenta i viticoltori e le maison di Champagne che ricevono turisti, ma la promozione turistica è innanzitutto compito delle istituzioni il cui scopo è promuovere il turismo, come il Comitato Regionale del Turismo Grand Est, le Agenzie Dipartimentali del Turismo dei dipartimenti interessati dalla denominazione (principalmente Marne, Aisne, Aube) e gli uffici del turismo situati nell’area della denominazione Champagne (Château-Thierry, Épernay, Reims, Troyes, ecc.). Tutte queste organizzazioni hanno ciascuna missioni definite per promuovere il loro territorio; il Comitato Champagne è in contatto regolare con ciascuna di esse.

Tra le diverse informazioni utili che David Chatillon ci ha fornito ci sembra di poter isolare una rilevante conclusione: la gestione sistemica ed efficace della promozione enoturistica sostenibile, in una regione attrattiva e di pregio come quella dello Champagne, impegna una serie di attori che, a diverso titolo, si occupano di territorio e richiede che, tra essi, venga sviluppata una importante e mirata azione sinergica.