Al Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale presso la Bocconi di Milano, il Consorzio Vini del Trentino espone il suo modello di «sostenibilità condivisa»: oltre novanta cantine unite dalla certificazione SQNPI, due bilanci di sostenibilità e una strategia che lega qualità enologica, tutela del territorio e trasparenza. Un racconto pratico che punta a rendere il vino trentino competitivo e responsabile.

Il termine sostenibilità, nel mondo del vino, rischia spesso di appiattirsi in una narrazione di marketing o di ridursi al solo ambito ambientale. Ma cosa significa davvero essere sostenibili per un intero territorio, specialmente se montano, frammentato e chiamato a competere su un mercato globale sempre più esigente? È questa la domanda strategica a cui risponderà il Consorzio Vini del Trentino partecipando come protagonista alla tavola rotonda “Custodi del territorio: i Consorzi di Tutela del vino tra qualità, criticità e sostenibilità”, che si terrà il 9 ottobre alle ore 14:00 all’Università Bocconi di Milano, nel cuore del 13° Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale.

Il Salone, intitolato non a caso “Creare futuri di valore”, chiama a raccolta i principali attori economici e sociali per disegnare le rotte dello sviluppo futuro. E il vino italiano gioca una partita decisiva. Il Consorzio Vini del Trentino si confronterà con altre realtà di primo piano – Consorzio di Tutela Prosecco DOC, Consorzio di Tutela Vini delle Venezie DOC, Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia, CREA Centro di ricerca Viticoltura ed Enologia – su tre pilastri fondamentali: la visione strategica, gli strumenti operativi e gli impatti reali, senza nascondere le criticità.

L’appuntamento al Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale rappresenta per noi un momento importante” sottolinea Albino Zenatti, Presidente del Consorzio Vini del Trentino, “per poter da una parte, presentare ad un pubblico competente la nostra esperienza pluriennale di sostenibilità e dall’altra poterci confrontare con altre realtà nazionali sia del nostro settore che degli altri. Oltre a poter promuovere in un contesto privilegiato il progetto del Consorzio Vini del Trentino, sarà anche una formidabile occasione formativa e di relazione con stakeholder strategici”.

Ma qual è la specificità del modello trentino che verrà portata in discussione? Non solo un prodotto, ma un sistema. La sostenibilità per il Trentino è diventata un’identità collettiva, un percorso intrapreso da oltre un decennio che ha unito più di novanta cantine associate sotto un unico orizzonte. Il primo passo è stato l’adozione capillare del SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata), non una semplice etichetta, ma un disciplinare che orienta le pratiche agronomiche verso il rispetto della biodiversità e la salute del consumatore.

Il secondo, forse ancora più distintivo, è stato l’investimento sulla trasparenza e sulla misurazione. Con la pubblicazione di due bilanci di sostenibilità, il Consorzio non si è limitato a dichiarare i propri valori, ma ha messo nero su bianco impatti, risultati e aree di miglioramento, creando uno strumento di dialogo con viticoltori, cantine e comunità locali. È un approccio che trasforma la sostenibilità da obbligo a patrimonio diffuso.

Questa visione olistica, che lega la qualità enologica alla salvaguardia socioeconomica e alla tutela di una viticoltura definita “eroica” per le sue sfide orografiche, ha già ottenuto un riconoscimento di prestigio con il Premio Vinarius al Territorio a inizio 2025. L’appuntamento in Bocconi non sarà dunque una celebrazione, ma un’assunzione di responsabilità: condividere un modello che funziona, imparare dagli altri e contribuire a costruire un futuro per il vino italiano che sia davvero di valore, per l’ambiente, per la società e per il mercato.


Punti chiave:

  1. Sostenibilità come identità: il Trentino promuove la sostenibilità come patrimonio collettivo, non solo come comunicazione di marketing.
  2. Adozione capillare del SQNPI: il SQNPI guida le pratiche agronomiche verso biodiversità e sicurezza alimentare.
  3. Trasparenza misurata: pubblicazione di due bilanci di sostenibilità per rendicontare impatti, risultati e lacune.
  4. Coinvolgimento attivo: oltre novanta cantine integrate in un progetto comune che coinvolge produttori e comunità locali.
  5. Risultati e riconoscimenti: modello riconosciuto (Premio Vinarius, inizio 2025) e presentato come contributo pratico al dibattito nazionale.