Cantine Birgi guida la valorizzazione delle denominazioni DOC e IGP della Sicilia, rafforzando l’identità territoriale e la qualità produttiva. Il progetto mira a consolidare la competitività internazionale dei vini siciliani, puntando su resilienza climatica, varietà autoctone e comunicazione autentica. Un’occasione unica per scoprire il legame profondo tra territorio, vino e innovazione.
Immersa in uno scenario naturale di straordinaria bellezza e storicamente legata a civiltà antiche come Sicani, Fenici, Elimi, Arabi e Normanni, la realtà cooperativa Cantine Birgi rappresenta oggi un baluardo della viticoltura siciliana. Fondata nel 1960 da un gruppo di dieci coltivatori, oggi la cooperativa conta circa 800 soci che ogni anno conferiscono in cantina circa 240.000 quintali di uva, provenienti da 2.800 ettari di vigneti per una produzione di circa 5 milioni di bottiglie l’anno, con un trend in crescita.
In questo contesto, il progetto di promozione delle denominazioni DOC e IGP della Sicilia emerge come una leva strategica per rafforzare la percezione e l’identità territoriale dei vini isolani.
Qualità, territorio e resilienza climatica
Giuseppe Figlioli, Enologo e Direttore di Cantine Birgi sottolinea l’importanza cruciale delle denominazioni nel panorama produttivo regionale: “Quasi l’80% dei vini che produciamo in Sicilia sono DOC e IGP: il 42% sono DOC Sicilia e il 37% IGP. Questo significa che la qualità rappresenta la maggioranza assoluta della nostra produzione, con rese più basse e una qualità superiore rispetto ai vini generici”.
Figlioli evidenzia anche come la diversificazione territoriale – collinare, montuosa e costiera – e l’adattamento delle varietà autoctone ai cambiamenti climatici contribuiscano a mantenere stabile la produzione e alta la qualità: “La resilienza varietale siciliana ha garantito un ottimo adattamento, nonostante le annate particolari, consentendoci di mantenere alti standard qualitativi”.
Denominazioni come strumento competitivo sui mercati internazionali
Dal punto di vista del mercato internazionale, il Direttore commerciale Salvatore Marino interpreta le denominazioni come un “certificato di garanzia” per il consumatore, che facilita la differenziazione del prodotto siciliano su mercati sempre più competitivi: “Uno degli esempi emblematici riguarda il Grillo ed il Nero d’Avola: da quando queste due varietà sono entrate a far parte della DOC Sicilia, stiamo crescendo sul mercato in maniera esponenziale. Le denominazioni sono fondamentali per il processo di internazionalizzazione, perché conferiscono ai nostri vini un vantaggio competitivo riconosciuto e apprezzato all’estero”.
Le sfide per il posizionamento nel mercato dei vini di qualità
Giuseppe Saladino, Presidente della cooperativa, riconosce che “la Sicilia è un continente viticolo abituato a competere”, e afferma con convinzione la necessità di puntare sulle risorse naturali e sull’impegno dei produttori per innovare, pur rimanendo fedeli alle caratteristiche del territorio: “Siamo in grado di adattarci alle esigenze di mercato, seguendo le tecniche consolidate, innovandole, sfruttando al massimo quello che la natura ci offre e plasmando i nostri prodotti in funzione delle esigenze del consumatore finale”.
In questa direzione l’enologo Figlioli evidenzia che “La sfida più grande è aumentare il percepito qualitativo dei nostri vini DOC e IGP in bottiglia, attraverso produzioni che rispecchino la qualità e il territorio stesso”.
Riguardo alle tendenze di mercato, il presidente Saladino esclude la produzione di vini dealcolati (no alcohol), definendola poco compatibile con il clima siciliano, ma conferma l’attenzione verso i vini low alcohol e la riduzione della gradazione alcolica, mantenendo intatta la qualità: “Se il mercato richiede una gradazione alcolica più bassa, sicuramente saremo in grado di fornire queste tipologie di prodotti”.
Figlioli conclude: “Le nostre priorità si concentrano sulla qualità, sulla capacità di abbracciare le tendenze di mercato e sul rafforzamento del percepito dei nostri vini DOC e IGP attraverso la comunicazione autentica e il racconto del territorio di provenienza”. Cantine Birgi conferma così il suo ruolo di protagonista nel panorama vitivinicolo siciliano, puntando su una produzione di qualità certificata e su un progetto di promozione delle denominazioni DOC e IGP che mira a rafforzare l’identità e la competitività dei vini isolani sui mercati nazionali e internazionali.
Questi ed altri temi saranno protagonisti dell’evento esclusivo dedicato a operatori e giornalisti internazionali che Cantine Birgi ha organizzato il 23 e 24 maggio 2025 nell’incantevole paesaggio della Riserva Naturale dello Stagnone. Una occasione unica per celebrare il legame tra vino e territorio, in cui la storica cooperativa siciliana aprirà le porte della sua cantina per un’esperienza immersiva che porterà i partecipanti alla scoperta dei segreti di un territorio unico, dove il vino incontra la natura.
Punti chiave:
- Cantine Birgi è una cooperativa storica siciliana con circa 800 soci e una produzione annua di 5 milioni di bottiglie, in crescita costante.
- Il progetto punta a valorizzare le denominazioni DOC e IGP, che rappresentano quasi l’80% della produzione totale, per migliorare percezione e qualità.
- La diversificazione territoriale e la resilienza varietale siciliana garantiscono alta qualità e stabilità produttiva anche in annate climaticamente difficili.
- Le denominazioni sono un fattore competitivo decisivo per l’internazionalizzazione e il posizionamento dei vini siciliani sui mercati esteri.
- Cantine Birgi guarda al futuro puntando su innovazione, sostenibilità e comunicazione autentica, escludendo però la produzione di vini dealcolati ma aprendo a soluzioni low alcohol.

PSR Sicilia 2014 – 2022 – Sottomisura 3.2
“Sostegno per attività di informazione e promozione svolte da associazioni di produttori nel mercato interno”
Bando approvato con D.D.G. n. 1650 del 19/02/2025 domanda n. 54256110476
Codice CUP n° G88H25000170007












































