Le cooperative vinicole europee affrontano le sfide globali con resilienza e innovazione, adattandosi a un mercato in rapida evoluzione. Tra riduzione dei costi, sostenibilità e diversificazione dei prodotti – inclusi vini no/low alcohol – il modello cooperativo dimostra come l’unione possa trasformarsi in un modello vincente. Una risposta concreta alle crisi economiche e climatiche del settore.

Le cooperative vinicole hanno radici profonde in Europa, ma oggi si trovano di fronte a una sfida senza precedenti: mantenere la loro presenza e il loro impatto economico in un settore in crisi. A Parigi, durante il recente “The Wine Rendez-Vous 2024”, sedici delle maggiori cooperative del continente hanno dimostrato che, nonostante i venti contrari, questo modello collettivo conserva una vitalità unica.

Fondate per la prima volta in Alsazia nel 1895, le cooperative vinicole hanno superato due guerre mondiali, recessioni globali e stravolgimenti economici. Attualmente, producono circa il 50% dei vini di Francia, Italia e Spagna. Tuttavia, le pressioni attuali – dall’inflazione al cambiamento climatico – pongono interrogativi sulla loro capacità di continuare a prosperare nei prossimi decenni.

Olivier Bourdet-Pees, direttore generale di “Producteurs Plaimont”, ha sottolineato che l’industria sta attraversando una “transizione dolorosa” che metterà a rischio molti attori della filiera. “Non possiamo ignorare le vicende umane che si celano dietro queste realtà. La cooperazione è nata per ridurre i costi, ma oggi serve a qualcosa di più: unire risorse per sensibilizzare il consumatore e reinventare interi territori, mantenendoli al passo con le sfide del momento”, ha spiegato.

L’aumento dei costi di produzione ha costretto molte cooperative a modificare le loro strategie. Philippe Brel, rappresentante della cooperativa Estandon in Provenza, ha raccontato che la sua organizzazione ha adottato soluzioni pratiche per ridurre l’impatto economico senza perdere clienti. “Abbiamo lavorato sulla politica degli acquisti e ridotto il peso del vetro nei nostri prodotti”, ha dichiarato. Inoltre, il packaging è stato adattato per mantenere la competitività e la fedeltà dei clienti.

Questa capacità di adattamento è evidente anche nella neonata Alliance Loire (gruppo di 6 cooperative della Valle della Loira nata nel 2002) che ha iniziato a implementare soluzioni come la vendemmia notturna per abbattere i costi energetici e l’installazione di pannelli solari. La filosofia che unisce i membri, spiega un delegato, si basa su “una forte comunità” che trova forza nell’unione.

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Un elemento che emerge dal modello cooperativo è la scelta di non entrare nel segmento dei vini super-premium, tradizionalmente dominato da singoli produttori e “visionari”. Tuttavia, Bourdet-Pees crede che il mercato stia cambiando. “L’inflazione ha portato i consumatori a esplorare territori meno noti, cercando esperienze con un miglior rapporto qualità-prezzo”. Questo spostamento potrebbe aprire nuove opportunità per le cooperative, superando i pregiudizi legati al modello collettivo.

Per garantire la sopravvivenza, molte cooperative stanno abbracciando l’innovazione. “La flessibilità e l’adattamento saranno fondamentali. Non dobbiamo temere che l’innovazione minacci le tradizioni”, ha evidenziato Bourdet-Pees. Anche Philippe Brel ha indicato che la qualità sarà al centro delle strategie future, insieme alla diversificazione dei prodotti, inclusi quelli dealcolati.

In un contesto in cui il consumo di alcol continua a diminuire, l’attenzione alla sostenibilità e alla soddisfazione dei consumatori diventa cruciale. Come ha sottolineato Brel: “La nostra forza collettiva non riguarda solo la sostenibilità produttiva, ma anche la capacità di rispondere alle aspettative del mercato e della società”.

Le cooperative vinicole, nate per unire risorse e abbattere i costi, si stanno trasformando in modelli di innovazione e sostenibilità. La loro capacità di adattarsi ai cambiamenti climatici ed economici, mantenendo viva la comunità dei produttori, potrebbe rappresentare una via per il futuro del vino. Mentre molte aziende private rischiano di scomparire, il modello cooperativo continua a dimostrare la sua forza, offrendo una risposta collettiva alle sfide globali.


Punti chiave:

  1. Adattamento alle sfide globali: Le cooperative vinicole, grazie alla loro natura collettiva, stanno affrontando l’inflazione, il cambiamento climatico e la riduzione del consumo di alcol con strategie mirate come riduzione dei costi, innovazioni produttive e diversificazione dei prodotti.
  2. Innovazione e sostenibilità: Iniziative come vendemmie notturne per ridurre i costi energetici, l’uso di packaging leggero e l’installazione di impianti fotovoltaici dimostrano come le cooperative si stiano impegnando per un futuro sostenibile.
  3. Forza del modello collettivo: Oltre a ridurre i costi, le cooperative promuovono una visione comunitaria che rafforza l’identità territoriale e permette di rispondere in modo unito alle richieste del mercato e della società.
  4. Focus su qualità e diversificazione: Le cooperative stanno puntando su vini di qualità con un buon rapporto qualità-prezzo, esplorando anche il mercato dei vini no/low alcohol per intercettare nuove tendenze di consumo.
  5. Resilienza storica e flessibilità: Nonostante le pressioni attuali, le cooperative continuano a dimostrare la loro capacità di reinventarsi, mantenendo rilevanza in un settore in crisi grazie alla loro storica resilienza e capacità di innovazione.