Mezzacorona nel 2024 festeggia i 120 anni dalla fondazione nel 1904 e punta a rafforzare la sua vision “glocal”, fortemente radicata nel territorio trentino ma nello stesso tempo aperta al mondo e con la vocazione per le sfide internazionali. Il Gruppo cooperativo è stato in grado di evolvere costantemente e distinguersi per il coinvolgimento attivo dei soci nello sviluppo e per il suo impatto positivo sulla comunità locale, promuovendo con determinazione la sostenibilità ambientale, economica e sociale e appoggiando numerosi progetti culturali e accademici.

Il Presidente Luca Rigotti ha voluto evidenziare il ruolo centrale della cooperativa nell’affrontare le sfide globali e promuovere un approccio responsabile al consumo di vino. Per Rigotti il futuro del Gruppo Mezzacorona sarà concentrato nel mantenere e rafforzare le posizioni sui mercati mondiali, consolidare i marchi e proseguire l’impegno per la sostenibilità nonostante il contesto economico incerto.

Presidente Rigotti, il Gruppo Mezzacorona è uno dei soggetti leader a livello nazionale ed ha raggiunto nel 2023 il fatturato record di 217 milioni di euro dando lavoro a quasi 500 collaboratori. Nel 2023 Mezzacorona ha liquidato più di 69 milioni di euro ai soci e le rese per ettaro hanno raggiunto i 19.435 euro di media. Questi dati servono per fotografare una situazione molto positiva e di notevole soddisfazione per i soci: come si è evoluto il ruolo della cooperativa diventando un Gruppo complesso e articolato?

Il punto di forza è proprio il fattore cooperativo: aver raggruppato oltre 1500 soci che costituiscono una grande entità economica, averli coinvolti nello sviluppo, nella programmazione, in progetti di lungo periodo. Proprio l’identità cooperativa ha rappresentato il collante fondamentale che ha garantito coesione della base sociale, partecipazione attiva, condivisione delle scelte, massa critica, know how, una solida base finanziaria ed ha permesso di sviluppare una visione culturale rivolta alla sostenibilità e alla produzione etica.

Il nostro territorio è tutto collinare e montano, questa peculiarità presuppone costi maggiori rispetto alla viticoltura in pianura. L’unione e la compattezza dei soci, una delle caratteristiche storicamente peculiari del Gruppo, ha permesso di attuare con successo un percorso di sostenibilità iniziato oltre 30 anni fa, portandoci oggi ad avere un valore aggiunto riconosciuto, un plus molto forte spendibile anche sul mercato.

La stretta sinergia con i soci si traduce in un coinvolgimento anche dal punto di vista finanziario. Con la creazione della controllata Nosio SpA nel 1998, strumento della cooperativa Mezzacorona per la commercializzazione e gli investimenti, abbiamo creato una vera e propria public company, dando la possibilità ai nostri soci e collaboratori di investire le loro risorse finanziarie positivamente e sempre all’interno del Gruppo Mezzacorona, in modo da rafforzarlo e renderlo più dinamico ed efficace.

Nel tempo abbiamo realmente formato la base sociale ad una cultura finanziaria evoluta e, per esempio, abbiamo anche emesso delle obbligazioni. Anche queste opportunità offerte ai soci e ai collaboratori hanno rappresentato un ulteriore modo per coinvolgerli nello stile cooperativo. Ma il rapporto con i soci è molto forte ed è quotidianamente implementato dal nostro Servizio Soci, con un team qualificato di agronomi in costante affiancamento tecnico rispetto alle loro esigenze nella gestione dei vigneti e della campagna e ad un ufficio amministrativo per le pratiche burocratiche. Un impegno, come si vede, a 360 gradi come è giusto che sia in una realtà cooperativa che ha i soci come proprietari e protagonisti.

Tutti questi fattori assieme sviluppano un senso di appartenenza forte al Gruppo Mezzacorona ed è questo il nostro vero punto di forza.

Il Gruppo Mezzacorona è un soggetto leader a livello nazionale ed ha un notevole impatto sull’intero tessuto locale. In che modo supportate attivamente la comunità locale anche dal punto di vista sociale e culturale?

Abbiamo realizzato diverse pubblicazioni attraverso il Centro Di Studi Rotaliani Mezzacorona, tra cui una pubblicazione sulla storia della viticoltura trentina a partire dal ‘500 ed un prestigioso volume sui masi (il maso è una abitazione rurale tipica del Trentino-Alto Adige, ndr) in partnership con il Comune di Mezzocorona e che abbiamo distribuito ai nostri soci.

Abbiamo dato il via diversi anni fa, in stretta collaborazione con la Scuola di Studi Internazionali dell’Università di Trento, al “Premio Rotari” per la migliore tesi sui temi della sostenibilità, del commercio mondiale, del cambiamento climatico, della sicurezza alimentare, della legislazione e delle politiche europee in ambito agricolo e ambientale. Per Mezzacorona gli studenti che si laureano su queste tematiche rappresentano una risorsa, si tratta quindi di una collaborazione culturale con l’Università e con la società trentina che va ben al di là di questo riconoscimento specifico. Ma siamo partner consolidati da molti anni di importanti istituzioni ed eventi culturali del territorio come il Castello del Buonconsiglio, la Galleria Civica, il Festival Oriente Occidente, il Solstizio d’Estate.

Il tema della sostenibilità rappresenta uno dei pilastri della vostra attività aziendale e da oltre 30 anni siete all’avanguardia sul tema della salvaguardia ambientale e della tutela dei consumatori. Per l’ottavo anno consecutivo i soci del Gruppo Mezzacorona hanno ottenuto la Certificazione delle uve prodotte secondo il sistema SQNPI. La sostenibilità è oggi maggiormente percepita dai consumatori anche a livello internazionale?

Abbiamo iniziato, direi in maniera pionieristica, già nei primi anni ’90 un percorso importante adottando le più innovative tecniche agronomiche di allora, come la confusione sessuale, e da allora siamo stati protagonisti dell’adozione del Protocollo di Difesa trentino, che negli anni ha fatto scuola ed è diventato un punto di riferimento nazionale. Abbiamo attivato nuove sperimentazioni e coinvolto l’Istituto Superiore di Sanità (ISS)  che poi è diventato un interlocutore stabile del settore vitivinicolo e del Consorzio Vini del Trentino in particolare, permettendo di rafforzare la politica della sostenibilità di tutto il territorio.

Grazie a questa azione e alla sempre più stringente attivazione del Protocollo per la salvaguardia dell’ambiente, siamo stati tra i primi in Italia ad adottare la Certificazione SQNPI su tutta la produzione dei soci già nel 2016. Contestualmente, abbiamo redatto sempre nel 2016 il primo Bilancio di Sostenibilità, che è a cadenza biennale e che nel 2024 vedrà la quinta edizione, uno strumento cardine che serve per far conoscere a tutti gli stakeholder le misure concrete che stiamo mettendo in campo su questa tematica. Ma non solo, serve anche come metro per capire su quali aspetti siamo cresciuti e in cosa dobbiamo migliorare.

Ormai la sostenibilità non è più un proclama o una moda, il consumatore è sempre più attento al rispetto dell’ambiente attuato lungo tutta la filiera produttiva. Anche a livello europeo ed internazionale si è sviluppata una forte cultura della sostenibilità ed il nostro impegno innovativo in questa direzione è stato premiato. E’ evidente che bisogna sempre contemperare i vari livelli della sostenibilità tenendo insieme le esigenze economiche, quelle ambientali, sociali e culturali, è questa la vera sfida del futuro.

Credo che il Gruppo Mezzacorona possa testimoniare con i fatti questi valori grazie ad un percorso coerente lungo 120 anni di storia. La Certificazione SQNPI è già conosciuta in Europa ma non altrettanto a livello globale. In Italia si sta lavorando per definire uno standard unico di sostenibilità vitivinicola, credo che dovremmo arrivarci il più velocemente possibile e investire in promozione e comunicazione per far conoscere questa importante Certificazione, soprattutto negli USA.

Lei Presidente Rigotti, oltre che essere Coordinatore nazionale dell’Alleanza delle Cooperative per il settore vitivinicolo, è anche Presidente sempre per il vino del Copa-Cogeca a Bruxelles ed il suo osservatorio è quindi privilegiato per analizzare determinati sviluppi della politica comunitaria. Il Gruppo Mezzacorona nell’aprile 2023 ha aderito a “Wine in Moderation”, programma paneuropeo che promuove un consumo responsabile di vino. Quali sono gli obiettivi a lungo termine ed in che modo ritenete che questo impegno possa contrastare approcci squilibrati e allarmistici come quelli legati all’etichettatura del vino in Irlanda?

Il Gruppo Mezzacorona ha aderito a “Wine in Moderation” ad aprile 2023, una realtà europea che già da anni si occupa di consumo responsabile. Il nostro obiettivo, insieme con i nostri partner nel progetto, punta alla creazione di una cultura del consumo consapevole, siamo convinti infatti che il proibizionismo non possa risolvere i problemi legati all’abuso di alcol, così come le etichette allarmistiche lanciate in alcuni Stati europei non sono la soluzione. L’obiettivo condiviso riguarda un consumo consapevole, moderato, in determinati contesti e momenti. Il futuro dell’industria vinicola si fonda su un consumatore attento, educato e colto. Le iniziative europee per la tutela della salute sono assolutamente condivisibili, ma siamo convinti che la demonizzazione del prodotto vino non sia la strada adeguata.

Con i marchi Rotari e AlpeRegis siete tra i protagonisti del successo non solo commerciale della spumantistica trentina sotto le insegne del Trentodoc, che sta rappresentando un punto identificativo del livello qualitativo altissimo del Trentino vitivinicolo. Come vede lo sviluppo futuro di questa straordinaria eccellenza?

Dopo 30 anni di lavoro, il Trentodoc è diventato un fattore importante di distintività per l’intero territorio trentino grazie alle sue grandi potenzialità qualitative. Credo che esista ancora un grande spazio di sviluppo commerciale, anche se il momento congiunturale non è dei più favorevoli. Il Trentodoc rappresenta un fattore di unità del territorio trentino, un collante, un motore di sviluppo, la condivisione di un progetto e di un grande lavoro sulla qualità: è un ambasciatore importante per tutta la produzione trentina anche in ottica enoturistica.

Siete molto attenti anche alla valorizzazione delle specificità enologiche del territorio trentino ed il progetto di eccellenza “Musivum” ne è un esempio qualificante. Qual è la filosofia del progetto?

Il progetto “Musivum” è iniziato parecchi anni fa e si è basato sulla selezione di diverse microzone caratterizzate da alcune varietà emblematiche. Si tratta di valorizzare al massimo le specificità enologiche trentine, è una linea di eccellenza che vuole esaltare il territorio e il lavoro dei nostri soci. Credo che questo progetto sia in grado di interpretare pienamente la filosofia qualitativa del Gruppo Mezzacorona e dare dimostrazione del grande lavoro, direi sartoriale, dei nostri soci.

Il Gruppo Mezzacorona aderisce come azienda anche del Consorzio del Pinot Grigio delle Venezie, il soggetto interregionale che gestisce e promuove il vino, insieme al Prosecco, di maggiore successo del Nord Est enologico italiano nel mondo, specialmente negli Stati Uniti. Come vede il futuro per il Pinot Grigio?

Va detto in premessa che noi abbiamo una importante produzione di Pinot Grigio attraverso la denominazione DOC Trentino. Questa varietà è importantissima per noi e per tutto il Trentino, dato che ha portato reddito e ha permesso negli ultimi 40 anni alle cantine di investire, di svilupparsi e di crescere. Il Pinot Grigio è il vino fermo italiano più esportato, prodotto in larga parte nel Nord Est italiano, conosciuto in tutti i mercati del mondo.

Il Gruppo Mezzacorona fa parte del Consorzio allargato che raggruppa quasi il 90% della produzione nazionale. Credo che sia un progetto ambizioso, volto alla qualità e all’export, principalmente negli Stati Uniti. Sono convinto che darà soddisfazioni a tutto il comparto, noi dobbiamo soddisfare il mercato globale non solo coi numeri ma anche con una reputazione ed una qualità crescente e con progetti convincenti, anche sul tema della sostenibilità.

Il 2024 è l’anno del vostro 120esimo di fondazione ed è anche una tappa che invita ovviamente a fare il punto della situazione ed a immaginare gli scenari futuri. Quali sono le prospettive del Gruppo Mezzacorona e quali sono i principali obiettivi per i prossimi anni?

In questa fase storica, molto impegnativa e complessa non solo dal punto di vista economico ma anche geopolitico, ci stiamo concentrando sul mantenimento delle posizioni di mercato, per essere sempre protagonisti coi nostri prodotti a livello internazionale. Ciò non toglie che stiamo elaborando importanti progetti di promozione per il futuro.

Dobbiamo lavorare per il consolidamento dei marchi, per mantenere le posizioni sui mercati, continuando con il nostro percorso legato alla sostenibilità e alla vocazione globale, nella valorizzazione della nostra identità cooperativa e territoriale. Sono convinto che questa fase così difficile passerà, bisogna avere pazienza, saggezza e resilienza, il nostro settore nel passato ha avuto periodi molto difficili ma dobbiamo avere fiducia e coltivare anche l’ottimismo, da trasmettere anche ai consumatori.

Speriamo che la situazione politica internazionale trovi una sua stabilità perché solo in un clima di concordia e di equilibrio globale anche le comunità e le aziende possono prosperare. Il 2024 non sarà facile, bisogna essere realisti ma convinti di avere tante idee e progetti interessanti da proporre, e che vogliamo realizzare.