“Teroldego Evolution” è un progetto di nove cantine trentine che punta a valorizzare il Teroldego Rotaliano attraverso la definizione dei cru, produzione di qualità, promozione condivisa e comunicazione mirata. Paolo Dorigati racconta la passione e la visione che guidano il gruppo verso un futuro di riconoscimento nazionale e internazionale.
ll Trentino vitivinicolo è un mosaico di storie, varietà e terroir. Tra queste, la Piana Rotaliana e il suo principe, il Teroldego, rappresentano un’eccellenza e un potenziale ancora in parte inesplorato. Abbiamo incontrato Paolo Dorigati, quinta generazione della storica Cantina Dorigati e presidente dell’associazione “Teroldego Evolution”, per parlare della visione e delle sfide che animano questo gruppo di produttori.
Paolo, la vostra cantina ha una storia lunga e un legame indissolubile con il Teroldego. Ma oggi, come membro di “Teroldego Evolution”, quale “malattia” positiva vi spinge a unire le forze per questo vitigno e il suo territorio?
È una “malattia” che nasce da una profonda consapevolezza e da una passione quasi viscerale. Vediamo un potenziale enorme nel Teroldego Rotaliano, sia dal punto di vista enologico che commerciale. La storia della mia famiglia, come quella di altre qui, è intrecciata con questo vitigno da generazioni. Mio trisnonno Luigi Pio, poi i suoi figli, fino a noi cugini oggi, abbiamo sempre creduto in questa terra. “Teroldego Evolution” nasce proprio da questa comunione di intenti: nove aziende che hanno capito che da sole, per quanto valide, faticano a esprimere appieno la forza di questo territorio. C’è quasi un’ossessione positiva nel voler migliorare costantemente, nel comunicare l’unicità del Teroldego e della Piana Rotaliana. Vogliamo far capire che non è solo un vino “tipico”, ma un prodotto con una storia di qualità che risale a secoli fa.
“Teroldego Evolution” nasce quindi dall’esigenza di focalizzare ulteriormente l’attenzione su specifiche potenzialità del Teroldego. Quali sono le sfide principali che vedete e come pensate di affrontarle concretamente con la vostra associazione?
La sfida principale è far percepire il valore reale e le sfumature del Teroldego, a volte non pienamente colte. Come associazione, cerchiamo di dare un contributo specifico, assumendoci la responsabilità di promuovere attivamente il territorio con iniziative mirate, anche se sappiamo che i risultati più significativi si vedranno nel lungo periodo, magari tra 30 anni! Concretamente, un esempio è la cartina dettagliata delle sottozone, dei cru del Teroldego Rotaliano, che abbiamo creato noi stessi. È un’azione che nasce dal desiderio di approfondire e comunicare la diversità interna alla denominazione. L’unione fa la forza: singole azioni, sommate, creano impatto. Il nostro intento è collaborare e integrare il lavoro di tutte le realtà presenti, inclusi i grandi gruppi cooperativi, fondamentali per la loro presenza nella GDO e la visibilità nazionale. Sentiamo il bisogno di lavorare sulla “serietà produttiva”, sulla comunicazione mirata e sull’aumentare il numero di aziende che investono attivamente nella promozione di questo specifico terroir.
Si parla spesso di “modernità” del Teroldego. Cosa intendete e come si concilia questa modernità con una storia che affonda le radici nel 1400, quando già veniva descritto come vino di pregio?
La modernità del Teroldego, come ha ben detto Sara Missaglia, sta nella sua capacità di rispondere alle esigenze del tempo. Non è un vino “inventato” ieri. La sua storia è documentata: già nel ‘400 era merce di scambio di alto valore, e nel 1961 un documento ufficiale ne definiva la DOC, i confini e il legame con i terreni alluvionali del Noce. Questa storia definita, precisa, limpida è una ricchezza incredibile. Oggi, il Teroldego Rotaliano è “moderno” perché offre eleganza, freschezza, con caratteristiche non eccessive in termini di alcol o tannino. È un vino che si adatta bene al mercato attuale, che cerca bevibilità ma anche carattere e profondità. A differenza di altre varietà locali del passato che producevano vini, diciamocelo, meno interessanti e sono state abbandonate, il Teroldego ha saputo evolvere e mantenere la sua identità qualitativa per oltre 500 anni. Questa capacità di adattamento è la sua vera forza e modernità.
L’obiettivo, quindi, è far conoscere e apprezzare questa ricchezza. Qual è la vostra visione per il futuro del Teroldego Rotaliano e come pensate di superare la percezione, a volte limitante, legata a vini di prezzo contenuto o facilmente reperibili nella GDO?
La visione è quella di un Teroldego Rotaliano riconosciuto per il suo valore intrinseco, per la sua storia e per la sua qualità distintiva. È vero, la GDO dà numeri importanti e la presenza di grandi cooperative è cruciale per la visibilità. Tuttavia, il nostro lavoro come “Teroldego Evolution” e come singole cantine è anche quello di educare il consumatore, di far capire che dietro a quel nome c’è un mondo di differenze, di terroir specifici, di produttori appassionati. Dobbiamo aumentare il numero di aziende che vendono direttamente, che raccontano la loro storia, che investono in una promozione qualitativa. Il problema non è trovare un Teroldego a 5 euro, ma far capire che esiste anche un Teroldego che esprime un potenziale molto più elevato, frutto di zonazione, di basse rese, di un lavoro attento in vigna e in cantina. Vogliamo trasmettere entusiasmo, non lamento. Siamo convinti che lavorando insieme, con serietà e visione, possiamo far emergere la vera anima di questo grande vino italiano.
L’entusiasmo e la visione strategica di Paolo Dorigati e dei produttori di “Teroldego Evolution” delineano un percorso chiaro per il futuro del Teroldego Rotaliano. Questo “gigante gentile”, forte di secoli di storia e di un terroir unico come la Piana Rotaliana, è al centro di uno sforzo collettivo volto non a re-inventarlo, ma a ri-raccontarne la grandezza, svelandone le sfaccettature che spaziano dalla freschezza elegante alla profondità dei cru storici. L’impegno nella definizione delle sottozone, la ricerca di una “serietà produttiva” condivisa e la volontà di educare il consumatore sono i pilastri di un rinascimento che mira a superare percezioni limitanti. La vera “evoluzione” del Teroldego risiede in questa rinnovata consapevolezza del suo valore intrinseco: un vitigno che ha attraversato cinquecento anni di storia mantenendo la sua capacità di affascinare è pronto a riconquistare la scena da protagonista.
Punti chiave:
- Unione Produttori: Nove aziende in “Teroldego Evolution” collaborano per valorizzare il Teroldego Rotaliano.
- Definizione Cru: L’associazione ha creato una mappa dei cru per comunicare la diversità del terroir.
- Modernità Storica: Il Teroldego è moderno per eleganza e freschezza, forte di 500 anni di storia.
- Sfida Percezione: Superare l’idea di vino solo da GDO, comunicando il valore delle produzioni di qualità.
- Visione Futura: Riconoscimento del valore intrinseco del Teroldego, grazie a serietà produttiva e promozione mirata.












































