Questo è il primo parere di quattro testimonianze che abbiamo avuto il piacere di ascoltare e che vi andremo a raccontare in tre articoli. Abbiamo parlato con quattro importatori che ci hanno dato degli spunti interessanti sullo stato di salute del mercato del vino attuale.

Michelangelo Saitta di Saitta Vini, un nome storico nell’importazione di vini italiani in Germania, nonché titolare di un importante ristorante a Düsseldorf,  l’eccellente Prinzinger.

“La Germania – evidenzia Saitta – continua ad essere un mercato importantissimo per i vini italiani. Ma ci tengo subito a sottolineare che il successo di vini italiani in questo mercato è fortemente legato all’impegno di uomini e donne italiane, di famiglie del nostro Paese che da decenni fanno di tutto non solo per vendere ma anche divulgare la cultura del vino italiano in Germania. Purtroppo noto che ci si dimentica quasi sempre di questo sforzo e del ruolo di realtà come quella costruita oltre quarant’anni fa dalla mia famiglia”.

Ma secondo Michelangelo Saitta l’impegno di realtà come la sua è ancora oggi assolutamente indispensabile per il futuro del vino italiano in un mercato strategico ma anche complesso come quello tedesco.

“È inutile negare – sottolinea Saitta a quest’ultimo riguardo – che se a raccontare i nostri vini in un ristorante in Germania, ad esempio, è una o un sommelier italiano, si determina un valore aggiunto straordinario per la promozione dei vini italiani tra i consumatori tedeschi. Ma affinché continuino ad esserci risorse umane italiane coinvolte nella promozione e vendita di vino italiano in Germania è necessario che le nostre imprese vitivinicole investano in questa direzione. Ma è altresì importante che anche voi media specializzati nel settore vitivinicolo raccontiate la storia e l’impegno costante di società come la mia e tante altre che tutt’oggi sono quotidianamente sui marciapiedi della Germania a promuovere e vendere vini italiani”

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Michelangelo, ci puoi raccontare la tua realtà e anche come è nata, visto che è così importante e si avvale di una lunga storia aziendale?

Mi trovo a Düsseldorf dalla fine degli anni ‘80. Con l’aiuto della famiglia siamo riusciti a creare questa realtà che è Saitta Import. Io rappresento assieme a mio figlio Saitta vini che si occupa di vini di prestigio  italiani e di gastronomia di alta qualità italiana.

Quanto conta essere italiani – quindi provenire dalla nostra terra – per poter divulgare, promuovere vendere al meglio italiani in un Paese come la Germania?

Sicuramente diventa sempre più difficile essere italiani in Germania. Però non c’è gastronomia più copiata in tutto il mondo di quella italiana. Nel nostro ristorante, assieme a mio figlio, riusciamo ancora a mantenere la qualità italiana con la professionalità dei nostri cuochi che sono tutti italiani. Ma quando arriva un cuoco tedesco che vuole lavorare con noi cerchiamo sempre di coinvolgerlo. Quindi c’è anche questa realtà di integrazione dei professionisti tedeschi che hanno voglia di imparare l’arte della cucina italiana assieme ai nostri cuochi professionisti.

Quanto è importante oggi avere anche giovani sommelier italiani in Germania per incrementare la conoscenza del vino del nostro paese nel mercato tedesco?

“La comunicazione è fondamentale se vogliamo promuovere la cultura dei vini.
Ci sono due fattori cruciali:

  1. Il prezzo dei vini italiani si è alzato tantissimo, così come si è alzata anche la qualità. Per questo, abbiamo bisogno di promotori che riescano a vendere prodotti di qualità in modo originale.
  2. Dieci anni fa si vendevano i vini molto più facilmente, mentre oggi abbiamo bisogno di promozione, comunicazione, strategie di marketing. Anche, e soprattutto, le nuove realtà hanno bisogno di essere comunicate. I grandi Brand sfruttano il loro nome, però abbiamo bisogno di aiutare anche i giovani produttori e questo lo si potrebbe fare grazie alla promozione di  giovani sommelier italiani.”

Le parole di Michelangelo Saitta gettano luce sulla vitalità e le sfide del mercato del vino italiano in Germania. Emergono l’importanza della qualità, la collaborazione tra culture e l’essenziale ruolo di promozione attiva.