A gennaio 2023, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha fatto una rivelazione scioccante: non esiste una quantità sicura e salutare di consumo di alcol. Questo messaggio ha fatto seguito ad una politica intrapresa negli ultimi cinque anni in cui l’OMS ha considerato il consumo moderato di alcol come una grave emergenza sanitaria pubblica. Ci avvaliamo di un interessante articolo della giornalista Felicity Carter pubblicato su WineBusiness Monthly per provare a fornire una lettura più attenta di come si sia arrivati a questa situazione. 

Nel 2015, più di 20 organizzazioni sanitarie pubbliche si sono dimesse dal Forum sull’Alcol e la Salute dell’Unione Europea, un comitato in cui legislatori, rappresentanti del mondo degli alcolici e esperti di sanità pubblica discutevano su come ridurre i significativi danni correlati all’alcol nell’UE: più di 120.000 morti premature e oltre 125 miliardi di euro in costi vari correlati, legati a crimini, salute e sociali. Il motivo di questo fallimento? Le organizzazioni sanitarie hanno visto il Forum come compromesso fatalmente dall’industria dell’alcol, secondo quanto riportato da WineBusiness Monthly. Le conseguenze non sono tardate ad arrivare ed il crollo del Forum ha lasciato un vuoto enorme nella politica europea sull’alcol. Nelle more di questo vuoto è arrivata l’OMS, lanciando nel 2018 l’iniziativa SAFER, una serie di suggerimenti politici per ridurre i danni correlati all’alcol. Come ha dichiarato apertamente l’OMS all’epoca, SAFER era stata creata in collaborazione con partner internazionali come l’ONU e Vital Strategies, un’agenzia no profit di New York nota per il suo efficace lavoro anti-tabacco. Gli altri partner nominati includevano I.O.G.T. (successivamente Movendi International), la Global Alcohol Policy Alliance e la NCD (Non-Communicable Diseases) Alliance. Questi sono tutti gruppi apertamente anti-alcol, i cui nomi hanno iniziato a comparire regolarmente nei documenti dell’OMS.

Indicazioni per i giornalisti sfavorevoli al consumo degli alcolici 

Un interessante esempio citato dalla giornalista Carter e che ci riguarda da vicino è la “Guida per i giornalisti sulla segnalazione sull’alcol” dell’OMS, pubblicata nell’aprile 2023, per la cui realizzazione sono stati coinvolti anche alcuni professionisti delle comunicazioni affiliati a Movendi International, alla Global Alcohol Policy Alliance, alla NCD Alliance e a Eurocare. Il più significativo di questi gruppi anti-alcol è Movendi International, con sede a Stoccolma.

Questa guida per i giornalisti ha lo scopo di “sostenere la comprensione e la relazione sui danni causati dal consumo di alcol a individui, famiglie e società”. Alcuni dei punti evidenziati, presi direttamente dalla guida sono:

  • Nessuna quantità di alcol è sicura da bere, eppure in tutto il mondo c’è scarsa consapevolezza dell’impatto complessivo negativo del consumo di alcol sulla salute e sulla sicurezza.
  • Più della metà degli adulti in tutto il mondo non consuma alcol; le loro prospettive sono sottorappresentate nei media, mantenendo il comune fraintendimento che il consumo di alcol sia una parte inevitabile della vita.
  • Le affermazioni ampiamente pubblicizzate secondo cui bere un bicchiere di vino rosso al giorno può proteggere contro le malattie cardiovascolari sono sbagliate e distraggono l’attenzione dai numerosi danni dell’uso di alcol.
  • Il consumo di alcol causa danni considerevoli a milioni di persone in tutto il mondo, non solo ai consumatori più pesanti, motivo per cui è necessaria un’azione globale forte che protegga l’intera popolazione.

Crediamo sia sufficiente citare questi punti per comprendere come l’azione anti-alcol sia molto evidente e chiara. 

Altre numerose azioni sono state messe in atto anche a livello sociale come quella del 2022 da parte di GiveWell, un’organizzazione non profit, che ha assegnato una sovvenzione di 15 milioni di dollari all’agenzia di New York Vital Strategies e ai suoi partner, tra cui l’OMS, Movendi International e altre ONG anti-alcol per lanciare l’iniziativa chiamata RESET per fare pressioni per aumentare le tasse sull’alcol e per contrastare la disponibilità e la promozione dell’alcol. Il messaggio “nessun livello è sicuro” è destinato a diffondersi e ha già avuto un impatto: nell’agosto 2023, Gallup ha rivelato che il 39% degli americani crede che anche bere moderato sia dannoso per la loro salute. 

Un’altra comunicazione va pensata 

“Nessun livello sicuro” è un messaggio semplice da consegnare e da capire, mentre la scienza è complessa, scrive Felicity Carter. Secondo Sanchez Recarte del CEEV – Comité européen des entreprises vins – l’industria vinicola europea aveva già previsto questo scenario anni fa e per questo ha fondato Wine in Moderation nel 2008 come risposta alla minaccia di legislazioni anti-alcol. Il suo obiettivo è promuovere un consumo moderato. 

“Il problema” dice Recarte “è che c’è stata un’azione di lobby costante da parte di altri per passare da cerchiamo le migliori azioni per combattere l’abuso di alcol a entriamo in una discussione politica su come eliminare il consumo di alcol”. Secondo Recarte le ONG anti-alcol hanno un ruolo determinante in tutto questo e ritiene invece che il modo migliore per procedere sia parlare del vino come parte integrante della dieta mediterranea, riconosciuta come la più salutare del mondo. Pensa anche che sia importante parlare del vino come prodotto artigianale proveniente da un determinato tempo e luogo, realizzato da persone specifiche. “Questo porta l’idea di cultura”, ha detto.

Il vero interrogativo con cui la giornalista conclude è: forse la vera domanda che dovrebbe essere posta è perché si permette ai gruppi di astinenza di guidare la politica sanitaria globale?