Per oltre un decennio, ProWein ha dominato il panorama delle fiere dedicate al mondo del vino in competizione costante con Vinitaly, su cui spesso si è imposta in particolare per la sua vocazione spiccatamente internazionale. Ma “tra i due litiganti, il terzo gode” e in questo ultimi anni l’emergente Wine Paris & Vinexpo Paris sta rapidamente guadagnando terreno e attenzione.

Lasciando volutamente da parte Vinitaly, la domanda sorge spontanea: nel prossimo triennio, chi prevarrà tra la fiera tedesca e quella francese?

Opinioni contrastanti su ProWein

La recente edizione di ProWein ha sollevato opinioni contrastanti tra i partecipanti. Molti espositori e visitatori hanno espresso un misto di apprezzamento e frustrazione, come riassunto efficacemente da una citazione di Charles Dickens dal romanzo storico “Racconto di due città (A Tale of Two Cities)”: “Era il migliore di tutti i tempi, era il peggiore di tutti i tempi…”. I principali motivi di malcontento riguardano i costi elevati a Düsseldorf, tra alloggi e trasporti, e la scarsità di ristoranti di alto livello.

Nonostante ciò, la fiera rimane un appuntamento fondamentale per numerosi players del settore. Ad esempio l’australiana Hill-Smith Family Estates (proprietaria di Yalumba) ha dichiarato alla testata specializzata The Buyer, di aver effettuato oltre 80 incontri nei tre giorni della fiera, 50 dei quali con acquirenti europei, evidenziando l’importanza della preparazione pre-fiera, con l’obiettivo di pianificare incontri, prenotare riunioni e concludere accordi.

Anche Beyond Wines ha testimoniato un’esperienza positiva: ” È stata un’ottima fiera per noi e abbiamo anche potuto incontrare molti nuovi fornitori”, ha affermato Stuart Bond, direttore dell’azienda. “È certamente necessario essere presenti a Wine Paris e ProWein nel 2025. Wine Paris per il Vecchio Mondo, ma ProWein è ancora molto importante, e molto frequentata, per le opportunità del Nuovo Mondo” ha aggiunto Alex Green, direttore vendite e marketing di Beyond Wines. “Il Sudafrica è stato un grande successo per noi a ProWein. Alcuni clienti, tuttavia, hanno saltato la fiera dopo aver concluso gli affari in Francia a febbraio”.

Wine Paris guadagna terreno

Mentre ProWein affronta le proprie sfide, Wine Paris sta emergendo come un’alternativa attraente per molti, dato che offre una logistica semplificata e costi più contenuti. “Penso che Wine Paris diventerà la nuova ProWein “, ha confessato Paul Robinson, responsabile vini di Robinsons Brewery (storico produttore di birra inglese) a The Buyer, “Prowein è troppo grande, troppo costosa e la logistica è pessima, con un solo treno in entrata e in uscita e sempre una lunga coda per un taxi. Wine Paris mi ha offerto sempre più selezione di vini da tutto il mondo. È sempre più grande, ci sono più opportunità. Posso volare a Parigi o prendere il treno. Posso entrare e uscire e non devo passare intere giornate lì”.

Gli espositori e i partecipanti esprimono opinioni divergenti, riflettendo la diversità di esigenze e aspettative. “ProWein rimane essenziale per noi, è un luogo dove incontriamo un numero crescente di clienti internazionali”, ha dichiarato Hugo Campbell, direttore di Ehrmanns (importatore e distributore inglese di vini). Al contrario, Andreas Comploj, direttore generale di Tenuta Monteverro, ha osservato che ProWein è dominata da visitatori provenienti principalmente dall’area DACH (Germania, Austria e Svizzera) e dall’Europa centrale. L’azienda è riuscita a fare buoni affari in questi Paesi ma Comploj ha lanciato un avvertimento: “L’impressione generale è stata un po’ sottotono” e il fattore Wine Paris sta chiaramente attirando un maggior numero di visitatori internazionali, in particolare alla luce delle “poche e lontane strutture ricettive” e della “limitata offerta gastronomica di qualità” di Düsseldorf.

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Coesistenza possibile?

Nonostante la concorrenza, emerge un sentimento di possibile coesistenza tra ProWein e Wine Paris. “Credo ci sia spazio per entrambi”, ha affermato Gerard Barnes, buyer di Berkmann Wine Cellars che ha partecipato a entrambe le fiere. “Non si può fare tutto a Wine Paris o a ProWein. C’è sempre stato un po’ di contrasto tra le due fiere e mi accorgo che sempre più spesso gli operatori francesi non vanno a ProWein. Spero quasi che i fornitori europei non vogliano andare a Parigi, altrimenti si ripresenterebbe lo stesso problema di troppe cose da seguire in soli tre giorni”.

Chiara Lungarotti, amministratore delegato di Lungarotti di Torgiano, in Umbria, ha aggiunto: “Visitando ProWein e Wine Paris si ha l’opportunità di trovare molti fornitori provenienti da diversi Paesi. ProWein funziona ancora per noi, è ancora un momento molto importante dell’anno e continueremo a partecipare”.

Competizione = Vantaggi per gli operatori

Il duello tra ProWein e Wine Paris sottolinea l’evoluzione dinamica del mercato del vino e le strategie dei players del settore per sfruttare al meglio le opportunità di entrambe. La decisione su quale fiera privilegiare dipenderà da molteplici fattori, inclusi gli obiettivi specifici di ogni azienda, la geografia del mercato di riferimento e le risorse disponibili. Quello che è certo è che l’emergere di Wine Paris e l’acuirsi della competizione, porterà vantaggi per gli operatori del settore dato che obbligherà le fiere consolidate (ProWein e Vinitaly) ad innovarsi costantemente e a non dormire sugli allori.