Martedì 16 aprile è stata presentata a Vinitaly la prima indagine sull’enoturismo in Italia realizzata da ISMEA e AITE, l’Associazione italiana turismo enogastronomico. Questo studio ha offerto una panoramica approfondita su un settore che sta vivendo una fase di forte crescita.

I principali dati emersi:

  • L’enoturismo coinvolge 13,4 milioni di enoturisti italiani, corrispondenti al 64,5% dei viaggiatori nazionali.
  • Tre enoturisti su quattro esprimono un elevato grado di soddisfazione, particolarmente per la qualità del servizio, l’interazione con le comunità locali e le modalità di prenotazione.
  • Criticità: I giovani sotto i 24 anni mostrano minore soddisfazione, sottolineando la necessità di miglioramenti nella qualità del servizio e nell’accesso alle informazioni.

Durata e frequenza delle visite:

  • Circa il 50% dei turisti generali e il 55% degli enoturisti trascorrono 2/3 giorni nei luoghi di vacanza. Il 31% estende il soggiorno a 4 giorni o più, una percentuale che sale al 38% tra gli enoturisti.
  • Metà dei wine lovers visita una o due cantine durante il soggiorno, mentre il 36% visita almeno tre strutture.

L’enoturismo non solo attrae un vasto pubblico interno, ma è anche una meta prediletta per i visitatori americani ed europei. La ricerca ha rivelato che la maggior parte degli enoturisti italiani è molto soddisfatta delle esperienze offerte, apprezzando in particolare la qualità del servizio durante le visite in cantina, i rapporti cordiali con le comunità locali e l’efficacia delle modalità di prenotazione. Tuttavia, il giudizio si fa più critico tra i giovani sotto i 24 anni, i quali, essendo nativi digitali, richiedono standard più elevati in termini di servizio e accessibilità delle informazioni.

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Quanto alla durata delle visite, si osserva che circa metà dei turisti legati al mondo del vino prolunga il soggiorno nei luoghi di vacanza per 2/3 giorni, con una notevole percentuale che estende la permanenza a 4 giorni o più. Questo dato suggerisce che l’enoturismo può effettivamente contribuire a incrementare il tempo di permanenza nei territori, andando oltre la tipica visita “mordi e fuggi”.

Sul fronte economico, l’enoturismo rappresenta una leva significativa per le aziende vitivinicole italiane, stimolando non solo la crescita economica ma anche lo sviluppo delle aree rurali, contribuendo così a contrastare il fenomeno dello spopolamento. Inoltre, è in corso un lavoro di standardizzazione del profilo dell’enoturista a livello internazionale, una collaborazione tra UNWTO e OIV, che mira a sviluppare metodologie comuni per valutare l’impatto economico di questo settore.

L’indagine evidenza che l’enoturismo si conferma non solo un’attività ricreativa ma un elemento strategico per il futuro del settore vitivinicolo italiano, capace di integrare prodotto, territorio e cultura e di promuovere l’immagine del Made in Italy a livello globale. Con queste prospettive, l’enoturismo è destinato a giocare un ruolo sempre più centrale nel panorama turistico e economico del paese.