L’enoturismo non è solo una questione di assaporare vini; è un’immersione nella cultura e nella tradizione di una terra ricca di storia. Sara Passeri, figura emblematica di La Ciarliana, ci guida attraverso l’evoluzione e i successi della loro azienda a conduzione familiare, nel cuore di uno dei territori più rinomati d’Italia.

Come è cambiata la percezione dell’enoturismo negli ultimi anni?

L’enoturismo oggi rappresenta un modello di business e  si è evoluto da una mera occasione di acquisto a una ricerca di esperienze autentiche. Oggi i visitatori cercano di vivere la cantina in tutte le sue sfaccettature, ben oltre la semplice degustazione di vini.

Si tratta di un’attività commerciale e per avere una ricetta che funzioni e dia dei buoni risultato, l’enoturismo deve essere customizzato su quella che è la dimensione e la realtà di ogni cantina. 

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In che modo La Ciarliana si è distinta in un territorio con una così forte tradizione vitivinicola? 

Abbiamo analizzato i nostri competitor e ci siamo concentrati su ciò che ancora non offrivano. Questo ha incluso esperienze didattiche e ludiche, come degustazioni tematiche e giochi enologici, che hanno suscitato grande interesse e apprezzamento.

Andiamo oltre la canonica degustazione di due, tre, quattro vini e diamo la possibilità di degustare tutta la produzione aziendale – 5 etichette – che viene accompagnata ad attività interattive: il tasting degli innamorati, la degustazione alla cieca, la composizione del proprio vino o l’analisi da parte di un sommelier.

Quali sono state le principali sfide nell’avviare e gestire l’azienda enoturistica?

Fortunatamente, non abbiamo incontrato ostacoli significativi. La nostra spontaneità e passione per il vero racconto del vino hanno facilitato un’accoglienza calda e autentica, elemento molto apprezzato dai visitatori.

Sono di recente tornata da un viaggio negli Stati Uniti dove ho potuto vedere in prima persona il distacco tra i ristoratori i gli albergatori ed i clienti. Qui a La Ciarliana noi coccoliamo i nostri clienti che escono dalla nostra azienda soddisfatta. In questo senso abbiamo una marcia in più: noi italiani siamo autentici; per noi accogliere vuol dire abbracciare, includere i clienti che ci vengono a trovare, accogliendoli come se fossero degli amici che arrivano a casa nostra. 

Quali competenze considerate essenziali per avere successo nell’enoturismo?

Oltre alla conoscenza delle lingue e delle tecniche di produzione del vino, la capacità di comunicare efficacemente e di toccare il cuore degli ospiti: sono tutti elementi fondamentali. La passione traspare e diventa un punto di forza inconfondibile.

Come gestite i periodi di flusso variabile di visitatori durante l’anno? 

Utilizziamo i periodi di minore affluenza per formazione interna e preparazione della bella stagione successiva. Inoltre, siamo riusciti a destagionalizzare l’enoturismo offrendo attività che attraggono diversi tipi di clientela anche nel periodo invernale. 

Sara Passeri di La Ciarliana illustra un percorso di successo nell’enoturismo, dove l’autenticità e l’innovazione si fondono per creare esperienze indimenticabili. La loro storia è un esempio luminoso di come le aziende vitivinicole possono evolvere e prosperare, rispettando la tradizione ma anche abbracciando il nuovo.