“Questo è un momento dove la mia parola d’ordine è prestare attenzione, essere attenti e riflessivi con grande pazienza e fiducia”.

Durante le nostre avventure siamo capitati in uno dei luoghi più suggestivi dell’incredibile terra siciliana, l’agrigentino, e più precisamente a Contrada Favarotta a Campobello di Licata dove la terra è bianca.
È in questa terra, dove è il gesso bianco a dare il colore al paesaggio, che si trova Cristo di Campobello, l’azienda vitivinicola della famiglia Bonetta.

Non è la prima volta che veniamo a trovare Carmelo e suo papà Angelo, ma questo non ha diminuito l’emozione di arrivare in un luogo che riteniamo, per tanti aspetti, unico.
Al Baglio di Cristo di Campobello si respira un’aria mistica. Aldilà, infatti, dei credi religiosi o meno, la storica presenza del Cristo ligneo tra le vigne dell’azienda, costante meta di pellegrinaggi, conferisce a questo luogo, inevitabilmente, un’aurea particolare, assolutamente unica.

Se a questo si aggiunge l’entusiasmo contagioso di Carmelo e la straordinaria lucida saggezza di Angelo, venire al ‘Cristo’ significa andare ben oltre la normale visita a un’azienda vitivinicola.
E questo è il privilegio di chi lavora nel mondo del vino dove le persone, i luoghi, i prodotti rappresentano valori che spesso vanno ben aldilà di quelli riscontrabili in altri comparti produttivi.
C’è solo un grande nemico quando si entra in un’azienda vitivinicola, e questo diventa ancor più grande quando ci si trova in Sicilia: il tempo.

Quando, infatti, gli ingredienti sono luoghi bellissimi, persone generose, affabili, e prodotti pieni di personalità, vorresti poter fermare il tempo.
La Sicilia è unica: non è solo questione di bellezza dei paesaggi, del mare, del patrimonio gastronomico infinito, è soprattutto l’atmosfera nel suo complesso che ti sconvolge la vita, ti fa ribaltare le gerarchie.
Se arrivi affannato, pieno di pensieri e preoccupazioni, su quest’isola succede sempre qualcosa di assolutamente imprevedibile: le ansie ti abbandonano ed entri in uno stato di incredibile benessere.
La Sicilia è terapeutica.

Questa divagazione emotiva viene facile scrivendo di Cristo di Campobello perché qui quell’atmosfera ti pervade già guardando dal finestrino dell’auto il paesaggio che ti circonda. E quando arrivi al grande cancello che si apre tra quei verdi filari di vigne impiantati su quella terra così bianca che con il riflesso del sole quasi ti impedisce di tenere gli occhi aperti, che dire, puoi solo essere felice.

Ma Cristo di Campobello racconta anche un’altra storia che è importante da sottolineare, cioè l’operosità, il coraggio, la forza di un’azienda, di una famiglia di superare anche gli ostacoli più difficili, quelli che talvolta potrebbero apparire insormontabili.

Incontrando Carmelo, non c’è volta che lui, giustamente, non ricordi suo fratello Mimmo, scomparso improvvisamente nell’agosto del 2015.
In quel ricordo non c’è ‘solo’ il racconto di un lutto ancora non superato, ma il voler ribadire il grande impegno quotidiano per cercare di sopperire a una mancanza così importante per la sua azienda.
Fin dalla sua nascita vent’anni fa, Cristo di Campobello si è definita un’azienda agrigentina “messa a dimora da tre padri di famiglia”. I padri di famiglia sono rimasti in due, ma Mimmo è sempre lì a dare il suo supporto e questa, credeteci, è ben lontana dall’essere un’affermazione retorica.

Ma torniamo alla nostra visita, che ci ha consentito, questa volta, enologicamente parlando, di approfondire la conoscenza di un vitigno che finalmente sta ricoprendo il ruolo che merita nell’olimpo dell’eccellenza vitivinicola ‘bianca’ italiana: il Grillo.

Siamo riusciti, grazie alla disponibilità di Carmelo ed Angelo, a degustare alcune annate di Grillo a partire da un memorabile LaLùci 2009 che ci ha letteralmente stesi. Una testimonianza perfetta non solo di quali vertici qualitativi si possono raggiungere con questo vitigno ma anche la sua incredibile potenziale longevità.

Il Grillo nasce nella Sicilia agrigentina – ci racconta Carmelo – proprio qui a Favara nel 1874 dall’incrocio tra Zibibbo e Catarratto. Per noi è una varietà fondamentale che studiamo da tanto tempo per capire anche le sue diverse espressioni in relazione ai nostri cru. Si tratta, infatti, di un vitigno fortemente sensibile al sito produttivo ed è per questo che si possono trovare diversissime espressioni del Grillo in relazione al terroir di provenienza”.

Quanto ci ha raccontato Carmelo rispetto al Grillo ci ha fatto subito pensare alla necessità di preservare e valorizzare al meglio i valori di questo vitigno per evitare pericolose derive subite, ad esempio, dal Nero d’Avola dove non sempre si è riusciti a dare il giusto senso alle diverse ‘anime’ in relazione ai luoghi di origine produttiva.

Riuscire a spiegare le diverse identità del Grillo oggi è fondamentale per garantirgli il giusto prestigio, la corretta reputazione.
Qui, nella terra bianca del Baglio del Cristo, il Grillo parla una lingua fortemente legata a questo territorio ma al tempo stesso capace di farsi capire nel mondo.
Usciamo dal Baglio con il sole che sta quasi tramontando. Non siamo mai stati così felici di essere in ritardo.


Che cosa abbiamo imparato da Carmelo Bonetta

La gioia nei suoi occhi quando ha visto la nostra auto arrivare nel parcheggio dell’azienda: Carmelo era pronto ad accoglierci con la sua prima domanda: “Siete sicuri che non possiamo poi andare a
pranzo assieme?”.

Carmelo è una persona seria, preparata e di cuore. Pur avendo un’ esperienza lunghissima nel mondo del vino, dedica molto tempo allo studio, all’approfondimento, alla formazione.
E le sue riflessioni non sono mai banali, ma sempre frutto di una attenta analisi e di una maniacale cura per i dettagli. Prestare attenzione a tutto è il mantra quotidiano.
Ci verrebbe da dire che Carmelo riesce a mettere in pratica quel metodo e quella disciplina che determinano il successo delle nostre azioni, e lo fa con apparente spontaneità.
Tra gli abitanti del Wine Village abbiamo intercettato il Costruttore.

E poi è arrivato il papà Angelo, reduce da una mattinata lunga ed intensa, ma che ha voluto esserci a tutti i costi per conoscerci e scambiare alcune chiacchiere con noi. Di lui possiamo solo dire che ci ha colpito la curiosa attenzione e la sua innata capacità comunicativa. Due occhi che hanno visto molto, ma che non si stancano di guardare e di metterci del proprio.

Se il mondo del vino sta passando un periodo difficile è anche perché non ci sono più persone che, come Angelo, si mettono con autentica disponibilità a servizio di un progetto e si prodigano senza fretta o superbia, immaginando ancora scenari futuri con l’entusiasmo di un bambino.
Tra gli abitanti del Wine Village ho intercettato il Capo del Villaggio.

Informazioni su enoturismo:

  • Azienda

    Cristo di Campobello
  • Orari

    Lun.-Ven. alle 10.30 oppure 16.00
  • Indirizzo

    Contrada Favarotta S.S. 123 km. 19, 92023, Campobello di Licata (AG)

  • Contatti

    E-mail: mail@cristodicampobello.it
    Tel: 0922883214

  • Accoglienza

     Non offre servizio di ristorazione

  • Attività proposte

    Panoramica dei vigneti, tour in cantina con spiegazione delle fasi di produzione, degustazione finale