Abbiamo incontrato Emanuela Epiri, Amministratore unico di Almapro srl di Bologna,� che da anni si occupa dei mercati nord europei.
Manuela ha una profonda conoscenza delle dinamiche di questi mercati e le abbiamo rivolto qualche domanda.

Da quanto e come ti sei avvicinata al mondo del vino?
Mi occupo di mercati del nord Europa da circa 15 anni, prima mi occupavo di un altro settore ma sempre curando le relazioni con la Scandinavia. Sono approdata al vino in maniera quasi casuale e sono stata da subito agevolata perch� parlavo tedesco, danese, norvegese e svedese. Sapere le lingue � molto importante, soprattutto per poter gestire fino in fondo le relazioni con gli addetti ai lavori.

Quali sono oggi i principali mercati di cui ti occupi?
Germania, Scandinavia, Canada e Inghilterra.

Che cosa pensi sia importante fare per migliorare l�immagine del vino italiano nei tuoi mercati?
C�� una cosa fondamentale che accomuna tutti i mercati: vendere i vini e presentarli per quello che sono. E� importante evitare mistificazioni e truffe di cui tutti siamo a conoscenza e che danneggiano tutti i produttori italiani che lavorano quotidianamente con fatica e con onest�.
Se tutti lavorassimo in modo “corretto” io sono certa che i vini italiani potrebbero “farla in barba” ai francesi, e a tutti i maggiori competitor. I vini italiani hanno una qualit� al di fuori di ogni logica commerciale.
Il vino italiano potrebbe addirittura vendersi da solo.

Cosa consigli di fare ai produttori per incrementare i mercati che tu segui?
La loro presenza � fondamentale. L�importatore va affiancato in un percorso di promozione che si studia assieme e magari coinvolge anche altre figure professionali. L�importante � presidiare il mercato, altrimenti ti sfugge molto velocemente e rimane patrimonio di altri competitor.

Quanto conta per te un buon giudizio della critica di settore per emergere nel mercato europeo?
La critica conta ancora molto soprattutto nei mercati svedese e norvegese dove c�� il monopolio. Ha una sua autorevolezza e valenza che � ancora difficile da scardinare.
Mentre le denominazioni e i brand, dalla mia esperienza, non sono pi� cos� importanti come un tempo.

In che modo selezioni le aziende che poi rappresenti nei tuoi mercati?
Il primo � un approccio “di pancia” , si deve creare una relazione autentica tra me, il produttore e i suoi prodotti. Per un nuovo cliente tu importatore devi diventare un confidente, il produttore deve nel tempo fidarsi ed affidarsi al proprio importatore. Questo ovviamente non � un percorso che si fa dall�oggi al domani ma va costruito nel tempo, le garanzie reciproche arrivano solo con la conoscenza e con la frequentazione. I piani di sviluppo non a caso si fanno triennali, e secondo me questo � un tempo minimo per creare una buona sinegia con il produttore.

Come � cambiata la conoscenza del vino dei consumatori nei tuoi mercati negli ultimi anni?
C�� stata una evoluzione impressionante, i consumatori hanno una conoscenza teorica enorme, direi quasi superiore a quella di noi operatori talvolta. Noi li sottovalutiamo. Sono preparatissimi su terroir, vitigni e uvaggi. Sta a noi il compito di traghettarli e di accompagnarli dalla loro conoscenza teorica alla piacevolezza di un bicchiere.

Quali sono i tuoi vini preferiti?
Amarone in primis. Poi mi piacciono i grandi rossi toscani, non disdegno un buon prosecco e poi direi che ogni uvaggio ben fatto ha il suo perch� se per� devo scegliere due regioni direi Veneto e Toscana.


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