Quali sono a suo avviso le potenzialit di sviluppo dei vini italiani nel mercato norvegese?
Lavorando da alcuni anni in Norvegia, mi sono accorto che i vini italiani stanno conquistando un po alla volta il mercato scandinavo, in particolare gli italiani hanno la meglio sul mercato dei rossi.
Quando sono arrivato qui qualche anno fa, i leader di mercato erano i rossi spagnoli. Si tratta di un mercato sicuramente complesso in entrata, molto conservatore inoltre c il monopolio.
Ritengo che i migliori importatori stiano facendo un buon lavoro, e stiano selezionando attentamente i loro vini.
Mi verrebbe da dire che oggi Piemonte, Veneto e Toscana stanno ottenendo i migliori risultati in termini di vendite. Molti apprezzano il Barolo mentre il Barbaresco si trova leggermente pi indietro e viene a volte dimenticato; il Valpolicella Classico e il Ripasso si adattano perfettamente al palato e al portafoglio dei norvegesi, con il loro ottimo rapporto qualit/prezzo; lAmarone sta avendo un buon riscontro ma viene spesso consumato troppo giovane; il Chianti e il Brunello hanno anchessi delle buone performance e piacciono agli esperti del settore. Sicilia e Puglia stanno crescendo lentamente. Qui non come in Francia, il paese da cui provengo, dove credo sia difficile trovare vini italiani e soprattutto trovarne di buoni, a meno di trovarsi in una grande citt. La maggior parte delle persone l acquista il vino al supermercato e spesso la selezione non proprio la migliore, per non dire che nessuno ti aiuta nella scelta. In Francia molti (anche se non tutti) acquistano vino francese. Il modo migliore per trovare vino italiano quello di andare da un “caviste” (sommelier) o nei ristoranti.

Secondo lei come potrebbero i produttori italiani ottenere migliori risultati sul vostro mercato? Ha qualche suggerimento?
Sicuramente avvicinandosi al consumatore finale, che rappresenta la chiave del mercato.
Non dovrebbero mai dimenticare che senza il consumatore, colui che si trova alla fine della catena, che stappa la bottiglia e la beve con gli amici o in famiglia, il produttore non esiste! Lavorare a stretto contatto con gli importatori per far capire i propri vini. Inoltre, essere lungimiranti, mantenendosi fedeli alla tradizione, ma cercando al contempo la modernit. Condividere con loro, rafforzare la relazione, organizzare degustazioni, educando il consumatore ai propri vini. E non dimenticare che nellEuropa latina la cultura del vino radicata nei nostri valori e nelle nostre tradizioni. In Scandinavia invece non ci sono vigneti ovunque, pi radicata la cultura della birra. Non tutti vedono il vino come componente del pasto, per alcuni rimane ancora una bevanda alcolica.
Quindi, consiglierei di produrre del buon vino, la qualit in bottiglia prima di tutto! C ancora molto da fare per quanto riguarda i vini bianchi italiani che restano in minoranza se confrontati con i vostri rossi. Cercate di promuoverli di pi!

Come valuta il rapporto qualit/prezzo dei vini italiani?
Come ho detto, quello norvegese un mercato difficile, a causa dei prezzi bassi e delle tasse alte, che tra laltro sono ulteriormente aumentate questanno. Una grossa fetta di mercato dominata dal vino sfuso, gran parte delle vendite nei negozi del monopolio in BiB (Bag in Box).
Molti cercano un prezzo basso per quantit elevate, cosa che non pu andar bene per un vino di buona qualit. C forte concorrenza, e qualche corona in pi o in meno sugli scaffali pu fare una grossa differenza.
Al momento il Valpolicella Classico e il Ripasso stanno avendo successo grazie al loro ottimo rapporto qualit/prezzo.
I vini di qualit superiore presentano anchessi un buon rapporto qualit/prezzo, ma vengono spesso presentati e promossi solo nei ristoranti.
Molte denominazioni e vini provenienti da zone meno conosciute devono ancora farsi conoscere.

Quali sono le qualit dei vini italiani che apprezza particolarmente?
La diversit e il terroir sono a mio parere fondamentali, io personalmente cerco loriginalit, la qualit e la ricchezza di un vino.
Ce ne sono cos tanti, ci sono cos tante denominazioni, e cos pochi vengono promossi.
Cerco un vino con cui mi sento in sintonia, che mi trasmetta emozioni tra gli ultimi che ricordo, in Sicilia occidentale, Marco De Bartoli, Antonino Barraco, Marilena Barbera, DonnaFugata, Planeta
Ai produttori mi sento di consigliare di concentrare gli sforzi sulla promozione.
Di fare in modo di costruire un bel sito internet, di sfruttare i social media e di collaborare con la gente, arrivando al consumatore finale.
Non crediate che sia facile vendere vino solo perch lo si produce!

Che consiglio si sente di dare ai produttori italiani che cercano di entrare nel vostro mercato?
Innanzitutto qualit, secondo prezzo, poi originalit. Anche un buon packaging, direi. Il monopolio e gli importatori dominano il mercato. Tenete sotto controllo le gare dappalto e partecipatevi.

Potrebbe raccontarci la sua esperienza nel settore del vino e sulla sua attuale posizione?
Sono originario della Francia sudoccidentale, nato tra la buona cucina, degli ottimi vini, e le sue contraddizioni. Fin da giovane ho sempre sognato il buon cibo.
Per quanto riguarda il mio percorso formativo, ho frequentato scuole alberghiere e mi sono formato come chef.
Negli anni, cogliendo varie occasioni di lavoro e sempre accompagnato dalla voglia di imparare, sono stato spinto fuori dalla cucina, a lavorare al ristorante, in sala. Ho fatto diverse esperienze in diversi contesti, dai ristoranti tradizionali a quelli pi sofisticati, in tutta Europa.
Da qualche anno lavoro qui in Norvegia come capo sommelier e direttore di cantina, e ora sono alla ricerca di nuove e stimolanti opportunit nel settore vitivinicolo.Ho ricevuto lattestato di Sommelier allAccademia Culinaria Norvegese, prendendo anche una specializzazione come Sake Sommelier.
Particolarmente appassionato, mi definisco un Wine Converter, un #winelover, amante del vino e del buon cibo. Creo contenuti, curo un blog VinDeling.com, scrivo di vino, cucina e viaggi sui social media, partecipo come giudice alle competizioni internazionali (International Wine Challenge), e curo delle rubriche per blog, siti e riviste.


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