I numerosi focus sui mercati internazionali, organizzati dal Consorzio di tutela del Soave nell�ultima edizione di Vinitaly, sono stati un�occasione straordinaria per capire le dinamiche di sviluppo, le problematiche di alcuni dei Paesi pi� interessanti sul fronte del wine business.
Tra questi vi � sicuramente la Russia. E parlare del mercato russo in un momento di cos� grandi tensioni anche a livello politico, con venti di guerra che spirano ormai sempre pi� forti, � stato un ulteriore motivo di interesse.
Ad illustrare le opportunit� e i limiti attuali del mercato dei vini in Russia vi erano: Aleksandr Mamedov, presidente di Rusimport, una delle maggiori societ� di importazione in Russia, 
Andrey Ushakov, responsabile di L-wine (Luding), Andrey Savchenko, direttore delle importazioni di AST International Environment, 
Vladislav Volkov, general manager, di Vinoterra
 e Anna Alekseyeva, consulente, residente da alcuni anni a Verona.
L�incontro � stato innanzitutto l�occasione per fare una cronistoria dell�evoluzione del mercato del vino in Russia. Le tappe fondamentali sono state: anni 60-70 consumi di vino attorno ai 15 litri pro-capite; met� anni 70 grande lotta all�alcolismo che influisce anche sui consumi di vino che precipitano a 5 litri pro capite; il declino dei consumi prosegue anche negli anni 80; il periodo 1991-96 con la fine dell�Unione Sovietica e l�apertura del mercato e la nascita dei maggiori importatori di vino attuali; nel 2005 il consumo pro-capite di vino in Russia raggiunge i 5 litri; nel 2006 la Russia mette al bando, per questioni politiche, le importazioni di vino da Georgia e Moldavia aprendo a vini provenienti da altri Paesi una straordinaria opportunit�; nel 2006 il nuovo sistema di certificazione blocca virtualmente tutte le importazioni; nel 2008 la crisi economica fa calare le vendite di vino tra il 20-50%; nel 2011 la nuova crisi dettata dal blocco delle licenze agli importatori; nel 2013 vengono proibite le pubblicit� a vini e a super alcolici sia online che offline, mentre vengono permesse pubblicit� solo nei punti vendita; nel 2014 la nuova crisi economica sta influendo notevolmente sui consumi di vino.
Se a queste tappe si aggiunge che quest�anno sta proseguendo il declino della popolazione russa che � scesa a 138 milioni di abitanti, una forte svalutazione del rublo, una iper-inflazione dei prodotti importati con prezzi cresciuti del 30% rispetto al 2013, � chiaro che anche per il mercato del vino la notte appare “abbastanza fonda”.
E sarebbe un vero peccato perch� l�export italiano di vino nell�ultimo decennio in Russia � cresciuto di oltre il 350% raggiungendo lo scorso anno un valore di circa 210 milioni di euro.
Senza dimenticare le potenzialit� di sviluppo considerando che attualmente il vino rappresenta solo il 7% del consumo di bevande alcoliche in Russia (la parte del leone la continua a fare la vodka con il 68%, seguita dalla birra al 22%) e il 41% della popolazione tra i 20 e i 44 anni beve vino occasionalmente. Sono le donne le principali consumatrici di vino e circa l�85% lo consuma a casa (solo l�8% nei ristoranti). I vini pi� generici vengono venduti nei piccoli supermercati vicini a casa o nei grandi supermercati (Metro, Auchan, ecc.).
Nonostante alcune notizie che ci erano giunte recentemente, allo stato attuale non � nessuna campagna governativa riguardo ad un miglioramento dello stile di vita abbinato anche ad un consumo moderato di vino (sicuramente la lobby della vodka � molto potente e si oppone a politiche di questa natura). I vini importati continuano ad essere oggetto del 20% di tasse di importazione e 18% di Vat. La burocrazia russa riesce ad essere peggiore della nostra, ed � tutto dire. Le vendite di vino online sono tuttoggi non autorizzate in Russia.
Dobbiamo essere allora pessimisti sul futuro? Secondo i relatori russi intervenuti qualche spiraglio di speranza si deve averlo ed � legato, in particolare, alla continua apertura di wine shop nella maggiori citt� russe, l�aumento delle trasmissioni e dei media dedicati al food and beverage, alle affinit� culturali tra Russia e Italia che continuano ad essere molte e potrebbero agevolare il futuro del vino italiano in questo grande Paese�.guerre permettendo.


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