CGA di NielsenIQ – la società di consulenza internazionale nel mercato del food&beverage con sede a Chicago, Illinois – ha analizzato il panorama della consumazione fuori casa nella città di Milano fornendo una fotografia completa dei luoghi di consumo. 

L’indagine – effettuata in collaborazione con Jakala, l’azienda di supporto specializzata in analytics, digital e technology – ha fornito un dettaglio anche su Roma, Torino e Firenze. 

Milano:

La metropoli Lombarda viene spesso considerata il cuore pulsante della socializzazione, del divertimento e della nightlife italiana e, per questo motivo, conta un totale di 12.418 locali spalmati sull’intera città. 

  • 4.956 bar: il 50% dedicato alla prima colazione, il 27% specializzato principalmente nel pranzo, il 16% si occupa della cena ed il 7% si focalizza sull’offerta di aperitivi.

    A livello geografico, CGA di NIQ rileva che il 42% dei bar si trova in aree periferiche, il 35% è posizionato in zone semicentrali ed il 20% è collocato, invece, nel centro città.
    Un particolare menzione è stata fatta per i locali serali, che costituiscono il 58% della totalità e di cui più della metà si trovano in zone semicentrali.
  • 6.081 ristoranti: i locali riservati alla cena costituiscono il 57% della totalità mentre il restante 34% si dedica invece al pranzo. Inoltre, la metà esatta dei ristoranti milanesi offre piatti della cucina italiana e il 2% propone esperienze culinarie di livello premium, riservate a consumatori che desiderano sperimentare percorsi gastronomici di qualità.
  • 798 strutture ricettive tra hotel e B&B che rappresentano, rispettivamente, l’81% e il 19%. Il 2,5% degli hotel non solo è di fascia alta e offre esperienze di lusso, ma 2/3 di questi si collocano, strategicamente, nel centro città. 

Daniel Cardaciotto – On Premise Sales Leader Italia di CGA di NIQ – ha dichiarato che: “Milano è una città in cui l’eccellenza del Food&Beverage incontra l’ospitalità e attraverso la Guida Horeca (Outlet Index) è possibile scoprire tutto il suo potenziale, nonché le curiosità che caratterizzano l’offerta di locali in estremo dettaglio. Infatti, conoscere i diversi punti di consumo a livello iper-locale è un valore aggiunto per gli operatori del settore, così che possano indirizzare al meglio le proprie strategie. La Guida Horeca permette sia di accedere ad una visione macro a livello Paese sia di valorizzare la micro-territorialità nelle singole città e quartieri”.

Torino:

Il capoluogo Piemontese conta in totale 6.500 locali tra bar, ristoranti italiani e pizzerie. 

Risulta interessante constatare che circa la metà della totalità dei luoghi di ristoro sono bar, superando la percentuale di Milano dove, invece, numericamente dominano i ristoranti. 

  • 3.300 bar di cui: il 49% sono bar tradizionali o caffetterie, mentre il 27% sono bar multifunzionali. 

Roma:

La città eterna detiene il record assoluto per numero di locali, arrivando a 20.200 e posizionandosi al vertice della lista dei comuni italiani per presenza di punti di consumo. 

Firenze:

La città del Donatello e del Michelangelo pone il suo focus sui ristoranti che costituiscono il 50% dei locali presenti nel capoluogo Toscano. Seguono bar, strutture ricettive e punti vendita come gastronomie, panetterie, rosticceria, etc. 

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