La Germania è sempre stato il destinatario principale delle esportazioni di vino italiano, in primis per la vicinanza, in secondo luogo perché l’immagine dei prodotti Made in Italy ha da sempre suscitato grande interesse e fascino in questo Paese.

Tuttavia, la grande sensibilità al prezzo riscontrata nei consumatori tedeschi, ha fatto sì che la percezione del vino italiano fosse prettamente legata a vini di primo prezzo, effettuando scelte d’acquisto meramente in base al costo più basso. 

Ma com’è cambiato il posizionamento dei vini italiani a causa della pandemia?

La testimonianza dei buyer tedeschi, grazie all’intervista di Michèle Shah ideatrice del marchio Speedtasting, ci conferma un mercato tedesco del vino ancora in fase di ripresa, ma più attento alla qualità dei vini italiani

“Il vino italiano ha subito una ricaduta d’immagine a causa delle importazioni di vino di bassa qualità” – afferma l’importatore Andreas Rexin di Weine & Spirituosen  ad Amburgo – “tuttavia ho notato che l’immagine dei vini italiani è migliorata parecchio ed io stesso cerco di convincere i clienti della grande varietà dei vini italiani. Abbiamo notato che anche i produttori si stanno orientando a produrre meno, ma con una qualità maggiore”.

Con un 30% dei ristoranti destinati a chiudere, secondo quanto riportato dall’agenzia Emily Albers PR International, il fenomeno della premiumisation è stato principalmente trainato dalle vendite avvenute nei retail shops, negli e-commerce online e nei supermercati i quali hanno incrementato la varietà e la qualità dei vini offerti. 

“I supermercati ed i negozi online hanno avuto la meglio in questa pandemia, in quanto vi è stata una richiesta sempre maggiore di vini di qualità a causa della chiusura dei ristoranti. Se prima la spesa media per una bottiglia di vino era sotto i 5 euro, ora sono i vini compresi nel range 5-8 euro ad essere maggiormente richiesti”. 

Una maggior attenzione alla qualità, sia da parte dei consumatori che degli importatori tedeschi, è stata testimoniata anche dall’agenzia Goldhahn & Sampson GmbH di Berlino : il nostro obiettivo è quello di trovare il prodotto più pregiato proveniente dai produttori più interessanti, abbiamo  infatti in catalogo circa 600 tipologie di vini artigianali da produttori che sposano la filosofia dell’artigianalità e con una storia da raccontare”. 

Un quadro tutto sommato positivo per il vino italiano sul mercato tedesco e siamo certi che il trend di premiumisation e riqualificazione del vino italiano, possa continuare anche una volta rientrata l’emergenza, se le cantine saranno in grado di cogliere queste opportunità presentate dai cambiamenti dettati dalla pandemia. 

A tal proposito, secondo quanto riportato dagli importatori intervistati, i consigli per le cantine italiane si possono così sintetizzare: 

  • diversificare la propria distribuzione attraverso più canali, in particolar modo nel retail, nei supermercati e tramite gli shops online;
  • cercare di non fare riferimento ad un agente unico, bensì ricercare relazioni in tutte le città più importanti, soprattutto canale retail, in quanto il mercato tedesco è fortemente diversificato da lander e lander;
  • mantenere con loro una comunicazione continua, volta trovare soluzioni comuni e proattive per consolidare il lavoro una volta che la pandemia sarà rientrata.