La Polonia scala le posizioni della classifica dei mercati più attrattivi a livello mondiale, dove il vino è ormai una tendenza dominante e le possibilità di business sono aumentate in modo esponenziale negli ultimi anni. Secondo il rapporto sull’attrattività dei mercati Wine Intelligence Global Compass 2020 la Polonia ha scalato nove posizioni nell’arco dell’ultimo anno ed è diventata il quinto mercato al mondo. 

Cosa sta favorendo questa crescita?

La crescita del Paese dell’Est è sicuramente un processo graduale iniziato già con le prime previsioni favorevoli nel 2017, sia in termini di benessere economico che di prospettive per il consumo del vino. La Polonia sta dimostrando di essere il Paese europeo in più rapida crescita con un tasso di incremento annuo del PIL del 4,3% e sta diventando sempre più influente nel contesto delle istituzioni europee. L’importante salto nella classifica può dunque essere attribuito a diversi fattori di carattere economico, ma principalmente ad un flusso di reddito disponibile e all’aumento del consumo del vino da parte della popolazione polacca. 

Il Covid-19 avrà certamente un impatto negativo sull’economia polacca ma è previsto in misura minore rispetto alle sue controparti europee. Il Fondo Monetario Internazionale prevede una riduzione del PIL del 4,6% in Polonia, mentre nello stesso periodo prevede un calo del 7% in Germania, del 7,2% in Francia, dell’8% in Spagna e del 9,1% in Italia.

I sondaggi di Wine Intelligence mostrano che circa 15 milioni di persone – poco meno della metà dei 32 milioni di adulti in Polonia – bevono vino almeno due volte all’anno. Sebbene il numero totale di consumatori di vino sia rimasto relativamente stabile negli ultimi anni, questi hanno dimostrato di bere vino più frequentemente.

Secondo l’IWSR, il consumo di vino fermo ha registrato un tasso di crescita annuo del 3,4% dal 2015 al 2019. Il vino fermo importato registra un totale di circa 117 milioni di litri – un volume molto simile ad altri mercati europei come Danimarca, Svizzera, Svezia o Belgio. Tuttavia, la differenza è che in tutti questi altri mercati c’è una crescita del volume pari a zero o negativa per il vino fermo importato. Inoltre, il consumo pro capite di vino fermo in Polonia è di soli 4 litri l’anno, contro i 39 litri in Svizzera, 33 litri in Danimarca o 29 litri in Germania, sottendendo ampi margini di crescita.

I consumatori di vino in Polonia sono in genere più giovani e più desiderosi di scoprire di più questo prodotto e poiché l’economia in questo Paese continua ad espandersi relativamente velocemente, così fa di conseguenza il potere d’acquisto. La Polonia si sta dunque dimostrando un’opportunità interessante per brand internazionali non convenzionali: questo è uno dei pochi mercati in Europa in cui non dominano vini di origine esclusivamente europea come Francia, Italia o Spagna. Gli Stati Uniti e il Cile sono invece i principali Paesi di origine che riforniscono il mercato polacco.

Ciò fa sì che la Polonia sia a tutti gli effetti oggi da considerare un forte mercato di opportunità.