Il conto alla rovescia è iniziato: il 1° febbraio 2025 segnerà l’entrata in vigore del nuovo regime di tassazione degli alcolici nel Regno Unito, una riforma che molti temono possa rappresentare un duro colpo per l’intero settore vinicolo. Hal Wilson, titolare di Cambridge Wine Merchants (uno dei più importanti grossisti e commercianti indipendenti di vini e distillati pregiati del Regno Unito) e voce autorevole del commercio vinicolo, non nasconde la sua frustrazione e, dalle pagine del magazine britannico The Buyer, lancia un appello disperato alla mobilitazione contro le politiche del Governo che descrive come influenzate da una visione proibizionista e anti-alcool.

“Stiamo esaurendo il tempo per una soluzione politica a questa crisi nel nostro settore e aspettarsi qualcosa di meglio dall’attuale Governo è pura fantasia,” afferma Wilson, evidenziando come il mancato intervento definitivo sugli alleggerimenti fiscali per i vini con gradazione alcolica tra l’11,5% e il 14% sia non solo sorprendente ma anche terrificante.

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Inizialmente, il settore vinicolo aveva accolto con ottimismo l’apertura del Governo all’idea di rendere permanente l’alleggerimento delle tasse. Tuttavia, la decisione di non procedere in questa direzione, come sottolinea un membro prominente della Wine and Spirit Trade Association (WSTA), “sancirà il destino di molte imprese che scompariranno a causa di questa scelta governativa di proseguire con un nuovo regime daziario costoso, complesso e burocratico”.

Il dibattito si intensifica ulteriormente alla luce delle informazioni condivise da Gavin Quinney di Chateau Bauduc, secondo cui le politiche di Rishi Sunak, attuale Primo Ministro, sarebbero state fortemente influenzate da un rapporto chiamato “Pour Decisions”, redatto dalla “Social Market Foundation” (SMF) e finanziato dall’”Institute of Alcohol Studies”, il quale a sua volta riceve cospicui contributi dalla fondazione proibizionista “Temperance Alliance House”.

“Brexit potrebbe offrire l’opportunità per una significativa riforma del sistema di tassazione degli alcolici nel Regno Unito, permettendo la creazione di un regime fiscale più razionale ed efficace,” si legge nel rapporto della SMF. La fondazione enfatizza come tali cambiamenti, potrebbero finalmente considerare gli effetti sulla salute pubblica, un obiettivo mai inserito precedentemente nel sistema di dazi sull’alcol.

Miles Beale, direttore generale della WSTA, ha criticato aspramente le affermazioni di Gareth Davies, Segretario al Tesoro, sottolineando le incongruenze nella decisione di eliminare gli alleggerimenti mantenendo al contempo molteplici aliquote fiscali per diversi tipi di alcolici dello stesso grado alcolico.

L’approccio del Governo che sembra ignorare le numerose consultazioni con l’industria delle bevande alcoliche, dimostra una continuità preoccupante con le indicazioni presenti nel rapporto SMF, rafforzando l’idea che le politiche attuali possano essere il risultato di una volontà desiderata piuttosto che un mero errore burocratico.

I think tank di Tufton Street (storica strada di Westminster a Londra in cui hanno sede una serie di lobby e think tank legate a gruppi conservatori di destra, ndr) sono stati molto influenti nello sviluppo delle politiche legate alla Brexit” continua Wilson, indicando come queste organizzazioni abbiano avuto un accesso preferenziale ai Ministeri, contribuendo a definire politiche che ora si rivelano particolarmente gravose per il settore.

Con il tempo che stringe e un Governo apparentemente sordo alle esigenze del settore, Wilson chiama a raccolta il settore vinicolo e i politici, in particolare il Partito Laburista, a riconsiderare e distanziarsi da politiche giudicate anti-imprenditoriali e dannose. “Dobbiamo fare pressione affinché i nostri rappresentanti comprendano come è stata concepita questa politica e perché sia essenziale adottare un approccio di buon senso, prolungando l’attuale alleggerimento fiscale,” conclude Wilson, con un appello che risuona come un ultimo grido di battaglia per salvare un’industria già in difficoltà.