Il 2024 segna una svolta nel mercato globale del vino da collezione: gli Stati Uniti superano Hong Kong per vendite all’asta, l’Europa recupera centralità e l’Asia resta strategica. Con una distribuzione geografica più equilibrata che mai e un interesse crescente, Sotheby’s ridisegna la mappa del collezionismo enologico mondiale.

Il 2024 ha segnato un cambio di paradigma nel mercato globale del vino e degli spirits da collezione. A dominare la scena sono gli Stati Uniti, che hanno raggiunto 28 milioni di dollari di vendite all’asta di vini pregiati tramite Sotheby’s, superando Hong Kong, ferma a 14 milioni. È la prima volta in dieci anni che accade, e non si tratta di un caso isolato. Gli acquirenti americani sono raddoppiati rispetto al 2023, mentre il mercato europeo torna centrale, con la Francia che raggiunge la stessa quota di Hong Kong.

Secondo il “Wine & Spirits Market Report 2024” di Sotheby’s, la distribuzione geografica degli acquirenti di fine wine è oggi equamente suddivisa: il 32% proviene dall’Asia, il 35% da EMEA (Europa, Medio Oriente, Africa) e il 33% dalle Americhe. Un equilibrio senza precedenti, segnale evidente della crescente globalizzazione del collezionismo enologico.

aste vini pregiati per nazione

Nonostante il sorpasso degli USA, l’Asia resta strategica. Hong Kong guida la classifica con 14 milioni, seguita da Singapore e Cina continentale (4 milioni ciascuna), Taiwan (3 milioni) e Malesia (1 milione). La sorpresa è il Giappone, grande consumatore di vini pregiati ma assente dalla top ten dei compratori di Sotheby’s.

Tuttavia, il Giappone si prende la scena nel settore spirits. La bottiglia più costosa del 2024 è un Karuizawa 1960 da 52 anni, venduta per 372.684 dollari a Hong Kong. A seguire Yamazaki, The Macallan e Van Winkle. Karuizawa ha piazzato cinque lotti nella top 10, scalzando i brand storici. Nonostante ciò, The Macallan si conferma al vertice come marchio più venduto (18% delle vendite spirits), seguita da Karuizawa (17%) e Moutai (15%).

Il report evidenzia anche l’ascesa di whisky americani come Pappy Van Winkle, che ha più che raddoppiato la propria quota e raggiunto 7 milioni di dollari di vendite solo negli Stati Uniti. Da segnalare anche la vendita record di una bottiglia di Old Rip Van Winkle per 125.000 dollari.

Il 2024 ha anche registrato il debutto delle aste in Svizzera (Ginevra) e nuove iniziative logistiche, come il potenziamento dei magazzini a New York e i progetti di storage in Francia. Sotheby’s mira così a diventare il primo provider integrato a livello mondiale per vino e distillati da collezione.

Sul fronte vino, la Borgogna resta in testa: 34% del valore totale delle vendite, con protagonisti assoluti Domaine de la Romanée-Conti e Hospices de Beaune, che insieme rappresentano il 36% delle vendite globali. Bordeaux, un tempo regina, si ferma al 15%, mentre emergono California, Spagna e Italia, ormai stabilmente tra le regioni più performanti.

Il mercato 2024 ha quindi tracciato una nuova mappa globale, dove le logiche di esclusività si mescolano a una crescente accessibilità. Le aste sono sempre meno feudo di pochi e sempre più spazio di dialogo tra continenti, gusti e generazioni.


Punti chiave:

  1. Gli USA superano Hong Kong per la prima volta in dieci anni nelle aste Sotheby’s, raggiungendo 28 milioni di dollari in vendite di fine wine.
  2. Distribuzione globale più bilanciata: 32% Asia, 35% EMEA, 33% Americhe. Un equilibrio mai visto prima, indice della crescente globalizzazione del settore.
  3. L’Asia resta centrale, con Hong Kong in testa, ma il Giappone emerge nel settore spirits, dominando con Karuizawa tra le bottiglie più preziose.
  4. Borgogna leader assoluta del vino, mentre Bordeaux cala drasticamente. Crescono California, Italia e Spagna nelle preferenze dei collezionisti.
  5. Espansione logistica e nuove sedi d’asta (come Ginevra) confermano la strategia globale di Sotheby’s per diventare punto di riferimento unico nel settore.