Nella cornice del wine2wine, l’appuntamento dal titolo “La parola agli agenti del vino italiani, quelli che ogni giorno accettano la sfida di vendere vino nel nostro Paese” si apre con l’intervento di Lorenzo Righi, direttore di Club Excellence, società cooperativa costituita dai maggiori distributori italiani, nonché direttore commerciale dell’azienda Dal Forno Romano.
Righi entra subito nel vivo della questione: “non possiamo non essere profeti in patria, la reputazione la acquisiamo in primis a casa nostra, è una pura illusione l’idea di lasciar perdere casa nostra e pretendere di avere successo a livello internazionale”.
Non possiamo permetterci di abbandonare fette di mercato in Italia, visto che dati alla mano non siamo in grado di bere tutto ciò che produciamo. E’ necessario recuperare il target giovane e aumentare gli investimenti sul mercato interno.
“Come diceva Seneca, chi vuol stare dappertutto, non sta da nessuna parte” ed è questa la filosofia di Righi: “non paga lavorare per 60 cantine, bisogna concentrarsi su poche ma buone”. La pianificazione è un altro aspetto troppo spesso sottovalutato, è fondamentale capire cosa posso vendere e a chi, l’improvvisazione è una “spada di Damocle”. Strategia, pianificazione e controllo analitico sono le tecniche necessarie per sviluppare il business. “Per diventare il primo della fila, la fila bisogna farla” questo è il mantra di un agente affermato.
“Il tema dei pagamenti è un altro cruccio che attanaglia gli agenti del vino, ma attualmente si può fare selezione tra buoni e cattivi pagatori?” Fabio Piccoli si rivolge a Righi ponendogli lo spinoso interrogativo. “Negli ultimi anni” afferma Righi “i pagamenti si sono allungati in media di 10 giorni, ciò non è positivo. La media italiana arriva addirittura a 105 giorni, queste tempistiche non possono essere sostenute né dagli importatori né dai distributori. Non ci si può più permettere una situazione simile”.
La chiusura riprende e riformula la domanda iniziale: “credete nelle potenzialità del vino in Italia?”; la risposta è unanime: “tantissimo”.












































