Milano ha ospitato, presso l’Hilton Milan, un importante evento dedicato al Pinot Grigio delle Venezie DOC, un incontro che ha messo in luce le prospettive future e le strategie di mercato per questa denominazione che rappresenta il cuore vitivinicolo del Nordest italiano. Organizzata dal Consorzio Tutela Vini DOC delle Venezie in collaborazione con Ismea, la conferenza stampa ha riunito operatori del settore, aziende e media per una riflessione condivisa sui successi ottenuti e sulle sfide future.

In apertura, Albino Armani, Presidente del Consorzio DOC delle Venezie, ha sottolineato l’importanza di questa denominazione che, a sette anni dalla sua costituzione “produce l’85% del Pinot Grigio Italiano – e il 43% di quello globale – e si contano 25.000 ettari vitati a Pinot Grigio potenzialmente destinati alla DOC Delle Venezie, con una produzione di 240 milioni di bottiglie/anno e una filiera produttiva rappresentata da 6.141 viticoltori, 575 imprese di vinificazione e 371 imprese di imbottigliamento”.

Il Presidente ha inoltre ricordato che, nonostante un generale calo nel consumo di vino, la DOC si distingue per un trend di crescita lieve ma costante, sia in termini di volumi che di valore, a differenza di altre denominazioni. In particolare, nel 2023, il Pinot Grigio DOC delle Venezie ha segnato un risultato positivo in un anno decisamente difficile, con quasi 5 milioni di bottiglie vendute in più rispetto all’anno precedente, raggiungendo un totale di 1.661.384 ettolitri imbottigliati nell’arco dell’anno.

Durante l’evento, Fabio Del Bravo, Direzione Filiere e Analisi dei Mercati di ISMEA, ha presentato un’indagine dettagliata sulla produzione di vino in Italia. Partendo dai dati dal 2014, ha evidenziato non solo un calo del 23,2% nell’ultima annata ma anche un aumento significativo dell’importanza dei vini a Indicazione Geografica (IG), che sono cresciuti dal 65% al 78% del totale in dieci anni. L’analisi ha anche rivelato un aumento marcato dei vini bianchi negli ultimi dieci anni, saliti dal 47% al 62%, con un’accelerazione dal 2021 che riflette i cambiamenti nei gusti dei consumatori. Inoltre, nonostante un contesto globale di contrazione degli scambi, le esportazioni di vino italiano hanno resistito bene, anche rispetto a concorrenti storici come Francia e Spagna. Da sottolineare è il notevole aumento dell’importanza delle DOP che sono cresciute dal 35% al 59% in volume e dal 52% al 67% in valore, segno di una crescente predilezione dei consumatori per prodotti certificati. Focalizzandosi sulla DOC delle Venezie, questa denominazione occupa il secondo posto tra le prime 20 denominazioni italiane, con il 10% del volume totale, dietro solo alla DOC Prosecco e rappresentando il 70% del volume nazionale. Lo studio di Ismea, aggiornato a marzo 2024 e basato su un campione rappresentativo, ha rilevato un’alta adesione all’agricoltura biologica e a certificazioni di sostenibilità (come SQNPI, Equalitas e ViVa) e un crescente numero di aziende interessate a seguirne il percorso in futuro.

La DOC del Pinot Grigio delle Venezie dimostra un forte orientamento verso l’export, con il 94% delle aziende campionate che esporta il proprio prodotto all’estero. Tra queste, il 24% esporta oltre il 90% della propria produzione. Il Nord America emerge come principale mercato di destinazione, accogliendo il 58% dell’export, seguito dall’Europa con il 52%, mentre Asia, Africa e Sud America occupano posizioni minori. Gli Stati Uniti si confermano come il paese più servito, seguiti da Regno Unito e Germania, con significative esportazioni anche verso l’Est Europa, Canada, Cina e Giappone. Per quanto riguarda i canali di distribuzione, Horeca e grossisti sono preponderanti, ciascuno al 48%, seguiti dalla grande distribuzione organizzata (GDO) al 42%, che ha registrato il maggiore incremento di vendite nell’ultimo anno. I negozi specializzati e le vendite online completano il panorama, rispettivamente al 27% e al 15%.

Al termine della presentazione di Ismea, è seguita una discussione costruttiva per definire strategie promozionali comuni e identificare opportunità di miglioramento.

Percorsi futuri: sfide e prospettive nell’export del Pinot Grigio DOC delle Venezie

La conferenza ha visto anche la partecipazione di figure di spicco come Matteo Zoppas, Presidente ICE, e Augusto Reggiani, Gabinetto del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, che hanno ribadito l’importanza delle iniziative volte a promuovere il Made in Italy e a combattere il fenomeno dell’Italian sounding, cruciale anche per il settore vitivinicolo.

Matteo Zoppas, Presidente ICE Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ha evidenziato le iniziative realizzate attraverso l’ampia rete degli uffici ICE e il supporto dei trade analyst sul campo, che hanno agevolato la connessione tra imprese italiane e acquirenti internazionali, generando occasioni d’affari in contesti espositivi di calibro internazionale come Vinitaly. In particolare, per la prossima edizione, l’Agenzia ICE porterà più di 500 buyer selezionati, dando così alle aziende italiane l’opportunità di incrementare il loro raggio d’azione sui mercati globali.

Augusto Reggiani, Gabinetto del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, è intervenuto in merito agli strumenti messi in campo dal sistema paese rispetto al ruolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy: “”La Giornata del Made in Italy, che si terrà il 15 aprile, è una delle numerose iniziative contenute all’interno del recente e più ampio Decreto sul Made in Italy approvato dal Parlamento. . Il Decreto fornisce nuovi strumenti per contrastare con fermezza il fenomeno dell’Italian sounding, che danneggia gravemente le nostre esportazioni, incluso quindi il settore vitivinicolo, per una cifra complessiva stimata non inferiore ai 75 miliardi di euro all’anno. Nel corso della giornata viene celebrato il Made in Italy in tutto il mondo, anche sensibilizzando e formando i media e le autorità straniere e locali su questa tematica assolutamente cruciale”.

Luciano Ferraro introduce poi nel dibattito il tema delle prospettive e dei margini di crescita legati alla DOC Delle Venezie, ponendo un focus particolare sulla necessità di concentrarsi sulla distintività rispetto alle altre DOC. 

A tal proposito, Massimo Romani, AD di ARGEA, ha dichiarato: “In particolare, nei mercati dove la presenza del Pinot Grigio Delle Venezie è più consolidata, come il Nord America, Gran Bretagna ed Europa Continentale, il nostro obiettivo principale deve essere la premiumizzazione del prodotto, associandolo ai grandi marchi trainanti che aiutino a renderlo un vero e proprio simbolo di eccellenza sul mercato”

Enrico Zanoni, Direttore Generale di Cavit, ha poi fornito un’analisi dettagliata sugli Stati Uniti, principale destinazione dell’export per la DOC delle Venezie, illustrand come vari fattori abbiano contribuito al successo del Pinot Grigio nel mercato americano: ““Sicuramente, il nostro ruolo di pionieri nell’introdurre questa varietà negli Stati Uniti alla fine degli anni ’70 ha avuto un impatto significativo, di certo favorito, all’inizio degli anni ’80 e per tutti gli anni ‘90, dalla ricerca da parte del consumatore di un’alternativa al più diffuso Chardonnay californiano. Il Pinot Grigio italiano continua a mostrare grande resilienza in un mercato che oggi invece manifesta disaffezione al vino soprattutto da parte della fascia più giovane di consumatori, perché in grado di soddisfare la crescente domanda di vini più leggeri e versatili”.

La tavola rotonda si è conclusa con l’intervento di Franco Passador, AD di VIVO Cantien Viticoltori Veneto Orientale, il quale ha affrontato il tema della sostenibilità ambientale: Si tratta di un tema strategico e importante, che caratterizza la filiera DOC Delle Venezie raggiungendo, come testimoniato dall’indagine ISMEA, una percentuale eccezionale in termini di adesione agli standard di sostenibilità, pari ad oltre il 70%, con la nostra realtà che si distingue ulteriormente superando l’80%. In questo senso, non possiamo non elogiare la sensibilità e la pronta risposta degli agricoltori nell’adesione alla coltivazione con il metodo biologico e/o agli schemi di certificazione volontaria SQNPI, ViVa ed Equalitas”.

Passador conclude sottolineando come “la fascetta contrassegno di Stato – elemento  distintivo del Pinot Grigio DOC Delle Venezie a garanzia della tracciabilità – sia uno dei nostri punti di forza, un messaggio che il consumatore deve comprendere e privilegiare nella scelta d’acquisto”.