L’articolo esamina la crisi del settore vinicolo in Francia, evidenziando un calo del consumo interno di vino del 70% negli ultimi 60 anni e l’impatto sulle esportazioni. Il governo ha stanziato 120 milioni di euro per la rimozione di 30.000 ettari di vigneti, mirando a ridurre l’eccesso di offerta e a favorire un adeguamento alle nuove tendenze di consumo.

La Francia, una delle culle storiche del vino mondiale, sta affrontando una crisi senza precedenti. Il consumo di vino nel Paese è crollato del 70% negli ultimi sessant’anni, e le esportazioni non riescono a compensare il calo della domanda interna. In risposta a questa difficile situazione, il governo francese ha presentato un piano alla Commissione Europea che prevede la rimozione di 30.000 ettari di vigneti, attraverso un investimento di 120 milioni di euro. L’obiettivo è ridurre l’eccesso di offerta e tentare di adattare la produzione alle nuove tendenze del mercato.

La proposta, nata dalla collaborazione tra il governo francese, la regione della Nuova Aquitania e il Conseil interprofessionnel du vin de Bordeaux (CIVB), prevede l’estirpazione di vigneti in tutta la Francia, con un focus particolare sulle aree specializzate nella produzione di vini rossi corposi, che negli ultimi anni hanno sofferto maggiormente il calo della domanda. “Siamo in una situazione insostenibile”, ha dichiarato un portavoce del CIVB. “Dobbiamo ridurre la produzione per salvaguardare il futuro del settore.”

Secondo i dati forniti dall’ Observatoire français des drogues et des tendances addictives (OFDT), il consumo medio pro-capite di vino in Francia è passato da 120 litri annui negli anni ’60 a soli 40 litri attuali. Questo drastico calo ha spinto il governo a intervenire con misure forti per ridurre l’eccesso di produzione e riequilibrare il mercato.

Il piano, che offre ai viticoltori fino a 4.000 euro per ettaro, prevede che i produttori che aderiscono al programma non possano ripiantare viti sui terreni interessati fino al 2029. Questa decisione è volta a garantire che non si crei un nuovo eccesso di offerta nel breve termine e che le terre possano essere destinate ad altre colture o, eventualmente, a varietà di uve più leggere, in linea con i gusti attuali dei consumatori.

Le zone più colpite sono quelle della regione di Bordeaux, un tempo simbolo dell’eccellenza vinicola francese. In questa area, la domanda di vini rossi robusti e corposi è drasticamente diminuita, lasciando i produttori con grandi quantità di vino invenduto e pressioni economiche crescenti. Già l’anno scorso, un primo piano di estirpazione aveva previsto la rimozione di 9.500 ettari di vigneti nella regione. Tuttavia, solo 3.000 ettari sono stati effettivamente sradicati, a causa di difficoltà nell’implementazione del programma e dell’iniziale resistenza dei produttori. Con il nuovo piano, il governo spera di accelerare questo processo, rendendolo più attrattivo per i viticoltori in difficoltà.

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Uno degli aspetti chiave della crisi vinicola francese è il cambiamento delle abitudini di consumo tra i giovani. Un recente studio condotto da Vinexpo ha rilevato che solo un terzo degli amanti del vino francesi ha meno di 40 anni e questa fascia di età tende a preferire birre, cocktail e altre bevande alcoliche rispetto al vino. Quando consumano vino, i giovani preferiscono bianchi, rosé o vini rossi leggeri, i rossi più corposi di Bordeaux faticare a trovare mercato.

Le vendite nei supermercati riflettono chiaramente questa tendenza. Dal 2022, le vendite di vino rosso sono scese del 15%, mentre le esportazioni di vino francese sono diminuite del 10% rispetto all’anno precedente. Il mercato cinese, che una volta rappresentava una grande opportunità per i produttori francesi, non è mai tornato ai livelli pre-pandemia. Inoltre, la Cina ha iniziato a produrre autonomamente una parte del proprio vino e preferisce importare da Paesi come Spagna e Italia, mettendo ulteriormente sotto pressione i produttori francesi.

Oltre ai cambiamenti nei gusti dei consumatori, il settore vinicolo francese ha dovuto fare i conti con sfide climatiche ed economiche. Le ondate di calore e gli eventi climatici estremi hanno devastato molti vigneti nel 2022, portando a perdite significative in alcune zone. I raccolti nella regione di Bordeaux, ad esempio, sono stati dell’11% inferiori rispetto alla media decennale, aggravando ulteriormente le difficoltà economiche dei produttori locali.

Il governo francese ha già messo a disposizione un pacchetto di aiuti di emergenza da 80 milioni di euro all’inizio dell’anno per sostenere i produttori nelle regioni più colpite, come il sud-ovest, il sud-est e la valle del Rodano. Tuttavia, il problema dell’eccesso di produzione e il calo della domanda rimangono centrali e ciò ha spinto il governo a prendere misure più drastiche.

Il piano di estirpazione dei vigneti è visto come una misura temporanea per alleviare la pressione economica sui produttori, ma non è una soluzione definitiva ai problemi strutturali del settore. Il futuro del vino francese dipenderà dalla capacità dei produttori di adattarsi alle nuove realtà del mercato globale e di innovare. Questo potrebbe significare un maggiore focus sulla produzione di vini di alta qualità, una maggiore attenzione alle pratiche sostenibili e biologiche e una diversificazione verso i segmenti di mercato più richiesti. Sarà fondamentale riconquistare i giovani consumatori e adattarsi ai loro gusti in evoluzione.


Punti chiave:

  1. Calo dei consumi di vino in Francia: Il consumo interno di vino è crollato del 70% negli ultimi 60 anni, riducendo drasticamente la domanda interna.
  2. Piano governativo da 120 milioni di euro: Il governo francese ha stanziato 120 milioni di euro per rimuovere 30.000 ettari di vigneti, riducendo l’eccesso di produzione.
  3. Focus sulla regione di Bordeaux: Le aree specializzate in vini rossi corposi, come Bordeaux, sono le più colpite dal calo della domanda e dagli interventi di rimozione dei vigneti.
  4. Preferenze dei giovani consumatori: I giovani francesi preferiscono birre, cocktail e vini leggeri, riducendo il mercato per i rossi corposi.
  5. Sfide climatiche ed economiche: Il settore vinicolo francese è sotto pressione a causa di eventi climatici estremi e della diminuzione delle esportazioni, in particolare verso la Cina.

FAQ 1: Qual è il motivo del calo dei consumi di vino in Francia?

Negli ultimi 60 anni, il consumo di vino in Francia è diminuito del 70%, a causa del cambiamento delle abitudini dei consumatori, in particolare tra i giovani, che preferiscono birra, cocktail e vini più leggeri.

FAQ 2: Cosa prevede il piano del governo francese per affrontare la crisi vinicola?

Il governo francese ha stanziato 120 milioni di euro per rimuovere 30.000 ettari di vigneti, cercando di ridurre l’eccesso di produzione e adattare l’offerta alle nuove tendenze di consumo.

FAQ 3: Quali sono le aree vitivinicole più colpite dal calo della domanda di vino in Francia?

Le aree specializzate nella produzione di vini rossi corposi, come Bordeaux, sono tra le più colpite dal calo della domanda, con molti produttori che affrontano difficoltà economiche.