L’industria vinicola della California affronta una tempesta perfetta: il calo globale dei consumi e una sovrapproduzione insostenibile stanno costringendo i viticoltori a decisioni drastiche. Dalle vigne storiche di Lodi alle aree periferiche di Napa, migliaia di ettari vengono estirpati per riequilibrare il mercato. Un viaggio nel “crepuscolo delle vigne” tra crisi economica e speranze sempre più labili di rinascita del settore.
Siamo in California, in una sala conferenze di Sacramento, l’atmosfera non è quella delle grandi celebrazioni. Non ci sono stivali sporchi di fango o camicie di flanella, ma abiti scuri e volti tesi da direttori finanziari. Jeff Bitter, presidente di Allied Grape Growers, è categorico: la California deve estirpare altri 40.000 acri di vigneti quest’anno per sperare di riportare in equilibrio l’offerta e la domanda.
Questo grido d’allarme arriva dopo che lo Stato ha già rimosso oltre 38.000 acri tra ottobre 2024 e agosto 2025, circa il 7% della superficie vitata totale. La crisi del vino californiano non è più un’ipotesi remota, ma una realtà visibile lungo le strade rurali di Lodi e della Central Valley, dove cumuli di viti sradicate e vigneti abbandonati segnano il paesaggio.
Una crisi strutturale
Se in passato le difficoltà riguardavano principalmente i vini da scaffale della San Joaquin Valley, oggi il malessere ha raggiunto le zone più prestigiose. Non sono a rischio i vigneti iconici come To Kalon, ma lo sono le aree periferiche della Napa Valley e di Sonoma County. Produttori che per anni hanno portato sul mercato vini da 90 punti ora si chiedono se non sia più redditizio piantare meli o mandorle.
Il problema è un eccesso di offerta strutturale combinato con un drastico calo della domanda globale. I consumatori americani stanno riducendo l’assunzione di alcol o si spostano verso altre bevande, lasciando le cantine con scorte invendute. Il gigante Constellation Brands ha recentemente annunciato la chiusura della storica cantina Mission Bell nella contea di Madera, con la perdita di circa 200 posti di lavoro, dopo il mancato rinnovo di un contratto con E. & J. Gallo.
I costi insostenibili della resistenza
Per un agricoltore, decidere di arrendersi è una scelta atroce, anche dal punto di vista economico. Rimuovere un vigneto costa circa 4.000 dollari per acro, tra estrazione dei pali, tubi di irrigazione e smaltimento delle piante. Tuttavia, continuare a coltivare in modo tradizionale costa tra i 10.000 e i 12.000 dollari per acro all’anno.
In zone come Lodi, la situazione è drammatica: Jacyln Stokes-Iniguez, della Lodi Winegrape Commission, riferisce che lo scorso anno circa il 50% del raccolto è rimasto invenduto sulla pianta. Molti agricoltori stanno tentando la via della “messa a riposo”, riducendo drasticamente le potature e l’irrigazione per minimizzare i costi, ma gli esperti avvertono che i risparmi reali sono minimi nel primo anno e i rischi di infestazioni parassitarie, come le cocciniglie, possono esporre i proprietari a cause legali promosse dai vicini.
Riconversione e terreni incolti
La riconversione non è semplice. Molti guardano alle mandorle, ma il settore agricolo statunitense è generalmente depresso a causa delle tensioni commerciali internazionali. Inoltre, la conversione di terreni agricoli in aree residenziali è ostacolata da rigide leggi urbanistiche, lasciando i proprietari con “macchie di terra” di scarso valore su cui gravano comunque le tasse sulla proprietà.
I segnali di sofferenza finanziaria sono ovunque: Treasury Wine Estates ha recentemente rivalutato ed escluso l’avviamento delle sue operazioni negli Stati Uniti, inclusi gli investimenti nella prestigiosa Daou Vineyards. Gli analisti di Silicon Valley Bank prevedono che questa fase di contrazione potrebbe durare fino al 2027 o 2028.
Nonostante il panorama desolante, tra i filari della California resiste una resilienza tipica di chi lavora la terra. “Non siamo persone che si arrendono”, dicono i produttori di Lodi, ma la realtà dei numeri suggerisce che, prima di poter tornare a brindare, l’industria californiana del vino dovrà accettare di diventare molto più piccola.
Punti chiave:
- La California necessita di rimuovere altri 40.000 acri di vigneti nel 2026 per correggere lo squilibrio tra offerta e domanda.
- Il calo dei consumi non colpisce solo i vini economici, ma erode anche i margini delle zone premium di Napa e Sonoma.
- La chiusura di strutture storiche, come la cantina Mission Bell, conferma il ridimensionamento dei grandi gruppi industriali.
- I costi di rimozione, circa 4.000 dollari per acro, rappresentano un investimento forzato per evitare perdite gestionali ancora maggiori.
- Le previsioni degli analisti indicano che la fase di recessione del mercato vinicolo statunitense durerà almeno fino al 2027 o 2028.













































