L’imbottigliamento nel mercato di destinazione sta cambiando la filiera vinicola: le spedizioni di vino sfuso in flexi-tank riducono emissioni e costi, mantengono la qualità dei vini premium e consentono packaging su misura per mercati locali. Inoltre questa strategia risponde alle pressioni normative EPR e alle crescenti pressioni aspettative dei consumatori per prodotti a minor impatto ambientale.

Nel settore vinicolo mondiale sta accadendo qualcosa di profondo: l’imbottigliamento in loco nel mercato di destinazione (in-market bottling) non è più un’eccezione, ma sta diventando la norma per i produttori che spediscono su grandi distanze. Ciò che fino a qualche anno fa poteva sembrare una scelta marginale, oggi rappresenta una risposta concreta alle sfide della sostenibilità, alla pressione dei costi e alle crescenti richieste dei consumatori per prodotti a minor impatto ambientale.

La svolta al World Bulk Wine Exhibition

Al World Bulk Wine Exhibition di quest’anno, produttori e specialisti del settore logistica hanno concordato che la tematica dell’imbottigliamento in loco è diventata impossibile da ignorare: la domanda è in forte crescita ed è guidata da obiettivi di riduzione delle emissioni di carbonio e dalla necessità di maggiore flessibilità nei formati di confezionamento.

L’in-market bottling consente di spedire il prodotto sfuso e confezionarlo direttamente nel mercato di destinazione, riducendo drasticamente il trasporto di vetro e le relative emissioni. Questa pratica, già diffusa in alcuni mercati del vino, permette anche di adattare il packaging alle preferenze locali e di favorire l’economia circolare, grazie a una gestione più efficiente del riciclo. Inoltre, la riduzione del trasporto internazionale di bottiglie piene contribuisce a minimizzare l’impatto su risorse idriche ed energetiche, migliorando la sostenibilità complessiva della filiera.

Kingsland Drinks, uno dei più grandi imbottigliatori britannici, ha riferito che l’interesse di rivenditori e proprietari di brand è aumentato rapidamente, oggi le aziende considerano il trasporto in bulk l’opzione standard per il trasporto di vino su lunghe percorrenze. Paul Braydon, direttore commerciale e marketing dell’azienda, ha sottolineato che i vantaggi in termini di sostenibilità sono significativi e misurabili.

Numeri che fanno la differenza

Secondo Braydon le cifre parlano chiaro e rivelano un’inefficienza logistica che per troppo tempo è passata inosservata. Un container standard spedito con vino imbottigliato trasporta circa 3.080 bottiglie, mentre il trasporto di vino sfuso nello stesso container contiene l’equivalente di 5.280 bottiglie. Questo significa un aumento del 71% della capacità di carico, con una conseguente riduzione proporzionale delle emissioni per litro.

I flexi-tank (sacche flessibili fatte di materiale plastico multistrato, utilizzate per trasportare liquidi) possono contenere 24.000 litri, equivalenti a circa 30.000 bottiglie, mentre un container convenzionale da 20 piedi può trasportare solo circa 9.900 litri di vino imbottigliato. In pratica, si tratta di triplicare l’efficienza del trasporto marittimo.

Ma i benefici non si fermano qui. Kingsland produce la maggior parte delle sue bottiglie entro 30 miglia dal suo stabilimento di Manchester, operando un sistema quasi a ciclo chiuso che riduce significativamente i movimenti di trasporto. Questa scelta elimina l’assurdità logistica di trasportare vetro prodotto dall’altra parte del mondo: “Non dovremmo spedire vetro fabbricato in un altro paese per tutto il globo”, ha dichiarato Braydon. “Più lunga è la distanza, maggiori sono i benefici per la sostenibilità.”

Tecnologia flexi-tank: innovazione al servizio della qualità

Una delle preoccupazioni tradizionali legate al trasporto di vino sfuso riguardava la possibile compromissione della qualità del vino. Questa barriera è stata superata grazie agli sviluppi tecnologici dei flexi-tank.

I flexi-tank per vino sono dotati di una pellicola interna sviluppata in modo indipendente e di uno strato barriera con eccezionali proprietà di resistenza all’ossigeno e prestazioni di sigillatura. Questo design previene efficacemente il flusso di ossigeno e acqua, garantendo che la qualità e il sapore del vino rimangano inalterati durante il trasporto.

Gli specialisti della logistica hanno riferito che i progressi nella tecnologia dei flexi-tank hanno reso possibile spedire vini premium senza comprometterne la qualità, ampliando la gamma di vini che possono essere imbottigliati nel mercato di destinazione. I sistemi migliorati di integrità dei serbatoi e di controllo della temperatura rendono possibile trasportare comodamente vini di alta qualità, ciò aiuta i marchi a rispettare gli impegni di sostenibilità senza abbassare gli standard qualitativi.

Una ricerca di Hillebrand Gori basata su un container da 20 piedi mostra che un flexi-tank riduce le emissioni per litro del 38% rispetto ai prodotti confezionati sulla stessa rotta. Carbon Footprint Ltd ha inoltre condotto ricerche che confrontano i flexi-tank con i serbatoi ISO, dimostrando che le emissioni durante il ciclo di vita del carbonio sono inferiori per i flexi-tank.

Ogni bottiglia in vetro può generare circa 2,7 kg di CO2 per ogni chilogrammo di vetro prodotto, un dato che evidenzia l’impatto significativo della produzione e del trasporto del vetro.

Impatto delle normative: l’effetto EPR

Un fattore determinante nell’accelerazione di questo cambiamento è rappresentato dalle normative sulla Responsabilità Estesa del Produttore (Extended Producer Responsibility – EPR). Il quadro normativo EPR incentiva imballaggi più leggeri e aumenta il peso dei costi per il vetro più pesante.

La logica è semplice ma potente: chi immette sul mercato imballaggi deve farsi carico dei costi di fine vita di quegli stessi imballaggi. Le politiche EPR generalmente spostano i costi di gestione dei rifiuti o la raccolta fisica, parzialmente o completamente, dai governi locali ai produttori. Questo sistema, già ampiamente diffuso nell’Unione Europea, sta spingendo le aziende a ripensare radicalmente le proprie strategie di packaging.

Sostenibilità oltre la vigna

Per troppo tempo, il dibattito sulla sostenibilità nel settore vitivinicolo si è concentrato quasi esclusivamente sul lavoro in vigna: pratiche biologiche, biodinamiche, riduzione dell’uso di acqua e pesticidi. Tutti aspetti fondamentali, ma che rappresentano solo una parte dell’equazione ambientale.

Non sembra molto sostenibile consumare un vino biodinamico che ha viaggiato dal Cile alla Francia. La vera sostenibilità passa anche dall’impegno a ridurre l’impronta di carbonio che comportano il trasporto e l’imballaggio.

La vera domanda non è più “se” questo cambiamento avverrà, ma “quanto velocemente” l’industria vinicola sarà in grado di adattarsi. Le aziende che per prime hanno abbracciato questa transizione stanno già raccogliendo i benefici: costi ridotti, minore impatto ambientale, maggiore flessibilità nei formati e una risposta concreta alle aspettative dei consumatori più attenti alla sostenibilità.


Punti chiave

  1. Riduzione delle emissioni e dei costi: il trasporto di vino sfuso in flexi-tank triplica l’efficienza del trasporto marittimo.
  2. Protezione della qualità: tecnologie barriera e controllo temperatura rendono il trasporto e l’imbottigliamento in loco adatto anche ai vini premium.
  3. Ciclo logistico più circolare: produzione locale di vetro e imbottigliamento nel mercato di destinazione riducono i movimenti inutili e favoriscono il riciclo.
  4. Impatto normativo: le regole EPR incentivano packaging più leggeri e penalizzano vetro pesante, spingendo verso soluzioni in-market.
  5. Flessibilità commerciale: adattamento del packaging ai gusti locali e maggiore agilità nella gestione dei formati.