Avere la possibilità di scambiare idee con numerose realtà enoturistiche mi ha dato la possibilità di prendere consapevolezza di una verità inconfutabile: la collaborazione è l’ingrediente segreto per prosperare nel settore enoturistico.

È difficile avere successo in questo settore senza essere inseriti in una solida rete territoriale; e su questo non ci piove. Ma cosa significa realmente “collaborare” nell’enoturismo?

Nell’ultimo incontro ufficiale del Club degli Hospitality Manager, sono state condivise una serie di storie di successo che testimoniano la potenza della cooperazione. 

Ecco cosa emerge dai racconti delle cantine che sfruttano le collaborazioni nell’enoturismo: 

  • Alcune aziende vinicole stringono alleanze con consorzi, scuole, e tour operator di prestigio, raccontando di un aumento significativo dell’interesse verso il territorio. L’apporto educativo delle scuole, ad esempio, non solo arricchisce l’esperienza dei visitatori ma apre le porte a una nuova generazione di appassionati.
  • La partnership con produttori locali di salumi e formaggi e l’organizzazione di eventi congiunti sono esempi lampanti di come il vino possa diventare un catalizzatore di esperienze enogastronomiche autentiche, arricchendo l’offerta turistica con cibi unici e storie territoriali.
  • Le collaborazioni con enti locali e associazioni sportive parlano di un enoturismo che supera i confini della vigna, diventando motore di sviluppo e coesione sociale, dove ogni bicchiere di vino è un brindisi alla comunità.
  • Diverse aziende riferiscono di collaborare con altre cantine per promuovere non solo se stessi, ma l’intera area con il fine di renderla una destinazione enoturistica attrattiva. Questo approccio di rete mira a ottimizzare le risorse e a offrire ai visitatori un’esperienza comprensiva e variegata, offrendo così un’offerta in grado di attirare un pubblico più ampio e di elevare il profilo enoturistico dell’intera regione.

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Le storie di successo ci insegnano che la collaborazione non è solo una tattica di marketing, ma un vero e proprio strumento capace di trasformare un territorio in un’avventura collettiva. L’invito per le aziende enoturistiche è quindi a osare, a guardare oltre i confini consolidati, esplorando le possibilità illimitate che emergono dall’unione delle forze con altri protagonisti del territorio. Perché, come ci insegna il vino, è proprio nella miscela che si rivelano i gusti più entusiasmanti e inaspettati.