La Riserva dello Stagnone si afferma come laboratorio naturale di viticoltura biologica e sostenibile in Sicilia, dove biodiversità e microclimi unici danno vita a vini autentici e territoriali. Cantine Birgi guida la transizione ecologica con pratiche agricole attente e una narrazione che valorizza il legame profondo tra vino, ambiente e identità.
In un momento storico in cui la sostenibilità non è più solo una scelta etica, ma una condizione imprescindibile per competere sul mercato globale, la Riserva dello Stagnone si afferma come simbolo della nuova viticoltura siciliana: biologica, rispettosa della biodiversità e fortemente identitaria. A testimoniarlo sono le parole di Giuseppe Figlioli, enologo e direttore di Cantine Birgi, realtà vitivinicola profondamente radicata in quest’area, e di Salvatore Marino, direttore commerciale dell’azienda, che insieme delineano un quadro chiaro e appassionato dell’evoluzione in atto.
«La Sicilia è sostenibile per natura», sottolinea Figlioli. «Su circa 96.000 ettari di vigneto, ben 46.000 sono certificati sostenibili e biologici. Questo vuol dire che il 48% della nostra superficie vitata è gestita in modo responsabile. Un patrimonio enorme che nella fascia costiera della Riserva dello Stagnone trova la sua massima espressione».
La Riserva, infatti, è un’area di straordinaria biodiversità: un mosaico di flora, fauna e microclimi unici che contribuiscono direttamente alla qualità dei vini. «Questa concentrazione di selvatico – continua Figlioli – rende la produzione sostenibile più semplice rispetto ad altre zone della Sicilia. Qui il suolo ha un’alta concentrazione minerale di cationi (calcio, magnesio, potassio, ammonio e sodio), importanti per il nutrimento delle piante e la fertilità del suolo, influenze climatiche marine, forti escursioni termiche e una straordinaria ricchezza biologica: tutti fattori che ci permettono di ottenere vini complessi, espressivi, autentici».
Ma la sostenibilità non si ferma alla sola agricoltura biologica. È una filosofia che guida ogni scelta produttiva. «Abbiamo realizzato una zonazione degli areali viticoli distinguendo la fascia costiera da quella più interna, adattando le pratiche colturali a ciascuna microzona. Utilizziamo metodi poco invasivi, rispettando la tradizione con sistemi di allevamento misti tra alberello e Guyot, tralci bassi che proteggono naturalmente le uve dai raggi solari e favoriscono la ventilazione naturale del grappolo», spiega Figlioli.
Un approccio agronomico che va di pari passo con una visione commerciale coerente. «La richiesta di vini biologici e sostenibili è in crescita costante», conferma Salvatore Marino, direttore commerciale. «I consumatori vogliono autenticità, vogliono sentire nel calice la voce del territorio.
Un altro elemento chiave è il forte impegno nella narrazione territoriale. «Non possiamo pensare di vendere solo un prodotto: dobbiamo raccontare un territorio, le sue unicità, la sua storia. E la Riserva dello Stagnone è un unicum: è raro trovare condizioni microclimatiche così favorevoli e diversificate in uno spazio tanto ristretto», evidenzia ancora Figlioli.
Cantine Birgi, grazie a un lavoro meticoloso su vigneti, cantina e comunicazione, si conferma tra le aziende più attive nel processo di transizione ecologica della viticoltura siciliana. Il messaggio è chiaro: la sostenibilità non è una moda, è la via maestra per garantire longevità al vino e al territorio che lo genera.
Nell’ottica di comunicare, divulgare e mostrare concretamente questo patrimonio inestimabile, il 23 e 24 maggio 2025, Cantine Birgi accoglierà operatori e giornalisti per un evento esclusivo nella Riserva Naturale dello Stagnone: due giorni di seminari, incontri B2B, visite ai vigneti e degustazioni. In un momento in cui la Sicilia torna protagonista del panorama vitivinicolo internazionale, la Riserva dello Stagnone si candida a diventare un laboratorio naturale a cielo aperto dove il futuro del vino – tra tradizione, ricerca e sostenibilità – è già iniziato.
Punti chiave:
- La Sicilia vanta il 48% della sua superficie vitata certificata come biologica o sostenibile, con la Riserva dello Stagnone come esempio di eccellenza territoriale.
- La biodiversità e i microclimi della Riserva favoriscono una viticoltura naturale, espressiva e complessa, grazie anche a suoli ricchi di minerali e condizioni climatiche favorevoli.
- Cantine Birgi adotta tecniche di coltivazione poco invasive e diversificate per ogni microzona, conciliando tradizione e innovazione sostenibile.
- La crescente domanda di vini sostenibili è accompagnata da un’attenta narrazione che racconta il territorio, la sua unicità e la storia dietro ogni bottiglia.
- Il 23-24 maggio 2025 Cantine Birgi organizza un evento dedicato a operatori e giornalisti per promuovere la sostenibilità e la vocazione territoriale della Riserva dello Stagnone.

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