L’intervista a Davide Tommasi, Responsabile Corporate Quality, HSE, Energy & Sustainability offre uno sguardo approfondito sulle iniziative e gli obiettivi di sostenibilità economica e sociale della cooperativa Settesoli, evidenziando gli investimenti realizzati, le partnership strategiche e le certificazioni raggiunte. La testimonianza di Tommasi prende in esame le strategie per garantire la sicurezza dei dipendenti, promuovere l’inclusione e affrontare le sfide etiche e sociali nel settore vinicolo. In ultima analisi emergono gli obiettivi futuri della cooperativa e le strategie pianificate per migliorare ulteriormente diversi aspetti chiave legati ai pilastri di sostenibilità.

Quali sono i principali obiettivi e iniziative di sostenibilità economica e sociale che guidano Cantine Settesoli?

L’ambito sostenibilità si divide in 3 pilastri, sociale, ambientale ed economico, personalmente seguo maggiormente la sostenibilità ambientale. Settesoli ha fatto molti investimenti sul pilastro ambientale, non altrettanti su quello economico e sociale.

Per quanto riguarda, ad esempio, la gestione dei rifiuti abbiamo un riciclo del 99,6%, non ha senso andare ad investire su questi aspetti già ottimali. Abbiamo investito maggiormente sul consumo idrico e sull’impatto energetico. Per ottimizzare il consumo idrico abbiamo realizzato vari interventi: un sistema di distribuzione idrico centralizzato, un impianto di sanificazione a gas ozono/acqua ozonata e stiamo testando un impianto di lavaggio che dovrebbe ridurre il consumo idrico del 50%.

Per quanto riguarda l’emissione di acque reflue abbiamo investito sul “revamping” (intervento di ammodernamento e ristrutturazione, ndr) dell’impianto della sede principale. Dal punto di vista energetico nel 2021 abbiamo sviluppato un progetto con Enel denominato “Decarbonizzazione, economia circolare e sostenibilità”, lo scopo principale è raggiungere la “carbon neutrality” a livello di Gruppo andando a compensare le emissioni residue di Cantine Settesoli, prendendo in considerazione l’intera gamma dei gas serra.

In relazione ai pilastri sociale ed economico stiamo portando avanti una iniziativa di recupero di tappi di sughero in partnership con Amorim Cork Italia. I ricavi derivanti dalla raccolta dei tappi vengono donati ad associazioni Onlus, per sostenere progetti solidali.

In che modo Cantine Settesoli favorisce l’aggregazione e l’assistenza ai viticoltori con proprietà agricole di dimensioni ridotte?

Facciamo attività gratuita di consulenza grazie al nostro team interno di agronomi che fornisce servizi a tutti i soci riguardo alle tecniche di coltivazione, ai prodotti fitosanitari e molto altro. Questo impegno è utile per agevolare i soci e per allineare le loro pratiche alle necessità di Cantine Settesoli. Altre attività riguardano gli aggiornamenti normativi e la gestione di tutta la documentazione tecnico-burocratica (ad esempio i quaderni di campagna) che viene gestita direttamente dai nostri agronomi.

Inoltre garantiamo a tutti i soci prestiti a tassi molto agevolati che vengono forniti con dei massimali, ad esempio su un prestito di 4mila euro l’interesse su un anno e mezzo è di circa 60€. Visto che abbiamo due punti vendita sul territorio, i soci godono di scontistiche su vino sfuso o confezionato e sui prodotti agricoli.

Qual è l’importanza della cooperazione con la Fondazione SOStain Sicilia nel perseguire gli obiettivi di sostenibilità aziendale?

Siamo tra i principali soci, abbiamo optato per la certificazione SOStain di prodotto e non di organizzazione. Il disciplinare SOStain è molto valido perché include già la certificazione VIVA ed aggiunge altri 9 requisiti che puntano su ulteriori aspetti di sviluppo sostenibile. VIVA non fornisce obiettivi anno per anno ma richiede dei piani di miglioramenti, mentre SOstain definisce obiettivi annuali e determinati parametri quantitativi.

Come vengono promosse e garantite la sicurezza e la salute dei dipendenti durante il lavoro, specialmente considerando che l’agricoltura ha il triste primato per quanto riguarda infortuni mortali e malattie professionali?

Io sono RSPP interno (Responsabile del servizio di prevenzione e protezione) e abbiamo due medici competenti esterni. Inoltre abbiamo una figura nel CDA che si occupa di sicurezza sul lavoro e abbiamo ASPP e Preposti nelle varie sedi. Non siamo ancora certificati UNI ISO 45001 (Sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro), sottolineo che gli indici infortunistici nella nostra azienda sono nettamente inferiori alla media, operiamo un monitoraggio costante ed organizziamo una serie di corsi di formazione oltre a quelli richiesti dalla normativa.

Quali sono le principali strategie adottate da Cantine Settesoli per favorire l’inclusione e la parità di trattamento all’interno della cooperativa?

Siamo stati tra i primi in Italia a iniziare il percorso per raggiungere la certificazione UNI/PdR 125 2022 (Linea guida sul sistema di gestione per la parità di genere, ndr) e siamo in fase di chiusura. All’interno di Settesoli oggi l’ago è sbilanciato verso la componente maschile, ma se guardiamo al confezionamento, agli uffici e alla direzione abbiamo una situazione più equilibrata, mentre le mansioni legate alla gestione agricola sono appannaggio della componente maschile. Non è all’ordine del giorno ma è qualcosa su cui stiamo lavorando e rappresenta un processo in corso.

Come viene gestito il processo di formazione e aggiornamento del personale per garantire una crescita professionale continua?

Questo effettivamente è uno dei nostri punti deboli, su cui credo che l’azienda debba investire maggiormente. Avevamo intrapreso un percorso Equalitas che pone maggiore enfasi sui pilastri economici e sociali rispetto a VIVA, più votata alla sostenibilità ambientale. Ora si è insediato un nuovo CDA ma attualmente non c’è una politica di sviluppo rispetto alla formazione delle risorse interne.

Qual è il ruolo della comunicazione interna ed esterna nell’implementazione e nella divulgazione delle strategie aziendali di sostenibilità?

Non mi occupo direttamente dei piani di sviluppo comunicativo ma sulla comunicazione in ambito sostenibilità vengo spesso chiamato in causa. Ultimamente la comunicazione esterna sta diventando sempre più florida, più di una volta a settimana vengo coinvolto su progetti da veicolare sui social media con l’ausilio di video e foto. Realizzavamo molte iniziative in ambito sostenibilità che rimanevano all’interno della dimensione aziendale e non venivano veicolate all’esterno. Tutta questa serie di iniziative e misure ora hanno un megafono ed abbiamo deciso di utilizzare un lessico chiaro, semplice e non troppo settoriale.

Qual è l’impatto economico generato da Cantine Settesoli nel recente periodo e come viene ridistribuito questo valore?

Tra i nostri obiettivi c’è quello legato alla remunerazione dei soci. Negli ultimi due anni gli obiettivi sono stati raggiunti e superati. Quest’anno la situazione potrebbe essere diversa perché veniamo da una vendemmia a dir poco disastrosa: rese in calo del 35% rispetto alla vendemmia 2022. Il nostro obiettivo quest’anno è aumentare le entrate per garantire un livello adeguato di remunerazione per ettaro.

Stiamo puntando sui vini frizzanti e spumanti, per questo abbiamo acquistato una linea di produzione di spumanti e stiamo lavorando per ottimizzare le linea dei frizzanti e abbattere i costi energetici. Puntiamo sui vini biologici e le linee premium del brand Mandrarossa e abbiamo assunto un export manager dedicato ai mercati dell’Estremo Oriente che sono in crescita. Ci stiamo impegnando in diverse direzioni ma quando ottieni vendemmie così basse è complesso mantenere gli equilibri, anche utilizzando tutti questi paracaduti.

Quali sono gli obiettivi futuri e le strategie pianificate per continuare a migliorare la sostenibilità economica e sociale della cooperativa?

Oggi abbiamo 12 certificazioni, un numero enorme, ho lavorato in multinazionali che ne potevano vantare molte meno. Ci manca una certificazione ISO in ambito sicurezza sul posto di lavoro e in ambito sociale ed etico come la certificazione SA 8000 (standard internazionale focalizzato sulle condizioni di lavoro e sullo sviluppo sostenibile in ambito sociale, ndr). Abbiamo già delle certificazioni in questo ambito ma di standard minori.

Questi sono due obiettivi che ho nel cassetto. Un altro traguardo su cui investiremo è raggiungere un livello di “carbon neutrality” sul pilastro ambientale sempre maggiore. Un altro aspetto riguarda lo sviluppo di un protocollo interno in ambito biologico, abbiamo alzato l’asticella rispetto alla legislazione europea e questa asticella verrà ulteriormente elevata in futuro.