Cantine Birgi conferma l’importanza strategica della filiera corta, un modello che assicura tracciabilità, qualità e autenticità. Tra certificazioni rigorose e un crescente sviluppo dell’enoturismo, l’azienda crea un ponte diretto tra territorio e consumatore, trasformando ogni bottiglia in un racconto vivido di identità e sostenibilità.

In un mercato sempre più orientato alla trasparenza e alla qualità certificata, Cantine Birgi ha scelto di fare della filiera corta un pilastro strategico del proprio modello produttivo. Una scelta che unisce la necessità di garantire il controllo su ogni fase del processo a quella di rafforzare il legame tra territorio, vino e consumatore finale.

“La filiera corta non è solo un concetto logistico – spiega Giuseppe Saladino, Presidente di Cantine Birgi – ma significa avere il controllo totale, dalla vigna alla bottiglia. Questo ci permette di garantire un livello di tracciabilità e sicurezza altissimo, pur gestendo circa 2.800 ettari vitati. Ogni operazione è monitorata, ogni passaggio è sotto controllo”.

Una tracciabilità che si affianca al ruolo sempre più centrale delle certificazioni di origine. “Le certificazioni sono fondamentali – continua Saladino – perché sono garanzia di qualità per il consumatore e stimolo per noi produttori a migliorare costantemente. Lavoriamo con enti terzi che validano il nostro lavoro, ma anche con la consapevolezza interna che ogni bottiglia racconta chi siamo”.

A rendere ancora più efficace questo approccio è l’integrazione con le dinamiche dell’enoturismo, che negli ultimi anni ha conosciuto un’importante crescita anche per Cantine Birgi. “Abbiamo scoperto quasi per caso il potenziale dell’enoturismo – racconta Saladino – grazie ai turisti attratti dalla bellezza delle isole Egadi e del nostro territorio. Ma ci siamo subito accorti che il contatto diretto con le persone, far vedere cosa facciamo ogni giorno, ha un impatto molto più forte di qualsiasi brochure”.

L’enoturismo diventa così uno strumento chiave per rafforzare il legame tra chi produce e chi consuma, portando valore aggiunto alla filiera corta. “Spiegare le scelte agronomiche, far toccare con mano i nostri vigneti, raccontare la trasformazione in cantina – prosegue Saladino – permette al consumatore di capire davvero cosa c’è dentro al bicchiere. Non è solo vino: è un prodotto vivo, che nasce in un contesto preciso e ha una sua identità”.

E proprio per valorizzare e mostrare concretamente questo modello virtuoso, Cantine Birgi ha organizzato un evento esclusivo per il 23 e 24 maggio 2025 nella Riserva Naturale dello Stagnone. Un’occasione unica per operatori e giornalisti di vivere l’esperienza completa della cantina: visite guidate, incontri con i produttori, seminari tecnici e degustazioni nel cuore di un territorio unico.
“La filiera corta ci consente anche di adattarci velocemente alle esigenze del mercato – aggiunge Salvatore Marino, direttore commerciale –. Se il consumatore richiede un prodotto più leggero, più sostenibile, o desidera sapere tutto sulla sua origine, noi possiamo rispondere in maniera immediata e trasparente. Questo è un vantaggio competitivo enorme”.

 Il modello Cantine Birgi dimostra che è possibile coniugare dimensioni cooperative, identità territoriale e visione contemporanea. “La vera sfida – conclude l’enologo Figlioli – è riuscire a raccontare tutto questo nel vino stesso. Il nostro compito è far sì che ogni bottiglia contenga non solo qualità, ma anche coerenza, storia e verità. Solo così il consumatore può fidarsi davvero”.


Punti chiave:

  1. Filiera corta come pilastro strategico: controllo totale dalla vigna alla bottiglia, per garantire tracciabilità e qualità elevata.
  2. Certificazioni di origine: strumenti fondamentali per certificare la qualità e rafforzare la fiducia del consumatore.
  3. Enoturismo in crescita: esperienza diretta del territorio e della produzione, rafforza il legame produttore-consumatore.
  4. Adattabilità e trasparenza: la filiera corta permette risposte rapide e trasparenti alle nuove esigenze di mercato.
  5. Cooperativa e identità territoriale: un modello che coniuga dimensione produttiva, storia locale e visione contemporanea del vino.
Loghi istituzionali Cantine Birgi

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