WINEAI Glass è l’innovazione firmata Alessio Consorte che trasforma la degustazione in mobilità: un calice ermetico, riutilizzabile e di design che preserva profumi e ritualità del vino. Pensato per treni, aeroporti e autostrade, unisce praticità, sostenibilità e piacere sensoriale, aprendo una nuova frontiera nel travel retail e nell’esperienza enologica moderna.
C’è un’eleganza quasi invisibile nelle innovazioni, quella che nasce non da un’astratta ricerca di novità, ma da un’osservazione attenta di un’esigenza quotidiana. È la storia di un gesto mancato, di un desiderio sospeso: quello di concedersi un calice di vino, uno soltanto, con il rispetto e il piacere che merita, nei luoghi di transito del nostro tempo come le stazioni, le autostrade o gli aeroporti. Da questa precisa crepa nella nostra routine, tra la sacralità di un rito sensoriale e la frenesia della vita in movimento, prende forma l’idea di Alessio Consorte.
WINEAI Glass non è semplicemente un contenitore, né l’ennesima proposta monodose che sacrifica l’esperienza sull’altare della praticità. È la risposta a una domanda inespressa: come si può proteggere l’anima di un vino – i suoi profumi, la sua evoluzione nel calice – e al tempo stesso liberarla dalle mura di una cantina o di un ristorante?
Nell’intervista che segue, Consorte ci accompagna dietro le quinte di un’invenzione che è tanto un oggetto di design quanto una dichiarazione d’intenti. Scopriamo come un dettaglio tecnico, un tappo ermetico brevettato, diventi il custode degli aromi più volatili e come la forma di un vero calice da degustazione, trasposta in un formato infrangibile e richiudibile, ambisca a creare una categoria di mercato inedita. Un dialogo che esplora l’equilibrio tra lusso e accessibilità, tra sostenibilità e innovazione, svelando la visione di un prodotto che non vuole sostituire la bottiglia, ma offrire al vino una nuova, elegante occasione per essere vissuto. Ovunque.
Ogni grande innovazione nasce da un’esigenza non soddisfatta. Ci porti con lei in quel preciso momento: qual è stata la situazione concreta, l’osservazione o l’esperienza che ha trasformato un pensiero generico nell’idea definita di un “calice da vino con tappo ermetico”?
Dopo l’introduzione della legge Salvini, si è acceso un forte dibattito sul consumo responsabile di alcol. Proprio in quel periodo, ho notato una criticità concreta: non esisteva la possibilità di degustare un singolo calice di vino in contesti come aeroporti o treni, senza aprire un’intera bottiglia. In particolare sui treni, il barman è costretto a stappare la bottiglia e servire in un calice di vetro, con un rischio elevato – circa il 50% – di macchiarsi o far cadere il calice di vetro.
La soluzione WINEAI Glass risponde a questa esigenza: un calice con tappo ermetico, sicuro e pratico, che consente una vendita comoda e un consumo perfettamente dosato. Lo stesso vale per contesti come aerei o autogrill, dove oggi non c’è nulla di simile.
Sul mercato globale esistono già formati monodose che puntano su praticità, trasportabilità e riciclabilità come il vino in lattina o i calici di vino in plastica, sigillati con coperchi in alluminio. In che modo WINEAI Glass non solo compete, ma ambisce a creare una categoria di mercato completamente nuova, preservando la sacralità del rito della degustazione – in particolare la possibilità di apprezzare i profumi – che altri formati inevitabilmente sacrificano?
WINEAI Glass ha la forma autentica di un calice da degustazione, non solo un contenitore. Questo permette non solo di bere, ma di degustare realmente: roteare il vino, apprezzarne i profumi e vivere l’esperienza sensoriale completa. Bere vino è anche uno stato d’animo, un rituale. Il mio calice lo rende possibile ovunque, con eleganza e praticità. È un oggetto di design pensato per chi ama il vino, anche fuori da casa. Facile anche da distribuire, poiché la forma è compatta e robusta. Se cade è difficile che si rompa, come le bottiglie per l’acqua, ad esempio.
Un’idea è tanto forte quanto la sua protezione. Senza svelare segreti industriali, può descriverci l’essenza tecnica del suo brevetto? Cosa rende il suo sistema di chiusura ermetica superiore e come garantisce la conservazione ottimale degli aromi più volatili di un vino?
Il design di WINEAI Glass prevede un collo stretto, fondamentale per due motivi: evitare la fuoriuscita del vino durante il consumo e permettere l’uso di un tappo progettato appositamente per valutare la comodità di chi consuma e soprattutto per auto regolare i volumi del calice. In questo modo il calice sviluppa 13 cm di altezza, e 180 Ml di liquido. Questo tappo non solo garantisce una chiusura ermetica efficace, ma agisce anche come regolatore del flusso.
Il brevetto è stato redatto dall’Ing. Flavia Benetazzo, che ha curato con attenzione ogni aspetto tecnico e innovativo.
L’esperienza del vino è tattile e sensoriale. Come ha affrontato, a livello di design e scelta dei materiali, le sfide cruciali come il peso del calice, la sensazione al contatto con le labbra e, soprattutto, l’impatto della filettatura del tappo sull’esperienza di beva? Come si assicura che il degustatore esigente si senta a suo agio?
Viviamo in un’epoca in cui siamo abituati a bere da materiali come PET, Tetrapak o bottiglie in plastica, senza mai lamentarci. WINEAI Glass, pur essendo in PET, è stato progettato per offrire comodità senza rinunciare al piacere della degustazione. La filettatura è discreta, il contatto con le labbra è studiato per essere gradevole e l’ergonomia del calice ne facilita l’uso, anche per chi cerca una degustazione attenta, consapevole, senza perdere tempo al bancone. Oltretutto il brevetto copre vari materiali, tra cui il vetro, ma ovviamente questa è un’altra storia.
La sostenibilità è un driver di mercato importante. Al di là del concetto di riutilizzo, come risponde a chi potrebbe vedere questi calici come un ulteriore oggetto inquinante?
Il calice è riutilizzabile e pensato per essere anche riciclabile al 100%, essendo completamente in plastica. Stiamo valutando di inserire anche una linea di livello a 125 ml per incentivare il consumo responsabile, soprattutto in contesti come l’autostrada. L’idea è ridurre il più possibile l’impatto ambientale, promuovendo allo stesso tempo una nuova cultura del vino “on the go”, ma consapevole. Una volta consumato, può essere riempito nuovamente.
Lei accenna a una doppia anima del prodotto: accessibile e di lusso. Come può lo stesso concetto soddisfare le esigenze opposte della grande distribuzione e, allo stesso tempo, diventare un oggetto di design esclusivo e personalizzabile per una cantina di nicchia che vuole offrire un’esperienza unica, magari per un vino di punta?
Con WINEAI Glass, anche una cantina di nicchia può offrire una degustazione immediata e accessibile, senza sacrificare la qualità. I costi di riempimento e chiusura sono contenuti, permettendo una vendita al pubblico intorno ai 4-5 euro per vini di fascia media. Per etichette pregiate o annate speciali, il prezzo può salire, ma resta competitivo. WINEAI Glass punta a diventare sinonimo di esperienza enologica moderna e garantita.
Se dovesse descrivere il partner perfetto – che sia una cantina o un investitore – per portare questo calice dal brevetto sul mercato, quali 3 caratteristiche fondamentali dovrebbe avere?
Competenza, decisione e convinzione. Chi sceglierà di affiancarmi dovrà credere davvero nel potenziale del progetto e saperne cogliere l’innovazione.
Canali di vendita ad alto potenziale come autostrade, stazioni e aeroporti sono mercati notoriamente complessi, dominati da grandi operatori e con normative stringenti sulla vendita di alcolici. Qual è la sua strategia nel travel retail?
Nessuno, al momento, risponde in modo completo all’esigenza di degustazione in mobilità. WINEAI Glass lo fa: apri, bevi, rotei, senti il profumo, richiudi. Il design con imbocco stretto e vano aperto risolve le problematiche in sicurezza e comodità. Questo lo rende perfetto per il travel retail, dove praticità e regolamentazione sono fondamentali.
WINEAI Glass è un veicolo, ma il vino resta il protagonista. Offrirà una soluzione “white label” completamente personalizzabile per lasciare la scena al produttore, o vede il calice stesso diventare un sigillo di qualità, un marchio riconoscibile che garantisce una nuova e moderna esperienza di degustazione, a prescindere dal vino contenuto?
L’idea è proporre entrambi i modelli: da un lato una “white label” per le cantine che vogliono personalizzare il prodotto, dall’altro WINEAI Glass come marchio di qualità riconoscibile, sinonimo di garanzia e attenzione alla degustazione. I calici saranno tutti marchiati WINEAI Glass, poi la cantina potrà apporre il proprio brand. Chi sceglie questo calice avrà la garanzia di un vino di livello. Il brevetto è depositato in Italia, il design registrato in Europa, e sto valutando dei partner per l’estensione a livello mondiale per proteggere un’idea che può davvero cambiare il modo di vivere il vino.

Punti chiave
- Design da degustazione: forma autentica di calice che permette roteare e apprezzare i profumi, non un semplice contenitore monodose.
- Tappo brevettato e collo stretto: chiusura ermetica che preserva gli aromi e regola il flusso, volume 180 ml e altezza 13 cm.
- Materiali e sensazione: versione principale in PET studiata per essere gradevole al contatto labiale; brevetto estendibile anche al vetro.
- Sostenibilità e riuso: calice riutilizzabile, riciclabile al 100%; possibile linea a 125 ml per consumo responsabile.
- Modello commerciale flessibile: vendita in travel retail e GDO, plus opzione white-label per cantine e marchio WINEAI come sigillo di qualità.












































