Le etichette sanitarie sulle bevande alcoliche potrebbero avere impatti non solo sui prodotti tradizionali, ma anche sulle alternative analcoliche degli stessi brand. La crescente regolamentazione, come gli avvisi sui rischi di cancro, potrebbe influenzare le vendite in maniera trasversale e ridefinire il settore. Le nuove normative sono già in fase di attuazione in Europa e negli Stati Uniti.

Nel corso degli ultimi anni, la crescente attenzione verso i danni causati dal consumo di alcol ha portato le autorità sanitarie a chiedere misure più severe per regolamentare e sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi connessi. Tra queste misure, l’inserimento di avvisi specifici sulle etichette delle bevande alcoliche rappresenta una delle principali sfide per l’industria. Tuttavia, questa evoluzione normativa potrebbe non riguardare solo gli alcolici tradizionali, ma anche le alternative dealcolate, con impatti potenzialmente devastanti per il settore delle birre senza alcol. A lanciare l’allarme è stato Rob Fink, CEO di Big Drop, uno dei principali produttori di birre analcoliche del Regno Unito, durante il recente “International Beer and Cider Strategies Conference” tenutosi a Praga.

Secondo Fink, l’introduzione di etichette sanitarie con avvisi sui rischi per la salute, come l’associazione tra consumo di alcol e cancro, potrebbe influire gravemente sulla vendita sia di birre alcoliche che analcoliche. Il CEO di Big Drop ha illustrato un quadro preoccupante, parlando di un futuro in cui i prodotti alcolici potrebbero essere venduti con etichette a dir poco impattanti (come quella di un fegato malato), su confezioni di birra diffuse come Corona, Guinness, Budweiser e Pilsner Urquell. “Diventa molto difficile vendere questi prodotti se l’etichetta mostra immagini così forti”, ha sottolineato Fink.

Un aspetto critico, come sottolineato dal CEO di Big Drop, è che anche le varianti analcoliche di questi marchi potrebbero subire gli effetti collaterali di una maggiore regolamentazione. Ad esempio, se una birra come Guinness 0.0% venisse pubblicizzata come la birra senza alcol della Premier League, ma allo stesso tempo la versione alcolica venisse venduta in una lattina con l’immagine di un fegato malato, i consumatori potrebbero essere spinti a rivalutare l’intera categoria.

Queste previsioni non sono affatto infondate. La realtà della regolamentazione è già iniziata a muoversi nella direzione indicata da Fink, con il governo degli Stati Uniti che, a gennaio, ha emesso un avviso ufficiale relativo al rischio di cancro associato al consumo di alcol. La “Surgeon General’s Advisory on Alcohol and Cancer Risk” ha infatti sottolineato che l’alcol è la “terza causa prevenibile” di cancro, subito dopo il tabacco e l’obesità, e ha suggerito che le etichette sulle bevande alcoliche vengano aggiornate per riflettere il rischio aumentato di cancro legato al consumo di alcol.

In particolare, l’avviso ha messo in evidenza che l’alcol è legato a una maggiore incidenza di tumori al seno, al colon, all’esofago, al fegato, alla bocca, alla gola e alla laringe, indipendentemente dal tipo di alcol consumato. Le ricerche suggeriscono che anche il consumo moderato di alcol – come ad esempio “una o meno bevute al giorno” – aumenta il rischio di tumori a livello di bocca, gola e seno. Un altro punto cruciale della dichiarazione è che il consumo di alcol è spesso una causa difficile da individuare, con i danni derivanti da questo consumo che sono meno evidenti rispetto ad altri fattori di rischio, come il fumo. La risposta ufficiale a queste problematiche si è tradotta nella richiesta di aggiornamenti obbligatori sulle etichette delle bevande alcoliche, con avvisi espliciti riguardo al rischio di cancro.

Le previsioni di Fink sembrano trovar conferma anche in Europa. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), infatti, ha recentemente sollecitato l’introduzione di etichette sanitarie obbligatorie sui prodotti alcolici in Europa, come strumento per aumentare la consapevolezza sui rischi legati al consumo di alcol, in particolare riguardo al cancro. Secondo una ricerca condotta in 14 Paesi europei, solo il 15% delle persone è a conoscenza del legame tra alcol e  cancro al seno, mentre il 39% è consapevole del rischio di cancro al colon.

Il direttore regionale dell’OMS per l’Europa, Dr. Hans Henri Kluge, ha commentato: “Etichette chiare e prominenti sull’alcol, che includano un avviso specifico sul cancro, sono un pilastro del diritto alla salute, poiché danno ai consumatori informazioni vitali per prendere decisioni consapevoli riguardo ai danni che i prodotti alcolici possono causare.”

In quest’ottica, l’Irlanda è destinata a diventare il primo Paese al mondo a introdurre obblighi di etichettatura sanitaria specifica per i prodotti alcolici. A partire dal prossimo anno, infatti, le bevande alcoliche in Irlanda dovranno riportare avvisi che collegano direttamente l’alcol ai tumori fatali, segnando un cambiamento radicale nella regolamentazione dei prodotti alcolici.

Mentre l’industria alcolica si prepara a questi cambiamenti normativi, le implicazioni per i brand analcolici sono altrettanto significative. Se le etichette degli alcolici dovessero includere avvisi sui rischi di cancro, ciò potrebbe influenzare la percezione dei consumatori riguardo anche alle versioni senza alcol, poiché i consumatori potrebbero associare i brand di alcolici tradizionali con i pericoli segnalati, anche se le alternative analcoliche dei medesimi brand risultano prive di alcol.

Inoltre, le aziende produttrici di bevande non alcoliche potrebbero trovarsi a dover affrontare nuove difficoltà nel mercato, non solo in termini di regolamentazione, ma anche a livello di comunicazione. I brand analcolici, che si sono guadagnati la fiducia dei consumatori proprio grazie alla percezione di essere un’alternativa più sana, potrebbero dover affrontare il rischio di essere meno distintivi e più confusi, poiché i consumatori potrebbero non essere più in grado di separare nettamente il mondo dell’alcol da quello delle versioni analcoliche.

Mentre l’Irlanda si prepara ad adottare una legislazione pionieristica, e altri Paesi potrebbero seguirne l’esempio, l’industria dovrà evolversi in un contesto sempre più regolamentato, con l’obiettivo di preservare il benessere dei consumatori e allo stesso tempo non compromettere la competitività dei propri prodotti. Le sfide future saranno molte, ma la consapevolezza è la chiave per navigare verso un futuro più responsabile e informato.


Punti chiave:

  1. Le etichette sanitarie con avvisi sui rischi di alcol potrebbero influenzare non solo le bevande alcoliche tradizionali, ma anche quelle analcoliche.
  2. Il CEO di Big Drop ha espresso preoccupazione per l’effetto che le etichette allarmistiche, come quelle sul cancro, potrebbero avere sulla vendita delle birre senza alcol.
  3. Il governo degli Stati Uniti e l’OMS stanno spingendo per l’inserimento di avvisi legati ai rischi di cancro sulle etichette delle bevande alcoliche.
  4. L’Irlanda sarà il primo Paese al mondo a introdurre etichette sanitarie obbligatorie su tutte le bevande alcoliche, incluso l’avviso sul rischio di cancro.
  5. Le normative potrebbero confondere i consumatori e minare la percezione positiva delle bevande analcoliche, che si erano guadagnate la reputazione di alternative più salutari.