Il tempo è una chiave di lettura importante nella storia di Planeta: attraverso 17 generazioni ha contribuito a disegnare, attraverso l’agricoltura e il vino, una Sicilia che è, allo stesso tempo, moderna e consapevole della sua tradizione.

La cifra stilistica di Planeta è la diversificazione, che si esprime attraverso l’identità delle sue tenute, che presidiano le diverse eccellenze territoriali dell’isola, attraverso le proprie etichette, che spaziano tra gli autoctoni, a cui l’azienda ha dedicato anni di ricerca e recupero, e gli internazionali, interpretati con i valori e la ricchezza della esperienza siciliana. Di diversificazione parlano anche i progetti unici di Planeta, dall’aspetto tecnico-vitivinicolo a quello della tutela ambientale, dall’ambito culturale a quello del sostegno sociale; un impegno a 360 gradi, dunque, attraverso cui Planeta dialoga con il suo universo di riferimento

Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, il visionario Diego Planeta avviò l’azienda vinicola di famiglia con la piantumazione dei primi filari accanto al forte dell’Ulmo, sulle colline che abbracciano il lago Arancio, a Sambuca di Sicilia. Dagli esordi, Diego Planeta ha gradualmente rivoluzionato il settore  vitivinicolo siciliano, riuscendo ad attrarre personalità di spicco in ambito agronomico, enologico e scienziati di fama mondiale.

La Sicilia vanta una biodiversità che non ha pari ed è stato subito chiaro a Planeta che per lasciare il segno occorreva espandere la propria ricerca da Menfi, dove tutto ha avuto inizio, verso altri territori da ovest a est dell’isola, e lavorare tanto sui vitigni autoctoni che su quelli internazionali.

Alessio Planeta, classe 1966, assume le redini dell’azienda negli anni ‘90, dedicandosi all’approfondimento della storia della Sicilia e della sua viticoltura con l’obiettivo di portare avanti lo straordinario lavoro iniziato dallo zio Diego e lanciare i vini siciliani sulla scena internazionale; guida l’azienda in qualità di amministratore delegato, affiancato da Francesca, Vito, Santi e da 270 collaboratori.

Le prime etichette Planeta arrivano sul mercato nel 1995, aprendo da subito le porte ai vitigni non autoctoni della Sicilia e iniziando sul piano produttivo quella diversificazione che è diventata nel tempo il tratto distintivo del gruppo. Attualmente, il percorso di Planeta in Sicilia abbraccia sette cantine distribuite in cinque territori diversi: Menfi, Vittoria, Noto, Etna e Capo Milazzo. 

Oggi, Alessio, capo enologo di Planeta dal 1998, gestisce una produzione di 2,4 milioni di bottiglie l’anno, a cui si aggiungono la coltivazione di ulivi, mandorli e ceci secondo una filosofia imprenditoriale spontaneamente orientata alla sostenibilità, basata sulla profonda conoscenza delle tecniche di coltivazione e di valorizzazione della biodiversità. 

Alessio Planeta è il quarto italiano, e l’unico siciliano, ad aver conquistato il prestigioso titolo di “Winemaker of the Year” della ventiquattresima edizione del premio “Wine Star Award”, portando così l’Italia in vetta alla classifica dopo sedici anni. Ogni anno Wine Enthusiast, rivista nordamericana specializzata in enologia, nomina i membri più influenti dell’industria del vino, dei liquori e delle bevande per l’assegnazione del più ambito riconoscimento enologico negli Usa

Il tempo e le persone” hanno quindi fatto la realtà di Planeta, dandole quella solidità e quella continuità che ne fanno oggi una delle realtà più distintive della Sicilia: il legame profondo con il territorio e le sue radici storiche si è combinato con una capacità di evolversi e adattarsi alle sfide del presente e contribuendo a rendere il vino siciliano un protagonista della scena internazionale.  

L’intera superficie coltivata – vigneti, oliveti, mandorleti, cereali –  è certificata in regime di agricoltura biologica. Planeta ha sposato una filosofia di massimo rispetto per la comunità in cui opera, dai consumatori e clienti alle risorse che lavorano in azienda, per la salvaguardia della terra e dell’eredità culturale locale

La tutela di quella biodiversità che racconta le origini del continente enologico siciliano è parte integrante della mission imprenditoriale di Planeta, che ha adottato pratiche agronomiche e comportamentali rivolte alla tutela dell’ambiente e alla promozione di  un concetto olistico di agricoltura“Planeta Terra” è un insieme di protocolli di coltivazione e progetti speciali che  sintetizza l’approccio alla sostenibilità del gruppo e che considera l’attività  agricola come veicolo di sostenibilità e motore di benessere per l’uomo e per l’ambiente

La sostenibilità è una direzione, non un punto di arrivo: è un processo in evoluzione che richiede un impegno costante e una visione ampia e ambiziosa che non si ferma a pratiche in vigna, tecniche di cantina e imballaggi virtuosi – come le bottiglie riciclate interamente in Sicilia -, ma che tocca l’essenza stessa di un’azienda che vuole essere un riferimento valoriale per il proprio territorio: di qui le iniziative nel sociale e l’opera di divulgazione culturale che ispira tanti eventi aziendali come Viaggio in Sicilia, Teatro in vigna, Planeta Session e altri.

Planeta è tra i fondatori e promotori del programma SOStain®, istituito nel 2011, nel quale è anche certificata dal 2014. Il programma, attraverso l’omonima Fondazione, prevede e sviluppa il protocollo regionale di sostenibilità per la viticoltura siciliana, adottato già da 40 cantine, con l’obiettivo di stimolare la ricerca e l’alta formazione per favorire una cultura della sostenibilità a tutti i livelli.