L’analisi dei bilanci 2023 di 793 aziende vitivinicole italiane rivela luci e ombre: ricavi in crescita ma influenzati dall’inflazione, redditività in ripresa ma lontana dai livelli pre-pandemia, e una sostenibilità finanziaria messa alla prova. Il report evidenzia strategie e criticità per affrontare un mercato sempre più competitivo e incerto.

L’industria del vino italiano si trova in una fase di trasformazione, segnata da dinamiche di crescita economica, aumento dei costi e un contesto di mercato caratterizzato da profonda incertezza. La ricerca sui bilanci 2023 dal titolo “Cosa dicono i bilanci delle imprese del vino italiano” realizzata dal Centro Studi di Management DiVino di Studio Impresa, offre uno sguardo dettagliato su 793 aziende italiane con ricavi superiori a un milione di euro. L’analisi, che copre il periodo 2019-2023, non solo fotografa l’andamento del settore, ma fornisce una chiave di lettura per affrontare le sfide del futuro.

I ricavi complessivi delle imprese analizzate hanno raggiunto i 13,5 miliardi di euro nel 2023, registrando un incremento del 23,5% rispetto al 2019. Tuttavia, la crescita reale è stata rallentata dall’inflazione, con un aumento dell’1,5% sul 2022 e una contrazione deflazionata del 3,8%. L’Ebitda medio, indicatore chiave della redditività, ha mostrato una lieve ripresa rispetto al 2022, passando dal 9,33% al 9,58%, ma rimane lontano dal 10,31% registrato nel 2019. I dati rivelano che la solidità economica è più marcata nelle imprese di maggiori dimensioni: le aziende con ricavi superiori a 50 milioni di euro, ad esempio, hanno registrato un Ebitda del 9,58% e un incremento dei ricavi del 46,7% in cinque anni.

Le imprese più piccole (ricavi sotto i 5 milioni di euro) hanno vissuto una contrazione numerica, passando da 414 nel 2019 a 375 nel 2023 (-9,4%). Nonostante ciò, alcune di queste aziende sono riuscite a crescere ed entrare in fasce di fatturato superiori. Parallelamente, le aziende con ricavi superiori a 20 milioni di euro hanno registrato un aumento significativo, con un progresso particolarmente marcato tra le imprese con ricavi sopra i 50 milioni (+30,4% nel numero e +46,7% nei ricavi).

La situazione finanziaria presenta criticità evidenti. La posizione finanziaria netta (PFN), indicatore della sostenibilità del debito, è peggiorata significativamente nel 2023, aumentando del 24,7% sul 2022, fino a raggiungere i 2,49 miliardi di euro. Questo deterioramento riflette l’assorbimento di liquidità, dovuto a magazzini più ampi e distribuzioni di dividendi, oltre all’aumento dei tassi di interesse. Nonostante ciò, il patrimonio netto delle aziende è cresciuto, arrivando a 10,9 miliardi di euro (+5,6% sul 2022), segno che le imprese stanno cercando di mantenere una base solida su cui poggiare.

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Un elemento chiave dell’analisi è la polarizzazione tra le aziende “asset light”, con un basso rapporto immobilizzazioni/totale attivo (<30%), e “asset strong”, caratterizzate da investimenti più significativi in immobilizzazioni. Le imprese “light”, più vulnerabili ai cambiamenti del contesto economico, hanno mantenuto stabili i ricavi nel 2023, mentre le “strong” hanno registrato un incremento del 10,2%. Tuttavia, sul fronte della redditività, le “asset strong” hanno visto un calo dell’Ebitda al 15,38%, mentre le “asset light” hanno migliorato le loro performance, raggiungendo un Ebitda medio del 10,40%.

La cooperazione vinicola, rappresentata da 262 cooperative nel campione, gioca un ruolo fondamentale ma presenta peculiarità che influenzano i risultati economici. Le cooperative di grandi dimensioni hanno incrementato i ricavi del 50% in cinque anni, mentre le più piccole hanno subito una contrazione del 10,9%. La redditività complessiva del settore cooperativo, misurata dall’Ebitda, è diminuita del 13,5% rispetto al 2019, pur mostrando una lieve ripresa nel 2023 (+14,4% sul 2022).

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A livello territoriale, il Veneto si conferma la regione leader per fatturato, con oltre 4,7 miliardi di euro nel 2023 (+28,08% sul 2019). Tuttavia, la Toscana emerge come la regione con la maggiore redditività, registrando un Ebitda del 21,24%, trainata dalle produzioni di eccellenza. Altre regioni, come Emilia-Romagna, Piemonte e Trentino-Alto Adige, continuano a giocare un ruolo importante, ma si osservano segnali di difficoltà in realtà come il Lazio e la Calabria, dove i ricavi sono diminuiti rispetto al 2022.

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Uno dei dati più interessanti emersi dall’analisi riguarda il confronto tra imprese agricole e industriali. Le aziende agricole, che gestiscono l’intera filiera dalla vigna alla bottiglia, hanno mostrato una crescita dei ricavi del 41% rispetto al 2019, contro il 21,1% delle imprese industriali. Dal punto di vista economico, le agricole vantano un Ebitda medio del 22,71%, più del doppio rispetto al 9,85% delle industriali. Questa differenza evidenzia come il controllo della filiera possa rappresentare un vantaggio competitivo cruciale.

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Infine, il rapporto sottolinea la necessità di strategie proattive per affrontare un mercato in evoluzione. Investimenti mirati, una gestione attenta dei flussi finanziari e l’analisi puntuale dei dati aziendali sono strumenti indispensabili per garantire la competitività. In un contesto globale sempre più incerto, le imprese del vino italiano devono saper coniugare tradizione e innovazione per mantenere il loro ruolo di protagoniste nel panorama internazionale.


Punti chiave:

  1. Ricavi in crescita, ma con criticità:
    I ricavi delle 793 aziende analizzate sono aumentati del 23,5% rispetto al 2019, raggiungendo 13,5 miliardi di euro nel 2023. Tuttavia, l’inflazione ha rallentato la crescita reale, con una contrazione deflazionata del 3,8% rispetto all’anno precedente.
  2. Disparità tra grandi e piccole imprese:
    Le aziende con ricavi superiori a 50 milioni di euro hanno registrato un incremento del 46,7% nei ricavi in cinque anni, mentre quelle sotto i 5 milioni hanno visto una contrazione numerica del 9,4%, segnalando difficoltà per le piccole realtà.
  3. Sostenibilità finanziaria sotto pressione:
    La posizione finanziaria netta (PFN) è peggiorata del 24,7% nel 2023, a causa di magazzini più ampi, dividendi distribuiti e tassi di interesse in aumento. Nonostante ciò, il patrimonio netto è cresciuto del 5,6%.
  4. Agricole più redditizie delle industriali:
    Le imprese agricole hanno registrato una crescita dei ricavi del 41% rispetto al 2019 e un Ebitda medio del 22,71%, più del doppio delle industriali (9,85%), grazie al controllo della filiera.
  5. Focus regionale e cooperativo:
    Il Veneto guida per ricavi (4,7 miliardi di euro), ma la Toscana spicca per redditività con un Ebitda del 21,24%. Le cooperative, pur fondamentali, mostrano risultati altalenanti, con grandi realtà in crescita e difficoltà per le più piccole.